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lunedì 2 ottobre 2023

The Palace

 

TITOLO: The Palace

TITOLO ORIGINALE: The Palace

ANNO DI PRODUZIONE: 2023

PAESE DI PRODUZIONE: Italia, Svizzera, Polonia, Francia

GENERE: Commedia, drammatico

CASA DI DISTRIBUZIONE: 01 Distribution

REGIA: Roman Polanski

CAST: Oliver Masucci, Fanny Ardant, John Cleese, Bronwyn James, Joaquim De Almeida, Luca Barbareschi, Milan Peschel, Fortunato Cerlino, Mickey Rourke, Alexsandr Petrov, Sydne Rome.

DURATA: 100 minuti


TRAMA 

La notte del 31 dicembre 1999, alcuni membri dell'alta società  si riuniscono al  Palace Hotel di Gstaad, in Svizzera, per passare tra gli eccessi e i bagordi la storica notte dell'ultimo capodanno del secolo. 


RECENSIONE

Non voglio sentire un'altra parola su questa sciochezza dell'anno 2000. Banche che collassano o aereoplani che cadono dal cielo. Stasera alle 20 molte persone importanti ceneranno ai nostri tavoli. 
Fate si che le bollicine dello champagne escano a loro dal naso e dalle orecchie.

A quattro anni dall'uscita dell' Ufficiale e la spia, Roman Polanski torna dietro la macchina da presa con un film nel quale abbandona qualsiasi snobismo autoriale per realizzare una satira dell'alta società che sembra ispirata a un cinepanettone.
In The Palace ci sono varie storie che si intersecano tra di loro e in alcune c'è un'ironia davvero esagerata e molti personaggi vengono dipinti in maniera grottesca, come ad esempio Mickey Rourke, che indossa sempre un ridicolo parrucchino per nascondere la calvizie o le due donne che hanno una chirurgia plastica malfatta e sembrano essere l'emblema del ridicolo. Forse Polanski si perde troppo nell'utilizzo di certe scelte stereotipate che lui probabilmente ha privilegiato per esacerbare la critica di un mondo che conosce direttamente dal suo interno.


Tanto a mezzanotte perderanno tutto. 

Nel film comunque non mancano i riferimenti all'attualità, come ad esempio il discorso in televisione delle dimissioni del presidente della federazione russa Boris Eltsin, dove presenta il neo presidente Vladimir Putin. Scelta strategica, da parte di Polanski, per effettuare un richiamo alla contemporaneità degli anni 2000 e alle vicende della politica di oggi.

The Palace non appartiene certo al miglior Polanski ma è un lungometraggio che dimostra che il regista polacco ha ancora qualcosa da dire, con una storia che a suo modo è molto originale.

I computer di tutto il mondo si bloccheranno. Saremo tra gli uomini più ricchi del pianeta.


Voto: 3,5/5
  









martedì 26 settembre 2023

"La storia d'amore che ti cambierà la vita", di Francesco Sole

 


TITOLO: La storia d'amore che ti cambierà la vita

AUTORE: Francesco Sole

CASA EDITRICE: Speriling & Kupfer

GENERE: Romance FM contemporaneo

PAGINE: 256

DATA DI PUBBLICAZIONE: 22 novembre 2022

PREZZO EBOOK: € 9,99

PREZZO CARTACEO: € 18,90



TRAMA



Adrian è uno di quei giovani che sembrano più maturi dell’età che hanno: elegante, ambizioso, determinato, sempre impeccabile. Carla, al contrario, con i pensieri tra le nuvole e la borsa piena di libri, trova ordine nel proprio caos, camminando disinvolta verso gli appuntamenti della vita, spesso con i suoi «cinque minuti di ritardo» (che in realtà sono almeno dieci). Lei lavora come editor in una importante casa editrice, lui è avvocato in uno dei più prestigiosi studi legali di Milano. Entrambi trascorrono le giornate leggendo, con una differenza non trascurabile: lui revisiona aridi contratti, lei appassionate storie d’amore. Quando un colpo di fulmine li travolge, Adrian e Carla, senza capirne fino in fondo il motivo, sentono il bisogno di tuffarsi l’uno nell’esistenza dell’altra e, poco dopo, di andare a convivere in una pittoresca villa nel cuore di Milano. Sembra tutto perfetto. Ma anche le cose più belle si rompono. Prima è una semplice incrinatura, poi è una ferita che si allarga silenziosa nel tessuto dei gesti quotidiani; alla fine il dolore arriva. E le cose che si rompono senza fare rumore sono le più difficili da aggiustare. Una verità con cui Adrian è costretto a fare i conti il giorno in cui un terribile sospetto lo porta a dubitare dei sentimenti di Carla, a mettere in discussione ogni certezza e a fare cose di cui si pentirà, fino a convincersi di dover ricominciare tutto daccapo. Cinque appuntamenti per rivivere, uno dopo l’altro, a distanza di anni, i momenti e i luoghi che hanno segnato la loro storia: è questo l’ultimo tentativo che Adrian decide di fare per cercare di guarire le ferite che lui e Carla si sono inflitti. Ma è possibile tornare a innamorarsi della persona che più di tutti ci ha fatto soffrire?


RECENSIONE


Innamorarsi è una magia, ma è non perdersi la vera favola.


Ogni tanto c'è bisogno di una lettura un po' più leggera, e i romanzi di Francesco Sole si prestano piuttosto bene a questo scopo. In questo il protagonista è Adrian, un avvocato trentenne ambizioso e determinato che ha lasciato Roma per Milano e sogna di diventare il più giovane socio under 40 di un'importantissima multinazionale. È innamorato di Carla, una editor romantica con la quale convive da diversi anni, ma un giorno si rende conto che lei sta trascurando sempre più spesso i loro rituali di coppia e che si comporta in modo strano e distaccato, arrivando addirittura a mentirgli. Entrato in crisi, Adrian si convince che lei non lo ama più, e per provare a riconquistarla decide di portarla, nel corso dei cinque appuntamenti, a farle rivivere il luoghi e i momenti che li hanno fatti innamorare.
La storia d'amore che ti cambierà la vita è un romanzo godibile e senza pretese che si legge tutto in un pomeriggio e regala qualche ora di evasione e riflessione. La parte in prosa, seguendo quello che ormai è diventato il marchio di fabbrica dell'autore, è intramezzata da poesie, ad alcune delle quali è dedicata l'appendice. Naturalmente il motore principale è l'amore, o meglio un percorso costituito dalla sua crisi, dalla sua morte e dalla sua rinascita dalle ceneri che i protagonisti si ritrovano a vivere in prima persona. Sono personaggi autentici e imperfetti che spesso hanno problemi di comunicazione, commettono errori e tendono a tenersi tutto dentro, e anche se i loro caratteri sono diversi come il giorno e la notte hanno qualcosa in comune: sono determinati a continuare a lottare per far sì che il loro amore superi ogni ostacolo, ed è bellissimo vederli rivivere tutto da capo l'emozione degli appuntamenti che hanno cambiato la loro vita in meglio, unendo le loro anime.





Non spezzarmi il cuore, ci sei tu dentro.


Ho apprezzato questo libro un po' di più rispetto a quello del 2021, però anche qui ci sono alcune cose che non mi hanno convinta in pieno. Tanto per cominciare alcuni passaggi temporali risultano poco chiari, ho trovato un po' troppo invasiva e confusionaria la parte legata al lavoro di Adrian, e avrei voluto un maggiore approfondimento su alcuni personaggi e un finale più lungo. Nonostante ciò, il libro risulta dolce e gradevole e ci invita a non arrenderci mai, ci sprona a seguire il nostro cuore e a essere fedel3 a noi stess3 anche quando la gente si aspetta tutt'altro da noi, e ci ricorda che talvolta l'amore può rinascere dalle ceneri e che anche se non possiamo cambiare il passato, possiamo provare a scrivere un nuovo finale. Ciliegina sulla torta poi è l'ambientazione, in quanto a un certo punto la vicenda si sposta al pittoresco Limone del Garda.
La storia d'amore che ti cambierà la vita non è il miglior libro di Francesco Sole, ma sa comunque regalare dolcezza e romanticismo, di cui c'è sempre bisogno. Spero che i prossimi libri si avvicinino un po' di più a storie come Per te o Così l'amore, quelle che a oggi ho apprezzato di più.


Il mondo fa meno paura se hai accanto qualcuno che ti stringe.


VOTO: 3,5/5









lunedì 25 settembre 2023

Assassinio a Venezia

 

TITOLO: Assassinio a Venezia

TITOLO ORIGINALE: A Haunting in Venice

ANNO DI PRODUZIONE: 2023

GENERE: Poliziesco, thriller, giallo, orrore, drammatico

PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti d'America

CASA DI DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox, Walt Disney studios

REGIA: Kenneth Branagh

CAST: Kenneth Branagh, Kyle Allen, Camille Cottin, Tina Fey, Jamie Dornan, Jude Hill, Riccardo Scamarcio, Kelly Reilly, Ali Khan, Emma Laird, Michelle Yeoh

DURATA: 103 minuti


TRAMA

Hercule Poirot si ritira a Venezia. Un giorno, accetta con riluttanza di partecipare a una seduta spiritica, ma quando uno degli ospiti viene ucciso, entra in un mondo inquietante di ombre e segreti.


RECENSIONE

Detective, lei è venuto qui per screditarmi ma io posso parlare con i defunti.

Dopo i precedenti rifacimenti di Assassinio sull'Orient Express e Assassinio sul Nilo, da Agatha Christie, Kenneth Branagh torna a interpretare Hercule Poirot in Assassinio a Venezia, e come per i due capitoli precedenti ne firma la regia, questa volta ispirandosi a Poirot e la strage degli innocenti, scegliendo però di modificare il titolo e l'ambientazione.

Il titolo del film è già di per sé uno spoiler, ma chi conosce i gialli di Agatha Christie sa che ne suoi romanzi c'è sempre un omicidio e questo inevitabilmente vale per le pellicole tratte da essi. Il terzo film di Kenneth Branagh è decisamente orrorifico rispetto alle due pellicole dirette da lui in precedenza, e in questo senso si è rivelata esatta la scelta di spostare l'ambientazione della provincia inglese, presente nel libro della Christie, a Venezia, che risulta decisamente più cupa della campagna britannica.



Se qualcuno vuole essere ascoltato noi siamo qui. In ascolto. 

In Assasinio a Venezia Branagh si è preso maggiori libertà decidendo di non attenersi totalmente al romanzo, come del resto aveva già fatto nei due film precedenti, e così facendo dimostra di aver raggiunto una certa maturità artistica. Il film in certi tratti risulta un po' noioso ma  Branagh riesce comunque a trovare il modo di mantenere l'attenzione del pubblico alta anche grazie alla bravura degli attori. Una delle cose più convincenti del film è decisamente la fotografia, che riesce in pieno a amalgamare l'atmosfera da film dell'orrore, che Branagh ha voluto apportare, con l'architettura veneziana.

Assassinio a Venezia è un film che riesce ad intrattenere bene il pubblico ed è probabilmente, in attesa di possibili nuove prove, il migliore dei tre lungometraggi che Kenneth Branagh ha tratto da Agatha Christie, e proprio perché ha saputo rischiare di più.

Deve esserci una risposta razionale a tutto questo.

Voto: 3,5/5









martedì 19 settembre 2023

"Nella Vita dei Burattini", di TJ Klune

 


TITOLO: Nella Vita dei Burattini

TITOLO ORIGINALE: In the Lives of Puppets

AUTORE: TJ Klune

CASA EDITRICE: Oscar Mondadori Vault, collana Oscar Fabula

GENERE: Romanzo fantascientifico a tematica LGBTQIA+ con romance MM

PAGINE: 454

DATA DI PUBBLICAZIONE: 20 giugno 2023

PREZZO EBOOK: € 9,99

PREZZO CARTACEO: € 19,00



TRAMA


In una foresta antica e sperduta, in mezzo ad alberi maestosi, c'è una curiosa casetta in cui abitano tre robot: Giovanni Lawson, detto Gio, androide inventore; l'Infermiera Ratched, macchina per l'assistenza sanitaria dolcemente sadica; e Rambo, piccolo aspirapolvere ansioso. Insieme a loro il giovane Victor Lawson, unico essere umano della famiglia. La vita scorre tranquilla finché un giorno Vic trova e ripara un androide sconosciuto chiamato Hap, e scopre che lui e Gio condividono un oscuro passato. L'arrivo di Hap turba la serenità della famiglia, che fino a quel momento ha vissuto nascosta, svelandone la posizione agli agenti dell'Autorità a caccia di ribelli. Gio viene catturato e portato nella Città dei Sogni Elettrici, dove rischia di essere smantellato, o peggio, riprogrammato. E così, per salvarlo, Victor, Hap, Rambo e l'Infermiera Ratched si mettono in cammino attraverso in un paese ignoto e ostile. Il viaggio sarà l'occasione per riflettere su ciò che distingue un cuore umano da un cuore meccanico, e Vic si troverà a compiere una scelta decisiva: sarà in grado di aprirsi all'amore, con tutto quello che comporta?



RECENSIONE



-Bene. Quali sono le regole?

-Stare uniti!

-Scappare se necessario.

-Non trastullarsi!

-Non trapanare.

-E, soprattutto, essere coraggiosi!



Ormai lo sanno anche le pietre che adoro i retelling e che TJ Klune è uno dei miei scrittori preferiti, quindi provate a immaginare quanto mi ha resa felice sapere che proprio lui si sarebbe cimentato nella scrittura di un retelling in chiave fantascientifica e LGBTQIA+ di Pinocchio. Ci troviamo in una foresta nascosta del cuore dell'Oregon, dove Victor Lawson, un umano ventunenne asessuale, vive insieme alla sua famiglia di robot: Giovanni Lawson, androide inventore nonché padre adottivo, l'Infermiera Ratched, macchina per l'assistenza sanitaria sociopatica, e il piccolo Rambo, un aspirapolvere ansioso. La vita trascorre in perfetta armonia e tranquillità, tra la musica, le serate cinema e l'esplorazione dei depositi di rottami, finché un giorno, durante quest'ultima attività, il ragazzo si imbatte in un androide ferito che ha bisogno di aiuto, e nonostante il timore decide di costruirgli un cuore. Una volta tornato in vita, salta fuori che il misterioso androide, battezzato Hap (Homo Arrabbiatus Pupazzoidus), non ha alcun ricordo del proprio passato,e che Giovanni sembra conoscerlo piuttosto bene. La vita diventa improvvisamente più caotica, soprattutto quando gli agenti dell'Autorità, che stanno dando la caccia alle macchine ribelli e agli umani, catturano Giovanni e lo portano alla Città dei Sogni Elettrici per rottamarlo o riprogrammarlo. Victor non ha mai lasciato la foresta, ma è disposto a tutto pur di salvare suo padre, e decide così di partire insieme all'Infermiera Ratched, a Rambo e ad Hap, con il quale, nel corso del viaggio, comincia a instaurare un sentimento sempre più profondo. Ma mille pericoli li attendono.

Non c'è niente da fare: TJ Klune è una garanzia, e con Nella Vita dei Burattini ci ha donato un altro splendido romanzo che sa scaldare il cuore avvolgendoti nel più forte degli abbracci. Contiene una storia tenera, profonda, commovente e a tratti anche esilarante che attinge a piene mani dal romanzo del celebre burattino, prendendone alcuni degli elementi più iconici e riutilizzandoli in modo unico e originale, con un pizzico di Frankenstein, sullo sfondo di un'ambientazione come sempre molto suggestiva. Anche stavolta i personaggi sono uno più bello dell'altro, ed è praticamente impossibile scegliere un solo preferito. Ho amato Rambo, così adorabilmente logorroico anche nei momenti più inopportuni, ho amato i commenti pungenti dell'Infermiera Ratched (questi due insieme sono un po' i Lucy e Talia della situazione, ed è anche per questo che mi hanno conquistata), ho amato la grande complessità di Giovanni, la dolcezza di Vic, un protagonista in cui è facilissimo immedesimarsi, e le mille domande e il cuore grande di Hap. La sua storia d'amore con Vic è tenerissima e commovente, e non nego che verso la fine mi ha strappato diverse lacrime (procuratevi la vostra scorta di Kleenex, o meglio di Klunex, perché ne avrete bisogno). Naturalmente è a fuoco lento, risulta più in secondo piano rispetto al viaggio e all'avventura, e va bene così.






Era come se Vic fosse il centro dell'universo, e Hap non riuscisse a costringersi a guardare altrove.



Come sempre accade nei romanzi di Klune, anche questo è molto più di un semplice fantasy ( o meglio, un romanzo di fantascienza in questo caso) e costituisce un toccante inno alla vita, all'amore e alle famiglie per scelta. E stavolta gli altri grandi protagonisti, trattati con molta cura, sono il rapporto tra uomo e macchina, il libero arbitrio e soprattutto l'umanità. Con questo libro, infatti Klune, come si evince già dalla dedica, ci mostra tutto il dolore e la bellezza che abbiamo portato nel pianeta da noi chiamato casa. Ci ricorda che in generale facciamo un po' schifo, che a volte il nostro animo è dominato dall'odio, dalla paura e dall'egoismo, che a volte portiamo distruzione e morte. Ma ci ricorda anche che abbiamo creato i libri e la musica, che il nostro cuore può essere forte e fragile allo stesso tempo, che possiamo iniziare a cambiare il mondo partendo da un piccolo gesto, che possiamo costituire una speranza per il futuro. Ci ricorda che cosa significa amare, che possiamo scegliere chi vogliamo essere, che meritiamo amore, che dal dolore si può sempre ricominciare e che casa non è un luogo, ma sono le persone.

Fatevi un regalo al cuore e leggete Nella Vita dei Burattini. Vi farà morire dal ridere, vi farà piangere anche l'acqua battesimale, e soprattutto vi arricchirà di speranza, amore e umanità. Unico effetto collaterale; vi farà venire una gran voglia di cantare a squarciagola Cheek to cheek e di adottare un robottino aspirapolvere. Mando un abbraccio a TJ Klune, e vi ricordo che a Ottobre uscirà il suo The Extraordinaries.



Che si tratti di un uomo o di una macchina, amare qualcosa significa amare il fantasma che ha dentro, esserne perseguitati.



VOTO: 5/5











lunedì 18 settembre 2023

El Conde

 


TITOLO: El Conde

TITOLO ORIGINALE: El Conde

ANNO DI PRODUZIONE: 2023

GENERE: Commedia, fantastico, orrore

PAESE DI PRODUZIONE: Cile

CASA DI DISTRIBUZIONE: Netflix

REGIA: Pablo Larrain

CAST: Jaime Vadell, Gloria Muchmeyer, Alfredo Castro, Paolo Lucsinger, Catalina Guerra, Marcial Tagle, Amparo Noguera, Diego Munoz, Antonia Zegres

DURATA: 110 minuti


TRAMA

Mentre il mondo intero lo crede morto, il dittatore cileno Pinochet in realtà è un vampiro di 250 anni e vive in una villa in Patagonia con la moglie Lucia e il maggiordomo Fedor, un russo bianco che addestrava i suoi squadroni della morte e ora gli procura vittime da mordere.

RECENSIONE

Pinochet: Buonasera - Famiglia all'unisono: Buonasera, signor generale.

El Conde, il nuovo film del regista cileno Pablo Larrain, raffigura il terribile dittatore del Cile Augusto Pinochet fittizziamente come un vampiro, rappresentando così  metaforicamente quanto sia stata terribile la dittatura cilena che è subentrata al potere grazie al tragico colpo di stato dell'11 settembre 1973 attuato dai militari contro l'allora presidente socialista Salvador Allende.

El Conde parte da un'idea che è molto originale ma che poi nello sviluppo della trama si disperde. Tutto ciò che la pellicola ha da comunicare lo dice nella prima parte del film e poi di colpo di spegne. Pablo Larrain è un regista che ha uno stile caratterizzato da un forte lato intimistico che ha perfettamente espresso in un lungometraggio come Jackie, che racconta le vicissitudini e l'elaborazione del lutto di Jacqueline Kennedy per la morte del marito John Fitzgerald Kennedy. Questa volta ha deciso di fare un'unica miscela di intimismo e di grottesca ironia che però finisce per annoiare. Si direbbe quasi che Larrain tenti di emulare l'eccentricità eclettica di  Wes Anderson, purtroppo non riuscendovi.


 

E' vero che ho commesso degli errori. Errori di contabilità.

Buone invece le interpretazioni degli attori, come ad esempio quella di Jamie Vadell che appare perfettamente credibile nelle vesti di Pinochet. Il film  si avvale di un convincente bianco e nero che rende molto cupa l'atmosfera  ma che però nulla c'entra con il tono grottesco a cui Larrain ha voluto improntare il film.

El Conde  è un prodotto autoriale che poteva essere interessante soprattutto se si pensa che a produrlo è stata la Netflix, che raramente rischia denaro su progetti del genere, ma invece così non è stato, perché Larrain non è riuscito ad andare oltre al suo consueto stile artistico.

Esistono creature del diavolo che non hanno un'anima. Io salverò la sua.


Voto:2/5











lunedì 11 settembre 2023

"Nimona" (Film)

 


TITOLO: Nimona

TITOLO ORIGINALE: Nimona

GENERE: Film d'animazione fantasy a tematica LGBTQIA+

ANNO: 2023

REGIA: Nick Bruno e Troy Quane

PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti d'America

DURATA: 102 Minuti

DISTRIBUZIONE: Netflix



TRAMA



Un cavaliere viene incastrato per un crimine che non ha commesso, e l'unica persona che potrebbe aiutarlo a dimostrare la sua innocenza è Nimona, un'adolescente mutaforma che potrebbe essere uno di quei mostri che ha giurato di uccidere.



RECENSIONE



-Perché vuoi aiutarmi?

-Perché mi annoio. E odiano tutti anche te.



La settimana scorsa vi ho parlato del graphic novel, e oggi è arrivato il turno del suo adattamento cinematografico. In questa versione della storia, Ballister è un orfano che sogna di diventare cavaliere, sebbene l'Istituto che protegge il regno sia composto soltanto dai nobili e soprattutto dai discendenti di Gloreth, l'eroina che, secondo la leggenda, mille anni prima ha sconfitto un mostro. Nonostante i pregiudizi riesce a realizzare il suo sogno grazie all'intercessione dell'attuale regina, e in breve tempo, affiancato e sostenuto dal suo amante Ambrosius Lombidoro, discendente diretto di Gloreth, diventa il più bravo di tutti. Ma durante la cerimonia d'investitura, un raggio laser partito accidentalmente dalla sua spada uccide la regina, e Ballister, accusato di omicidio dalla Direttrice dell'Istituto, è costretto a darsi alla fuga. Mentre cerca di capire chi ha voluto incastrarlo, l'uomo vede bussare alla propria porta Nimona, una creatura mutaforma dall'aspetto di un'adolescente che, vedendo in lui una sorta di cattivo perseguitato come lei, si offre di diventare la sua spalla e di aiutarlo a riabilitarsi l'immagine. Quello che i due scopriranno cambierà per sempre il destino del regno.

Come sapete esistono film inferiori ai libri, film che eguagliano i libri e, sebbene siano più rari, film superiori ai libri, e sono felice di poter affermare che non solo Nimona appartiene alla terza categoria, ma è anche il film d'animazione più bello che ho visto quest'anno e, insieme a Rosso, Bianco & Sangue Blu, il mio film preferito dell'anno (sono convinta che entrambi avrebbero meritato di uscire al cinema). Il team di registi e sceneggiatori  (pagateli!) ha fatto davvero un ottimo lavoro: nonostante infatti abbia apportato importanti modifiche alla trama, è riuscito a mantenere lo spirito e l'essenza del graphic novel e a esplicitarne maggiormente il messaggio e le tematiche. Mi verrebbe quasi da definirlo una sorta di Shrek 2.0, perché è una sorta di meraviglioso caos esilarante e toccante (messo in risalto da una splendida componente visiva che abbraccia CGI e 2D), che sovverte tutti i ruoli tradizionali ed esalta la diversità e l3 emarginat3 attraverso personaggi straordinari. È impossibile non innamorarsi di Nimona (doppiata in lingua originale dalla bravissima Chloe Grace Moretz e in italiano dall'altrettanto brava Margherita De Risi, che ha dato la voce anche alle mie adorate Mirabel di Encanto e Luz di The Owl House): è un vero vulcano, un'anima imprevedibile, caotica e tostissima che costituisce una grande allegoria dell'essere queer, in quanto i suoi poteri da mutaforma altro non sono che una metafora della fluidità di genere. Ho amato la sua amicizia con il mitico Ballister, un uomo determinato, leale e appassionato che nel corso della storia cresce e cambia la sua visione sulla concezione di mostro e sul mondo che ha sempre conosciuto. E ho amato la storia d'amore di quest'ultimo con Ambrosius, il cavaliere carismatico e gentile diviso tra la pressione delle aspettative e la ricerca della verità, che come lui compie un percorso di crescita (e ci regala anche uno dei monologhi più divertenti di tutto il film).






I bambini piccoli. Crescono pensando che possono essere eroi se ficcano una spada nel cuore di qualsiasi essere diverso. E sarei io il mostro?



Come ho già detto, il film rende ancora più esplicita la tematica LGBTQIA+ con molta naturalezza, e ci regala centodue meravigliosi minuti di ilarità, dolcezza e fortissima commozione (preparate i fazzoletti e dopo ringraziatemi, perché ne avrete tanto bisogno.) E pensare che ha rischiato di non vedere mai la luce per colpa della Disney (e lo dico da grande fan, perché quando sbaglia bisogna riconoscerlo): inizialmente infatti sarebbe dovuto uscire con la produzione dei Blue Sky Animation Studios, che sono stati acquisiti e successivamente chiusi dalla casa di Topolino, ma per fortuna, cosa di cui sarò sempre grata, è stato salvato all'ultimo momento da Annapurna Pictures e Netflix. Una vera fortuna, perché la storia di Nimona ha un valore universale e merita di essere raccontata e diffusa al grande pubblico.

Insomma, Nimona è un gioiellino d'animazione che può conquistare il cuore di un'infinità di persone, e spero con tutta me stessa che possa avere una candidatura agli Oscar. E tre urrà per ND Stevenson, senza il quale non avremmo mai conosciuto questa fantastica mutaforma.



Io ti vedo, Nimona. E non sei da sola.



VOTO: 5/5









Io capitano

 


                                                                TITOLO: Io capitano

ANNO DI PRODUZIONE: 2023

GENERE: Drammatico

PAESE DI PRODUZIONE: Italia, Belgio

CASA DI DISTRIBUZIONE: 01 Distribution

REGIA: Matteo Garrone

CAST: Seydou Sarr, Moustapha Fall, Isakaa Sawagoo, Hichem Yacoubi, Doudou Sagna, Khady Sy, Venus Gueye, Cheick Oumar Diaw, Bamar Kouwe

DURATA: 121 minuti


TRAMA

In un'odissea contemporanea, Seydou e Moussa lasciano Dakar per raggiungere l'Europa, attraverso le insidie del deserto, gli orrori dei centri di detenzione in Libia e i pericoli del mare.


RECENSIONE

Pensa che sarai una grande star e che sarai tu a firmare gli autografi ai bianchi.

A quattro anni di distanza dall'uscita di Pinocchio, Matteo Garrone torna dietro la macchina da presa con io Io capitano, che racconta  senza alcuna retorica la terribile odissea che compiono gli immigrati per arrivare in Europa.

La scelta migliore che Garrone ha fatto in questo film a livello registico e narrativo è quella di far parlare i suoi protagonisti in Wolof, lingua parlata dal un'alta percentuale di senegalesi in Senegal. Garrone racconta con un estremo realismo le barbarie che avvengono nei centri di detenzione libici per mano della guardia costiera libica riuscendo così a far immedesimare il pubblico nei due giovani protagonisti in cerca di speranza e di un futuro migliore.


Qui siamo in Libia. Qui con i soldi entrate sennò finite in prigione. 

Le parti più toccanti del film sono l'inizio e il finale, dove si vedono le speranze e il dolore reale di chi parte da questi paesi. Invece risulta troppo lenta e noiosa la parte centrale della pellicola, che Garrone poteva sviluppare meglio a livello di sceneggiatura. Molto convincente è la colonna sonora della pellicola, che sottolinea benissimo il dramma vissuto dai protagonisti.

A Matteo Garrone va dato il merito di aver affrontato una tematica del quale tanto si parla ma poco si sa in realtà. Quello di Garrone è un film non privo di difetti ma che è riuscito in pieno a cogliere in pieno il dramma dei migranti.

Ho paura di non rivedere più mia madre. Vorrei rivederla per chiederle scusa.


Voto: 3,5/5 





Ricchi da morire- Delitti in famiglia

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