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giovedì 19 novembre 2020

"Ma perché non te ne vai?" di Christian Coduto

 


TITOLO: Ma perché non te ne vai?

AUTORE: Christian Coduto

CASA EDITRICE: Milena Edizioni, Collana Rainbow

GENERE: Narrativa LGBTQ+ contemporanea

PAGINE: 184

DATA DI PUBBLICAZIONE: 8 settembre 2020

PREZZO EBOOK: € 3,99

PREZZO CARTACEO: € 12,00


TRAMA


Italia, 2015. Sebastiano, 19 anni, si è appena diplomato al Liceo Scientifico Umberto Saba. Dopo aver comunicato ai suoi genitori la volontà di vivere per un anno all'estero prima di iscriversi all'università, si mette in cerca di un piccolo lavoro estivo per mettere da parte un gruzzoletto. Una serie di fortunate coincidenze lo portano a conoscere Francesco, un vecchietto di 79 anni che vive solo, a cui dovrà fare compagnia. Due mondi distanti e diversi: un ragazzino che si sta affacciando alla vita, perennemente in lotta con l'universo e un uomo piuttosto burbero, indurito dalle difficoltà e dagli eventi della sua esistenza, possono avere dei punti in comune e diventare buoni amici?


RECENSIONE


Sei troppo concentrato su te stesso. Impara a osservare le altre persone, dà loro il giusto peso. Tra una folla di sconosciuti, si potrebbero nascondere anime interessanti da studiare, esseri umani empaticamente affini a te. La gioia di uno di loro potrebbe coincidere con la tua.


Dopo aver fatto ridere a crepapelle tanti lettori con il suo romanzo d'esordio, Spalla@spalla, nell'estate del 2018, Christian Coduto torna con il suo secondo romanzo, un racconto di formazione dolceamaro che mette a confronto due poli opposti, appartenenti a diverse generazioni. Siamo nell'estate del 2015, e il neodiplomato Sebastiano, un giovane omosessuale pieno di fisime con una famiglia che gli sta stretta e una disperata voglia di scappare, decide di prendersi un anno sabbatico all'estero prima di iscriversi all'università. Sua madre, inizialmente sconvolta, acconsente, e gli trova un lavoretto per mettere su i soldi necessari: per tutta l'estate dovrà far compagnia al settantanovenne Francesco, che vive da solo fra quattro mura e ha un gran brutto carattere. Fra i due è odio a prima vista, ma poco a poco, Sebastiano finisce per aprirsi totalmente al vecchio, raccontandogli le sue paure, le esperienze sentimentali, la vita con gli amici, e Sebastiano ricambia, raccontandogli il suo triste passato e facendogli da mentore. La loro amicizia finirà per cambiare entrambi, tra litigi, nuove esperienze e segreti da svelare.

Ma perché non te ne vai? è un romanzo davvero splendido, perfetto nei minimi dettagli.  È scritto con una grande delicatezza, e affronta temi importanti, quali l'accettazione, la scoperta dell'amore, l'amicizia, l'importanza di essere se stessi fino in fondo, il coraggio di abbattere i propri muri.

I personaggi sono ben caratterizzati, specialmente i due protagonisti, ed è molto facile provare empatia e riconoscersi in loro. I più giovani si riconosceranno nelle insicurezze e nelle paure di Sebastiano, e troveranno nelle parole di Francesco dei consigli preziosi con cui affrontare la vita di tutti i giorni e avere un po' di comprensione in più, senza rimanere troppo concentrati sul proprio ego.




<<Fammi capire: sei felice ma non hai condiviso la tua gioia con le persone importanti?>>

<< È una cosa personale.>>

<<Te ne vergogni. La tua gioia non dovrebbe dipendere dall'idea che gli altri hanno di te, te ne rendi conto?>>


Se nel primo romanzo si rideva a crepapelle, qui vengono affrontati temi più seri senza pedanteria e con una sottile ironia di fondo, accentuata dai discorsi di Sebastiano. Si parla di perdita, di dolore, di paura, ma non mancano momenti divertenti, come un'incursione notturna in un locale gay, i retroscena di Grindr, discussioni sulle icone come Madonna o Lady Gaga e amichevoli confronti generazionali. Tra sorrisi e riflessioni, la narrazione procede spedita e scorrevole  senza annoiare mai, rendendoci partecipi di una storia che potrebbe appartenere a chiunque fra noi. E poi, arrivata l'ultima parte, proprio quando si pensa di aver capito tutto, arriva quel colpo di scena inaspettato, dolceamaro come la vita, e con gli occhi lucidi ci si rende conto che sta in questo la grandezza del romanzo.

Perciò, munitevi di fazzoletti: Ma perché non te ne vai? è una lettura che non dimenticherete tanto facilmente e che arricchirà la vostra anima. E Christian Coduto, che sta già pensando al suo terzo romanzo, è un autore sicuramente da tenere d'occhio.


Ecco perché, talvolta, il dire la verità può far male: si rischia di essere allontanati. Ma tu non reprimerti mai: se davvero tieni a una persona, dì quello che ritieni giusto per lei. Anche perdendovi di vista, saprà come ringraziarti. Lo sentirai nel cuore.


VOTO: 5/5







lunedì 16 novembre 2020

"Così è l'amore", di Francesco Sole

 


TITOLO: Così è l'amore

AUTORE: Francesco Sole

CASA EDITRICE: Sperling & Kupfer

GENERE: Romance FM contemporaneo

PAGINE: 326

DATA DI PUBBLICAZIONE: 10 novembre 2020

PREZZO EBOOK: € 9,99

PREZZO CARTACEO: € 17,00


TRAMA


Le donne non sono materia per uomini stupidi. Avrebbe voglia di rispondere così, Alice, alle lettrici della sua rubrica sentimentale, "Amore & Rose rosse". Soprattutto ora, dopo l'ennesima rottura con Alessandro; soprattutto ora che la sua biografia assomiglia sempre di più a qualcosa come: «giornalista, sceneggiatrice e scrittrice di storie che sa benissimo di non aver mai vissuto, popolate da uomini intelligenti, passionali e sensibili»; soprattutto ora che nell'appartamento di sopra, nell'elegante palazzo di Via Veneto in cui Alice vive, è arrivato un nuovo vicino. Si chiama Leonardo Marchetti, è uno chef di successo e un volto noto della tv. E ha deciso di dare una festa: un party molto rumoroso, troppo rumoroso, tanto che Alice si ritrova costretta a interrompere la sua immutabile routine di lavoro per buttare giù una prima lettera di protesta, poi una seconda, che decide di andare a incollare personalmente sulla porta d'ingresso del nuovo arrivato. A separare i due ci sono pochi metri. Troppo pochi per riuscire ad ignorarsi, non abbastanza per evitare che due caratteri così diversi entrino in rotta di collisione: un botta e risposta, a suon di lettere e visite inattese, equivoci e colpi di scena, che nei giorni seguenti li porterà, loro malgrado, a ritrovarsi più vicini del previsto.


 RECENSIONE


Sei sempre così sicura, tutto bianco o nero, nessuna sfumatura, nessuna mezza verità. I sentimenti invece sono il regno dell'indecisione, dell'incertezza. Oggi ferisci, domani perisci. Nessuna vittima, nessun carnefice. Siamo tutti colpevoli, siamo tutti innocenti. Ma tu no, tu non hai dubbi. Nel tuo tribunale di carta non esistono incertezze. Ma stai tranquilla, Alice, da qualche parte nel mondo ci sarà qualcuno che un giorno vorrà accettare la sfida di amarti e vivere con te.


A circa un anno di distanza da Per te, il giovane Francesco Sole (pseudonimo di Gabriele Dotti) ci regala la sua settima pubblicazione, un libro in cui per la prima volta si affaccia sul mondo dei trentenni. Scritto in forma di diario, con alcuni elementi del romanzo epistolare, racconta la storia di Leonardo, un giovane chef stellato, nonché personaggio televisivo, che durante una festa organizzata nel suo nuovo appartamento, ha un incidente e si rompe il piede. Nella quarantena forzata si avvicina, su consiglio della sorella psicologa, alla grafoterapia per rimettere in ordine i suoi pensieri, e si rende conto che la sua vita privata è in caduta libera. Come se non bastasse, la sua vicina Alice, una giornalista che non crede più nell'amore, gli invia delle lettere "minatorie" per tutto il baccano fatto la sera della festa, e questo dà il via a un botta e risposta che culmina in un nuovo, divertentissimo incidente e si trasforma ben presto in qualcosa di più. Ma qualcosa, anzi qualcuno, li ostacola.

Così è l'amore è un romanzo bello, leggero e romantico che si legge tutto d'un fiato, nonché il migliore che l'autore abbia scritto finora. La storia è scorrevole, alterna momenti di irresistibile comicità a momenti più romantici, e ci invita a credere nell'amore nonostante tutte le esperienze negative, a non dimenticare le cose importanti, a imparare dai propri errori e soprattutto ad essere sinceri. Ho inoltre apprezzato i personaggi, dai protagonisti alla barboncina Miley, e fin dalle prime pagine mi sono ritrovata a tifare per Leonardo e Alice, a sperare che riuscissero ad affrontare sbagli e paure per allontanare le persone tossiche dalla loro vita e riuscire a stare insieme.




Le favole finiscono sempre con 'e vissero felici e contenti', ma manca quasi sempre la parola 'insieme'. Probabilmente perché quei due finiranno per essere felici, in un modo o nell'altro, ma ognuno per conto suo. Questo mi ha fatto sempre diffidare dell'amore. Voglio dire, se persino nelle favole c'è la fregatura, figuriamoci nella realtà.


Oltre all'amore, il libro parla anche di famiglia, ma anche di cucina, (sconsiglio infatti di leggerlo verso l'ora di pranzo, perché potrebbe far venire una voglia irrefrenabile di pasta alla carbonara), di pregiudizi, di apparenza e delle insidie che si nascondono nella celebrità e nel giornalismo, mondi in cui basta un semplice gesto, o il trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, per scatenare una tempesta mediatica e ritrovarsi in pasto ai famigerati leoni da tastiera.

L'espediente del diario, interrotto da qualche intermezzo qua e là e da diversi aforismi (uno dei segni distintivi dell'autore), è molto interessante, ma purtroppo fa sì che l'attenzione sia concentrata soprattutto su Leonardo, mentre  mi sarebbe piaciuto leggere qualche approfondimento in più su Alice.

Rimane comunque un bel libro, arricchito in appendice da venticinque lettere mai spedite dedicate a diversi aspetti dell'amore.  È una lettura perfetta per evadere in questo periodo così difficile, una deliziosa commedia romantica, e non mi stupirebbe se un giorno diventasse un film.


Così è l'amore. Bussa quando meno te lo aspetti, e se gli apri senza fare troppe storie, arrivano giorni come questo: il giorno più bello che avrei potuto vivere.


VOTO: 4/5








domenica 15 novembre 2020

Borat seguito film.consegna di portentosa bustarella a regime americano per beneficio di fu gloriosa nazione del Kazakistan

 

 

 

 

                                             

 

 

                                  TITOLO: Borat seguito film: consegna di portentosa bustarella a regime americano a beneficio di fu gloriosa nazione del Kazakistan

                                        TITOLO ORIGINALE:  Borat Subsequent Moviefilm: Delivery of Prodigious   Bribe to American Regime for Make Benefit Once Glorious Nation of Kazakhstan

REGIA: Jason Moliner

GENERE: Comico

CAST: Sacha Baron Cohen, Marija Bakalova.

PAESE: Usa

DURATA: 96 minuti

DISTRIBUZIONE: Amazon prime video   

 

TRAMA

Borat: Subsequent Moviefilm, il film diretto da Jason Woliner, è il sequel di Borat (2006), in cui un immaginario giornalista televisivo kazako, Borat Sagdiyev (Sacha Baron Cohen), dai comportamenti eccessivi e sessualmente espliciti, mette a nudo, in maniera imbarazzante ed esilarante, le tante ipocrisie del mondo contemporaneo.
Borat fa ritorno negli Sati Uniti ed è convinto di essere diventato famoso nel paese. Si muove quindi in incognito, partecipa a riunioni e intervista persone indossando abiti improbabili per non farsi riconoscere. Il suo obbiettivo questa volta è quello di riuscire a far sposare sua figlia con qualcuno vicino alla casa Bianca di Donald Trump.

RECENSIONE

Borat dopo quattordici anni fa il suo ritorno negli Stati Uniti dove crede di essere diventato famoso. Il motivo per cui Borat deve fare il viaggio è per un compito ben preciso che il primo ministro del suo paese gli ha affidato, cioè portare una scimmia in regalo al vice presidente americano Mike Pence.  Ma una volta arrivato negli Stati Uniti, quando Borat apre il container, non trova più la scimmia lì trasportata perché è stata mangiata da sua figlia, che si è nascosta dentro il container. A quel punto Borat dccide di offrire sua figlia a Mike Pence al posto della scimmia e intraprende un viaggio per gli Stati uniti in piena era Covid-19.

  

 

   "Tu dare pugnetto a me e io dare pugnetto a te".

Sacha Baron Cohen riporta al cinema il giornalista kazako  Borat,  personaggio satirico  da lui stesso creato e che gli ha fatto avere un successo mondiale. Borat seguito  film  è il primo film girato durante l'emergenza del Covid e che racconta gli Stati uniti dell'era Trump durante la pandemia, usando anche degli sketch non di finzione, come ad esempio quando vediamo Borat che va alla convention del vice presidente statunitense Mike Pence travestito da Trump con la figlia sulle spalle.

Lo sketch del quale si è parlato di più è quello della finta intervista  condotta dalla figlia di Borat all'ex sindaco di New York Rudy Giuliani, per via delle polemiche legate alla connotazione sessuale data all'intervista. Un altro personaggio famoso che vediamo in uno degli scherzi è Tom Hanks.

Sacha Baron Cohen ci mostra, con un'ironia molto spinta, l'ignoranza di molto persone, come ad esempio quando Borat si ritrova confinato con due negazionisti del Covid, che passano il tempo  a parlare delle loro teorie pseudoscientifiche complottiste che accusano  i coniugi Clinton, alle quali Borat  crede veramente, mostrandoci così come certe persone non affrontino i loro problemi grazie alla paranoia.

"Wo-wo-wi-wuo-wa! E' Forrest Gump! Prego, fare autografo ? Grazie!"

Sacha Baron Cohen ha realizzato una sorta di buffo manifesto politico anti-Trump, mostrandoci il conflitto che la sua elezione ha prodotto nel paese, ma soprattutto descrive, in una maniera molto personale, il proprio punto di vista sul periodo storico che stiamo vivendo, durante il quale il Covid è entrato in maniera dirompente nella società americana contribuendo a radicalizzare un conflitto culturale già in atto prima dell'elezione di Donald Trump.

 

Voto: 3/5

 



giovedì 12 novembre 2020

"QUIETE", di Maria Claudia Sarritzu


 

TITOLO: Quiete

SAGA: Butterfly effect #1

AUTORE: Maria Claudia Sarritzu

CASA EDITRICE: Triskell Edizioni

GENERE: Narrativa distopica con Romance FM

PAGINE: 523

DATA DI PUBBLICAZIONE: 14 maggio 2020

PREZZO EBOOK: € 4,99

PREZZO CARTACEO: € 15,00


TRAMA

L’effetto farfalla spiega come ogni più piccola azione possa avere enormi conseguenze. Così come un semplice battito d’ali può causare un uragano dall’altra parte del mondo, noi siamo in grado di influenzare la nostra vita.
Ma alla ‘83’ non la pensano così. Se vuoi essere un Amato, ci sono delle regole. La prima è che verrai schedato alla nascita e, compiuti ventun anni, sarai obbligato a sostenere un colloquio. I tuoi dati verranno inseriti in un macchinario, e un potente algoritmo calcolerà il nome della tua anima gemella. Insieme alla data e al motivo della tua morte. Nessuna scelta, ma una vita statica senza possibilità di poter essere cambiata.
Sam Miller non si è mai posta troppe domande, ma al compimento dei ventun anni qualcosa in lei vacilla, anche se tutti continuano a dirle di essere felice e fiduciosa. È soprattutto l’incontro con Levi, tanto elegante quanto sicuro di sé, a metterla in crisi. Perché se anche Levi sembra deciso a starle alla larga, finisce sempre per essere al suo fianco. Stare insieme però è impossibile, perché per Levi l’algoritmo ha già scelto l’anima gemella e, pur se questa ormai è morta, gli è proibito avere altre relazioni per il resto della vita.
L’unica via d’uscita rimane la fuga per raggiungere i ribelli, i Non Amati. Ma è davvero possibile farlo quando tutte le bugie che si erano create attorno a loro cominciano a crollare rivelando scomode verità?


RECENSIONE

Io, Samantha Miller, autorizzo la compagnia 83 a trattare i miei dati al fine di trovare la mia anima gemella, impegnandomi a frequentare solo e unicamente lei. Dichiaro, inoltre, di accettare di scoprire la data della mia morte.


Dopo aver fatto sognare migliaia di lettori con le sue storie di Wattpad e dopo aver pubblicato tre bestseller dedicati a band strampalate, angeli custodi fuori dal comune  e robot senza cuore ma capaci di amare, la giovanissima Maria Claudia Sarritzu (classe 1997), ci regala il suo quarto romanzo, il primo di una duologia, cimentandosi in un genere molto in voga tra i giovani di oggi: il distopico.

Contrariamente alle protagoniste delle altre saghe, per lo più adolescenti, la nostra eroina ha ventun anni, e vive in una società governata dalla 83, un'associazione mondiale fondata sui numeri che sottopone ogni ventunenne a un colloquio e, attraverso un potente algoritmo, scopre la loro anima gemella, oltre alla data e al motivo della loro morte. Tuttavia,  Sam nutre dei forti dubbi, che si fanno sempre più insistenti il giorno in cui conosce il misterioso Levi e i suoi bizzarri amici. Tra i due c'è un'iniziale ostilità, ma una catena di eventi li avvicina, e il loro rapporto si trasforma in un amore tanto bello quanto impossibile: il ragazzo ha già avuto la sua 83, e pur essendo lei morta prematuramente, non gli è concesso avere altre relazioni romantiche. Come se non bastasse, alcuni segreti troppo a lungo taciuti cominciano venire a galla, scatenando tempeste emotive e scintille pronte a provocare la ribellione.

Quiete è un romanzo straordinario che costituisce un enorme salto di qualità dell'autrice, con uno stile molto maturo e schietto che arriva dritto al cuore. La prima parte è molto ironica e divertente, ma è nella seconda che si evince ancora di più la bellezza della storia, con colpi di scena a non finire, grandi tensioni e romanticismo. I personaggi sono tutti ben caratterizzati, ed è molto facile affezionarsi a loro (o in alcuni casi odiarli al punto da desiderare di prenderli a ceffoni). Inoltre, la storia d'amore tra Sam è Levi è davvero splendida, intensa e romantica senza essere smielata, capace di far sognare ed emozionare fino alle lacrime.



Un giorno potrò baciarti in mezzo alla strada, davanti a tutti, senza che nessuno ci proibisca di farlo. Un giorno ti bacerò ovunque, per compensare tutti i baci che ci diamo in segreto. Non saremo più un sussurro nel buio, ma un grido nella luce. Te lo prometto, Sam.


Tra i temi trattati, oltre all'amore e all'amicizia, spiccano la famiglia, la violenza domestica, la ricerca della verità, la corruzione politica, il desiderio di libertà e le conseguenze delle nostre scelte. I protagonisti vogliono essere liberi di amare, liberi di scegliere, ma sono ostacolati da un'associazione che decide per loro con chi devono stare (col rischio di rimanere intrappolati in una realtà crudele e violenta), o addirittura cosa studiare e che professione intraprendere (a prescindere dai loro interessi), e che in caso di disobbedienza può decidere di mandarli tra i Non Amati, i reietti, gli esclusi. A tal proposito, ho trovato ben costruita tutta la parte distopica, specchio di una realtà inquietante che spero non possa mai concretizzarsi.

Essendo il primo romanzo di una duologia, gran parte della vicenda è avvolta in uno stato di quiete apparente (da qui il titolo), ed è solo dopo la metà che cominciano a emergere le scintille del caos che predominerà nel sequel. La parte finale è sconvolgente e per certi versi straziante, perciò consiglio ai lettori più sensibili di procurarsi una scorta di fazzoletti, perché non si sa mai.

In conclusione, posso dire che Quiete è una lettura che arriva dritta al cuore, e non vedo l'ora che esca il seguito, Caos.


Alcune persone se ne andranno dalla nostra vita e sarà come sentire un pugno nello stomaco. Alcuni obbiettivi non riusciremo a raggiungerli, e sarà come se qualcuno avesse le mani attorno al nostro collo, privandoci dell'aria. Ma che senso ha vivere se non si è liberi di farlo come si vuole? Che senso ha avere come regalo la vita, se non la controlliamo noi?


VOTO: 5/5










mercoledì 11 novembre 2020

Mother


 TITOLO: Mother

GENERE: Drammatico, thriller

PAESE: Giappone

ANNO: 3 novembre 2020

REGIA: Tatsushi Oomori

CAST: Masami Nagasawa, Daiken Okudaira, Sadako Abe

DISTRIBUZIONE: Netflix

TRAMA

Shuhei si ribella al perverso controllo dell'imprevedibile madre, che sentendosi minacciata spinge la famiglia verso la tragedia.

RECENSIONE

"Shuhei, perché non vieni a stare da me? Che ne dici?"
 "Io voglio stare con mamma."

Akiko è una madre divorziata, senza lavoro, che fa di tutto per poter sopravvivere e mantenere il figlio, con il quale sviluppa, nel susseguirsi degli eventi, un attaccamento morboso. Questo film, basato su un fatto realmente accaduto, racconta la difficile condizione delle madri single in Giappone, che vivono una situazione di precarietà, aggravata da molti fattori, tra cui il fatto di essere donne, ragione per la quale, se lavorano, sono sottopagate, e divorziate, aspetto che nel Sol Levante suscita ancora non poco scandalo.

Gli eventi sono drammatici, si percepisce la difficoltà di Akiko, che non ha dei buoni rapporti con la famiglia d'origine, dalla quale si è sempre sentita mal considerata, ed è molto legata al piccolo Shuhei, per il quale lo spettatore prova una grande pena. In esso si vede la dipendenza affettiva che nutre per la madre, una dipendenza da cui non riesce a liberarsi, nemmeno se gli si apre uno spiraglio che può permettergli un futuro migliore. Né l'invito del padre, né il sostegno di Aya, una giovane assistente sociale, lo scollano dalla sua relazione malata, nella quale subisce sfruttamento e viene portato a commettere atti disperati.

Non so che ti ha detto quella stronza, ma credimi, ti odia. Ha detto che sei viscido. 
Scommetto che l'hai guardata con quel tuo sguardo lascivo.
Ha detto anche che puzzi.

Una storia davvero struggente, che ci mostra la miseria nel mondo giapponese. Solitamente si pensa al Giappone come un paese ricco e sviluppato, non si sente quasi mai parlare di povertà, ma questa pellicola ci apre gli occhi su coloro che sono dimenticati dalla società, e ci fa rendere conto che la povertà esiste anche in questo paese tecnologicamente avanzato, e ci mostra quanto sia difficile, in tale paese, conservatore, vivere secondo le proprie regole, senza subire le pressioni delle norme sociali, e quanto questo si può riverberare sulla psicologia  di chi viene oppresso. La cosa che manca, però, è la colonna sonora. Non sono molti i sottofondi musicali, e questo rende il film un po' spento, rallentandone troppo il ritmo e rendendo difficile la percezione all'evolversi degli eventi, e tutto ciò lo fa sembrare, più che altro, un film documentario. 

La mia vita è stata tutto uno sbaglio, fin dal giorno in cui sono nato.   
Ma è sbagliato amare la propria madre?

Voto: 3/5



lunedì 9 novembre 2020

Goodbye Lenin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TITOLO: Goodbye Lenin

TITOLO ORIGINALE: Goodbye Lenin

 

   REGIA: Wolfgang Becker

 CAST: Daniel Buhl, Katrin Sass, Culpan Nailevna Chamatova, Maria Simon, Florian Lukas, Alexander Beyer, Burghart Klaussner, Christine Schorn, Micheal Gwisdek, Eber Kirchberg,  Jurgen Holtz 

PAESE DI PRODUZIONE: Germania

ANNO: 2003

  DURATA: 120 minuti

CASA DI PRODUZIONE: X-Filme Creative Pool

 

TRAMA

Berlino est, ottobre 1989. Alex vive con sua madre, attivista del regime socialista, che improvvisamente, in seguito ad un malore, cade in coma. Quando si risveglia, otto mesi più tardi, il muro di Berlino è caduto. Alex deve evitare alla madre lo schock della scoperta della fine del suo sogno socialista e finge che nulla sia cambiato. ma ben presto sua madre sente il bisogno di alzarsi dal letto e accendere la televisione...

RECENSIONE

Alex è un ragazzo di vent'anni che vive a Berlino Est con sua madre e sua sorella. Nell'ottobre del 1989 sua madre, che è una socialista convinta, ha un malore e finisce in coma per otto mesi. Al suo risveglio il muro di Berlino è caduto e con esso sono finiti pure gli ideali socialisti in cui sua madre credeva profondamente. Alex dovrà fare di tutto per evitarle lo schock della scoperta della fine del socialismo, visto che il trauma potrebbe ucciderla.


"E così la Coca Cola è una bibita socialista! " 

Goodbye Lenin mette a confronto due generazioni diverse, entrambe cresciute nel socialismo. La prima è quella della madre di Alex, che  appartiene a una generazione che ha creduto profondamente nel sistema. L'altra è quella di Alex, una generazione che, nata sotto il socialismo, ne assiste al crollo  e osserva perplessa una riunificazione nazionale che è di fatto una sconfitta di tutto ciò in cui era stata educata a credere.

Ma più che essere un film sugli ideali, Goodbye Lenin è un film sulla fine degli ideali e che ci mostra efficacemente cosa abbia significato per molti tedeschi dell'est subire l'avvento del capitalismo. La sequenza più emblematica in questo senso è quella in cui la la madre vede una statua di Lenin che viene portata via da un elicottero.

“ Un banale pallone da calcio riunificava la nazione sotto una bandiera. Un altro mattone che cadeva dal muro ”

La scelta più interessante che ha fatto il regista è quella di non narrare la storia in maniera documentaristica, oggettiva,  bensì di osservare la fine della Germania Est e la caduta del muro di Berlino con gli occhi di una famiglia di persone comuni, mostrandoci le loro speranze e ambizioni ma anche lo smarrimento di fronte al crollo di quelle che sembravano consolidate certezze.    Il lato politico della narrazione si intreccia efficacemente con le vicende private dei personaggi, che da soggetti che dovevano essere i protagonisti della Storia, con la "s" maiuscola, si ritrovano invece smarriti in tante piccole storie che senza trionfalismi assurdi ci trasmettono  quelle emozioni che sono la caratteristica principale del lato umano della vita.

 

VOTO: 4/5

 

 

 



    

  

Ricchi da morire- Delitti in famiglia

  TITOLO : Ricchi da morire TITOLO ORIGINALE : How to Make a Killing ANNO DI PRODUZIONE : 2026  GENERE : Commedia, thriller, drammatico PAES...