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domenica 7 novembre 2021

"Io, nonostante tutto, sono viva", di Giovanna Pappalettera

 


TITOLO: Io, nonostante tutto, sono viva

AUTORE: Giovanna Pappalettera

CASA EDITRICE: Alcheringa Edizioni

GENERE: Narrativa contemporanea con romance FM

PAGINE: 184

DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 ottobre 2021

PREZZO EBOOK: € 3,99 (Gratis con Kindle Unlimited)

PREZZO CARTACEO: € 13,00



TRAMA


Miriana è una scrittrice agli esordi, e per dar vita al suo primo romanzo prende una casa in affitto in Sicilia, dietro suggerimento di una inaspettata parente, la zia Orazia. Per lei è anche l'occasione per dare respiro al suo animo inquieto. A trent'anni infatti, si sente un'orfana senza passato, ma è difficile fare i conti con i fantasmi che emergono, soprattutto dopo aver ritrovato per caso un diario segreto che ne ispirerà la scrittura. E la sua stabilità viene messa ancor più alla prova dalle due persone con cui si trova a interagire: Massimo, lo scontroso ma affascinante padrone di casa, e Orazia, che la accoglie con il calore con cui l'ha invitata, ma allo stesso tempo pare nasconderle qualcosa di molto importante.



RECENSIONE



Respirando l'aria di mare sapeva, e sperava, di riprendersi presto. Una terapia di tre mesi che avrebbe fatto prima o poi l'effetto giusto.



Questa è la prima volta che mi ritrovo a recensire un romanzo della stessa casa editrice che ha pubblicato la mia seconda opera (e che presto pubblicherà la mia prima raccolta di poesie, sebbene a oggi non sappia  la data- dobbiamo ancora iniziare l'editing-), e per me è un onore e un grandissimo piacere. La protagonista è Miriana, una trentaduenne romana costretta ad affrontare un temibile nemico: il blocco dello scrittore. Come se non bastasse, soffre ancora per l'abbandono di sua madre avvenuto in tenera età, e ha appena scoperto che l'uomo che l'ha cresciuta, da poco venuto a mancare, non è il suo vero padre. Per fortuna a salvarla ci pensa Orazia, la zia acquisita, che la invita a trascorrere tre mesi nel suo paesino siciliano per rinfrescarsi le idee. Miriana, accantonando le perplessità, accetta con entusiasmo e prende in affitto la casa di Massimo, un uomo affascinate e scorbutico che al suo arrivo la invita a non mettere mai piede in una certa stanza chiusa a chiave. Tuttavia, spinta dalla curiosità, la donna decide di infrangere il divieto, e così finisce per trovare un diario segreto destinato a cambiare la sua vita per sempre.

Io, nonostante tutto, sono viva è un romanzo delizioso scritto con uno stile elegante e raffinato. Potrebbe sembrare la classica storia d'amore estiva ambientata in Sicilia, ma è molto più di questo: è un percorso di analisi interiore e di crescita che attraversa le varie fasi del dolore e porta verso la consapevolezza di sé, la guarigione e la rinascita. Miriana è davvero un bel personaggio, ed è molto facile immedesimarsi in lei, nel desiderio di scoprire le proprie radici, nella ricerca di ispirazione e nella voglia di riprendere in mano la sua vita. Ben riusciti anche gli altri personaggi, sui quali naturalmente spiccano la simpatica e misteriosa zia Orazia e il burbero Massimo, che dietro la corazza nasconde un animo dolce, tormentato e distrutto dal dolore. Un altro elemento positivo è dato dall'ambientazione, che mi ha fatto venire nostalgia dei luoghi visitati anni fa come Aci Castello, della calma e della lentezza che sembrano avvolgere ogni cosa. Ma l'aspetto che mi ha maggiormente colpita è senza dubbio il diario segreto, che costituisce una sorta di metalibro. Le sue pagine sono appassionanti, struggenti, romantiche, e contengono una condanna alle arretratezze e al bigottismo troppo spesso ancora presenti, esprimono desiderio di evasione da una realtà spietata in cui non c'è spazio per i sogni, ed esaltano la bellezza di un amore totalizzante e disinteressato che sembra voler sfidare il mondo intero. Tutte pagine che mi hanno emozionata tantissimo.





Credo che a volte le persone entrino nella vita degli altri come se fossero angeli custodi. Ed è così che vedo la mia storia con lui, con il mio personale angelo custode.



Centrali nel romanzo sono due grandi amori: l'amore impossibile e tormentato raccontato tra le pagine del diario segreto e quello salvifico che unisce due persone schiacciate da indicibili sofferenze e le aiuta a convivere con il proprio buio interiore, conducendole per mano verso la rinascita. Quest'ultimo in particolare mi è piaciuto perché in qualche modo segue la dinamica dell'enemies to lovers, e perché, con il fatto che comincia con uno scontro col divieto di entrare in una certa stanza della casa, mi ha ricordato molto il mio classico Disney preferito di sempre, ovvero La Bella e la Bestia.

Certo, ci sono alcune questioni lasciate in sospeso e avrei voluto qualche pagina in più, considerando che il finale è stato un po' troppo accelerato, ma a parte ciò ritengo che Io, nonostante tutto, sono viva sia davvero un bel romanzo, perfetto per chi ama le storie sull'amore, sulle seconde occasioni e sull'accettazione del dolore, e spero di poter leggere altri libri di Giovanna Pappalettera in futuro.



So che giungerò lì dove desidero, so bene quali persone lascerò dietro di me o quali perderò. Ma non me ne pentirò mai perché io, nonostante tutto, sono viva.



VOTO: 4/5






lunedì 1 novembre 2021

La scuola cattolica

 

 

TITOLO: La scuola cattolica

    GENERE: Drammatico

PAESE DI PRODUZIONE: Italia

CASA DI DISTRIBUZIONE: Warner Bros.

REGIA: Stefano Mordini

CAST:  Benedetta Porcaroli, Giulio Pranno, Riccardo Scamarcio, Fabrizio Gifuni, Valeria Golino, Jasmine Trinca, Emanuele Maria Fochetti,  Giulio Fochetti, Leonardo Fochetti, Andrea Cantalini, Andrea Lintozzi Senneca, Guido Quaglione, Federica Torchetti, Angelica Elli, Gianluca Guidi, Luca Vergoni, Corrado Invernizzi, Valentina Cervi

DURATA: 106 Minuti 

 

TRAMA

In un quartiere residenziale di Roma sorge una nota scuola cattolica maschile dove vengono educati i ragazzi della migliore borghesia. Le famiglie sentono che in quel contesto i loro figli possono crescere protetti e avere un'educazione adeguata.

RECENSIONE

Per subire il male ci sarà pur bisogno di qualcuno che lo commetta.

Roma, anni 70. In un quartiere borghese della capitale un gruppo di giovani frequenta una prestigiosa scuola cattolica. Sono periodi pericolosi e spesso violenti.  Edoardo (il protagonista della storia ritrae l'autore del libro da cui è tratto il film) e i suoi amici vivono in una specie di prigione dorata che i loro genitori hanno creato per i propri figli. Tra questi ragazzi ci sono anche gli assassini del massacro del Circeo: Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira. I tre la mattina del 29 settembre 1975 rapiscono  con l'inganno Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, due  coetanee conosciute da poco, e le portano in una villa di famiglia di uno ragazzi dove  metteranno in atto le più atroci violenze.

La scuola cattolica è un film che vuole rivolgersi a tutti i tipi di pubblico e in particolare a quello giovanile. La pellicola, tratta dal romanzo di Edoardo Albinati, riporta all'attenzione uno dei fatti di cronaca che più hanno sconvolto l'Italia negli ultimi cinquant'anni.

La scuola cattolica propone delle riflessioni molto significative sull'educazione maschile che vigeva all'epoca in Italia, trascurando qualsiasi tipo di ideologia (nonostante Izzo, Ghira e Guido fossero neofascisti) e concentrandosi principalmente sull'ambiente nel quale gli assassini del Circeo sono cresciuti.

 

Non ti permettere mai più

La narrazione cronologica  del film è molto complessa, perché scandita da continui salti temporali che non sono funzionali alla trama e forse in questo caso sarebbe stata preferibile una narrazione classica. Nella pellicola vengono rievocati con grande efficacia gli anni 70 e l'atmosfera che si respirava all'epoca.

Stefano Mordini con questo film, che è stato ingiustamente vietato a minori di diciotto anni, si fa carico di riportare alla ribalta una vicenda che ha creato un grandissimo dibattito all'interno della società italiana, portando tra l'altro a una profonda revisione del codice penale con la legge sulla violenza sessuale del 1996, e che ancora oggi fa molto discutere.

Non saprei dire quando tutto è iniziato eppure questo riguardava tutti noi. La nostra scuola, la nostra educazione, il nostro quartiere, le nostre famiglie. Bisognava provare continuamente di essere dei veri uomini e una volta dimostrato ricominciare da zero per dimostrarlo una volta ancora.

3,5/5


 

domenica 31 ottobre 2021

"Il principe prigioniero", di C. S. Pacat

 


TITOLO: Il principe prigioniero

TITOLO ORIGINALE: Captive prince

SAGA: Captive prince #1

AUTORE: C. S. Pacat

CASA EDITRICE: Triskell edizioni

GENERE: Romanzo storico con romance MM

PAGINE: 216

DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 giugno 2017

PREZZO EBOOK: € 5,99

PREZZO CARTACEO: € 12,00


TRAMA



Damen è un guerriero e un eroe per il suo popolo, nonché il legittimo erede al trono di Akielos. Ma quando il fratellastro si impadronisce del potere, Damen viene catturato, privato del suo nome e spedito a servire il principe di una nazione nemica come schiavo di piacere. Bellissimo, manipolatore e pericoloso, il suo nuovo padrone, il principe Laurent di Vere, rappresenta tutto il peggio della corte di quel paese. Ma all'interno di quella letale ragnatela politica niente è come sembra, e quando Damen si trova, suo malgrado, invischiato nelle macchinazioni per il raggiungimento del potere, è costretto a collaborare con Laurent per sopravvivere e salvare la sua casa. Per il giovane condottiere, a quel punto, vige una sola regola: non rivelare mai, in nessun caso, la propria identità, perché l'uomo da cui dipende è anche colui che, più di chiunque altro, ha motivo di odiarlo...



RECENSIONE



Corre voce che il re di Akielos mi abbia mandato un regalo.



Era da un po' che l'acclamata trilogia di C.S. Pacat mi tentava, così al Salone del Libro di Torino mi sono finalmente decisa e l'ho comprata tutta. Il protagonista è il ventiquattrenne Damianos, legittimo erede al trono di Akielos. La sua vita cambia drasticamente il giorno in cui l'amato padre muore e il fratellastro Castor s'impadronisce del trono, per poi arrestarlo, farlo passare per morto e venderlo a Vere, da sempre il regno nemico. Privato del suo titolo e ribattezzato Damen, il giovane diventa così lo schiavo di piacere del ventunenne Laurent, il crudele principe di Vere, destinato a diventare re di lì a dieci mesi. Tra i due è odio a prima vista, e Damen passa i mesi successivi ad affrontare la sua nuova condizione e a cercare di capire come scappare, il tutto tenendo nascosta la propria vera identità per non fare una brutta fine. Non sospetta neanche lontanamente che un terribile complotto si sta delineando e che, per evitare una guerra, dovrà stringere un'alleanza proprio con l'ultima persona che si sarebbe mai aspettato.

Il principe prigioniero è un romanzo davvero bello e intrigante che costituisce un inizio di saga piuttosto promettente. L'autrice, con uno stile elegante e schietto allo stesso tempo, ha creato un worldbuilding efficace e interessante, mostrandoci due regni molto diversi tra loro per usi e costumi. Mi hanno colpita tantissimo, e soprattutto sono rimasta affascinata dai due personaggi principali. Il mio preferito al momento è Damen: ho ammirato il fatto che, nonostante si trovi coinvolto senza volerlo in qualcosa di più grande di lui e abbia perso tutto, conservi ancora la sua forza e il suo coraggio, nonché una smisurata bontà che lo spinge a prendersi cura degli altri. Ho amato anche Laurent, perché dietro la maschera di arroganza e sadismo si intravede una grandissima fragilità dovuta a dolorose perdite, e una bontà che spero possa emergere maggiormente nei libri preferiti. Oltre a loro due, ci sono alcuni personaggi secondari che mi incuriosiscono molto, tra cui il dolce schiavo Erasmus, e altri, di cui non rivelerò i nomi, che come mio solito avrei voluto prendere a sprangate sui denti. Insomma, l'autrice ha dato vita a un cast molto variegato e ben costruito.






E cos'altro significava essere un principe se non lottare per proteggere i più deboli?



Questo romanzo, essendo il primo di una trilogia, è molto introduttivo, e per lo più descrive lo stile di vita dei regni e la questione politica, dedicando spazio anche a temi come la libertà, l'amicizia e la lealtà, mentre la parte più d'azione arriva verso la fine. Anche il rapporto tra Damen e Laurent si sviluppa poco a poco, seguendo le dinamiche dello slowburn romance, il che è una cosa buona e giusta. Naturalmente, considerato il tipo di rapporto, nonché il fatto di appartenere a due regni da sempre nemici, in questo primo capitolo non ci sono scene né romantiche né passionali tra i due, tuttavia sono presenti descrizioni molto esplicite delle attività degli schiavi di piacere. Consiglio, a chi si approccia ai libri di MM per la prima volta, di leggerne altri prima di dedicarsi a questo: c'è una descrizione lunga ben tre pagine di una fellatio, vista nei minimi dettagli, che potrebbe spaventare i lettori alle prime armi.

In conclusione, posso dire che Il principe prigioniero è davvero un bell'esordio, e non vedo l'ora di leggere i due capitoli successivi.



Era facile amare un principe tutto dorato se non dovevi guardarlo strappare le ali alle farfalle.



VOTO: 4,5/5






 




lunedì 25 ottobre 2021

Mondocane

 

 

TITOLO: Mondocane

GENERE: Azione, drammatico

PAESE DI PRODUZIONE: Italia

CASA DI DISTRIBUZIONE: 01 Distribution

REGIA: Alessandro Celi

CAST: Alessandro Borghi,  Barbara Ronchi, Dennis Protopapa, Giuliano Soprano, Ludovica Nastri, Josafat Vagni, Francesco Simon

DURATA: 110 minuti


TRAMA

In un futuro non molto remoto, Taranto è diventata una città fantasma, cinta da filo spinato, in cui nessuno, nemmeno le forze dell'ordine, prova ad entrare. All'interno sono rimasti i più poveri, che vivono una lotta continua per la sopravvivenza.  La temibile gang denominata "Le formiche", capeggiata da Testacalda, si contende il territorio con un'altra gang. Pietro e Christian sono due giovani orfani che sognano di entrare a far parte della Gang di Testacalda. Pietro, che verrà denominato Mondocane per aver passato il test d'ammissione, impone la presenza di Christian al gruppo che incomincerà a prenderlo in giro dandogli come soprannome Pisciasotto. L'equilibrio che c'era tra i due amici si romperà, mettendo così a rischio tutto ciò a cui loro credono.


RECENSIONE

 Nella favela nata all'ombra dell'acciaieria, i figli dell'abbandono sopravvivono senza legge. Dimenticati nella città simbolo di un paese segnato dal degrado ambientale.

Lo scenario è una Taranto post apocalittica, divisa  in zone recintate dove nel degrado sociale e ambientale  dominano bande criminali come "Le Formiche", capeggiate da Testacalda,  che sopravvivono rubando e uccidendo. All'interno di queste gang ci sono ragazzini abbandonati (soprannominati randagi)  che agiscono agli ordini del capo. Tra loro Pietro e Christian cresciuti ai margini della società e che smaniano per entrare nella gang di Testacalda.

L'esordio cinematografico di Alessandro Celi, come nelle classiche trame del cinema neorealista, vede tra i protagonisti due  ragazzini che vivono in una città degradata che metaforicamente sembra raffigurare i danni dell'Ilva. Quello di Mondocane si potrebbe definire un neorealismo contemporaneo in versione punk.

Per molti versi, il film di Celi, appare come una specie di Gomorra in versione fantascientifica, per la denuncia sociale e ambientale presente nel film, dove viene rappresentata una totale assenza dello stato e delle istituzioni.

  

  

A noi non piace il destino. Perchè il destino è il contrario della libertà.

 Alessandro Celi, per il suo esordio alla regia, sceglie di creare uno scenario tipico di certi film hollywoodiani che fin da subito risulta molto convincente. Nonostante le molte ispirazioni, Mondocane è una pellicola che riesce ad avere una sua originalità soprattutto nella narrazione della storia.

 La pellicola diretta da Alessandro Celi potrebbe essere una sorta di spartiacque per il cinema italiano e aprire un nuovo filone di questo genere di film per via dello stravolgimento delle regole di narrazione che ha al suo interno. Mondocane, pur con tutti i limiti di un'opera prima,  è un film che merita certamente una visione.

Era l'unico modo per salvarti.

 

Voto: 4/5


 

 

 

sabato 23 ottobre 2021

The Promised Neverland (manga)

 

TITOLO: The Promised Neverland

TITOLO ORIGINALE: Yakusoku no Nebaarando

TITOLO IN KANJI: 約束のネバーランド

CATEGORIA: Shonen

GENERE: thriller psicologico, azione, sci-fi

ANNO

Giappone: 2016 - 2020
Italia: 2018 - 2021

STORIA: Kaiu Shirai

DISEGNI: Posuka Demizu 

PAESE: Giappone

CASA EDITRICE: Shueisha

DISPONIBILITA': J-POP

VOLUMI: 20 (completo)

PREZZO: 5,90 euro (per volume)

TRAMA

Le vogliono bene come a una mamma, ma non è un loro genitore. Vivono tutti insieme, ma non sono fratelli. Emma, Norman e Ray passano giorni felici in un piccolo orfanotrofio. Ma un giorno la loro vita viene improvvisamente stravolta.

Che destino li attende, ora che conoscono la verità?

RECENSIONE

Lei è amata come una mamma,
ma non è un genitore.
Loro vivono insieme,
ma non sono fratelli.
Questo è l'orfanotrofio "Grace Field House".
E io sono un'orfana.
O almeno, così credevo.

Dopo aver sperimentato la versione animata, questa volta c'immergiamo nelle pagine del manga originale. Conosciamo già la trama, però per poter apprezzare appieno un'opera bisogna sempre leggere anche il cartaceo. Se, almeno in parte, ci è piaciuto l'anime, il manga è senza dubbio un arricchimento. Molti puristi, fedeli al fumetto, come abbiamo precedentemente detto, hanno molto criticato la seconda stagione della serie televisiva, però questo non deve scoraggiarci dalla lettura.

E' una lettura fantastica, che dà molta soddisfazione. La storia del fumetto è molto più approfondita, se siete curiosi di conoscere maggiori dettagli e sviluppi. Inizialmente si può rimanere delusi dalla differenza del tratto dei disegni, che sembra diverso da quello dell'anime, ma andando avanti s'impara ad apprezzare lo stile di Posuka Demizu. Molte cose che nell'anime vengono riassunte o date per scontate, nel manga vengono trattare in maniera più estesa e, inoltre, i personaggi si spingono ben oltre, nelle loro avventure, ritrovandosi coinvolti con le alte sfere del mondo in cui vivono. Il cartone, purtroppo, ha semplificato molte cose. Anche le strategie che adottano i protagonisti per combattere i nemici diventano sempre più elaborate e il lettore segue le pagine sempre chiedendosi se i loro piani funzioneranno, come faranno, i nostri eroi, a trovare una via di fuga, se non ci saranno imprevisti e come verranno risolti. Una storia che tiene col fiato sul collo, dando ogni volta emozioni nuove, di fronte ad ostacoli sempre più grandi.

Quindi, se tra dieci minuti
non comparirà nessuno dei tuoi amici,
sarai tu sola a farmi divertire a sazietà,
Emma.

Interessanti anche i temi di cui tratta la storia, che si può definire una bella metafora di come spesso i giovani siano in conflitto con il mondo, di quanto spesso, quando si è giovani, soprattutto quando si comincia a diventare grandi e si prende coscienza di quella che è veramente la realtà, essa appare ingiusta, e così si cerca di andare contro corrente e di cambiare il mondo. Gli adulti, in questo manga, sono la metafora di quel che è il mondo dei grandi agli occhi dei giovani: un mondo crudele e senza speranza. Insomma, The Promised Neverland è una buona rappresentazione di quanto i giovani siano pieni di speranza e di grande desiderio di cambiare e rendere migliore il mondo, di rendere possibile l'impossibile, e di come gli adulti, a dispetto di ciò che da piccoli crediamo, alla fine ci vogliono bene, e, anche quando decidiamo di seguire la nostra strada, tuttavia i grandi ci augurano che alla fine della corsa ci attenda la felicità. Di quest'ultimo aspetto il personaggio più rappresentativo è la mamma Isabella, che nonostante abbia condannato molti dei suoi bambini ad un triste destino, tuttavia, seguendo una sua filosofia, li ha sempre amati.

Sia i ricordi passati,
sia le interazioni che avrai da qui in poi...
Io mi prenderò tutto.
Tu non rivedrai più la tua famiglia.

Voto: 5/5





venerdì 22 ottobre 2021

"Carabosse", di Annalisa Mantovani Sassi

 


TITOLO: Carabosse

AUTORE: Annalisa Mantovani Sassi

CASA EDITRICE: Triskell Edizioni

GENERE: Thriller Noir contemporaneo con romance MM ed elementi paranormali

PAGINE: 264

DATA DI PUBBLICAZIONE: 13 luglio 2021

PREZZO EBOOK: € 4,99

PREZZO CARTACEO: € 12,00



TRAMA



Eleuthère Roux, Lelou per gli amici, ballerino ventenne e promessa della danza del Ballet dell'Opéra di Parigi, fin da bambino custodisce gelosamente un segreto del quale sono a conoscenza solo la sua anziana nonna e la sua migliore amica: vede i fantasmi. Ed è proprio il fantasma di una giovane ballerina che lo guida, inavvertitamente, all'incontro della sua vita e alla caccia ad un assassino che sta mietendo vittime nella bella Parigi, inscenando frammenti di favole maledette e ammantate di un mistero fatto di sangue e dolore. Nicholas Greville, futuro Conte di Warwick, trentottenne avvocato e giurista londinese con un curriculum più che immacolato, ama la musica più della sua stessa vita, ed è ossessionato dalla morte della sorella gemella morta più di vent'anni prima, in circostanze misteriose. Il suo incontro con Lelou sembra voluto dal destino, proprio come in una di quelle fiabe che la madre gli raccontava da piccolo, un destino segnato dal dolore che obbligherà entrambi a scavare tra gli spettri del comune passato oscuro.



RECENSIONE



Si comincia nel buio. Tutto inizia e finisce sempre nel buio. Nasciamo a occhi chiusi e solo dopo, una volta aperti, vediamo la prima luce. Moriamo e quella stessa luce si spegne per sempre, lasciando la maggior parte di noi in un vasto mare di tenebra. Anche la danza inizia e termina nel buio e nel silenzio, quando i fari del palcoscenico sono ancora spenti e nessuno ha ancora intonato la prima nota... ma "il mezzo", la vera vita della danza, è la musica.


Non sapevo proprio nulla di Annalisa Mantovani Sassi, ma sono bastati la danza, i fantasmi, la musica e una storia d'amore a convincermi a leggere questo romanzo, il primo che l'autrice firma con il proprio nome di battesimo (prima infatti utilizzava lo pseudonimo Lisa A. Ocean). La storia si apre nel novembre del 2018 a Parigi, dove vive il bel Lelou, un talentuoso ballerino ventenne dotato della straordinaria capacità di vedere i fantasmi, come quello di una giovane ballerina vestita da Fata Lillà. Il giorno del suo esame per diventare sujet, per il quale ha scelto di interpretare Carabosse, l'antagonista de La bella addormentata, conosce il figlio della sua insegnante, Nicholas, un avvocato e futuro conte trentottenne  che suona il piano con maestria ed è rimasto profondamente scosso da una tragedia avvenuta ventiquattro anni prima che gli ha portato via l'adorata sorella gemella e lo ha costretto a mettersi una protesi alla gamba. Tra i due scatta subito la scintilla, ma il giorno dopo uno dei membri della commissione d'esame viene trovato morto, in una macabra rappresentazione della fiaba di Perrault. E nel giro di pochi giorni, altri omicidi dalle stesse macabre circostanze sconvolgono ancor di più la quiete.  Ben presto, Lelou si rende conto del filo invisibile che lega la fantasmina alla serie di delitti, e insieme all'uomo che ha cominciato ad amare cerca di capire chi è il misterioso criminale. Nel frattempo, i due dovranno fare i conti con i propri demoni interiori.

Sono felice di affermare che Carabosse è un romanzo davvero bello e intrigante, una storia da brividi d'amore e di paura. Con uno stile raffinato, l'autrice ha saputo intrecciare molto bene gli elementi noir e thriller con quelli più romantici e paranormali, offrendo allo stesso tempo un interessante spaccato sul mondo della danza attraverso spiegazioni semplici ed efficaci. Ad ogni modo ritengo che il maggior punto di forza risieda nei personaggi, a cui mi sono affezionata fin dal primo momento. Ho ammirato il coraggio e la forza di Lelou, che è ruscito a imparare a convivere col buio con le sue sole forze, traendo forza dal proprio passato per essere d'aiuto ad altre persone, e ho amato la dolcezza e le insicurezze di Nicholas, che insieme a lui riesce a ritrovare la fiducia. Sono due uomini che hanno sofferto tanto, accomunati da un'infanzia difficile fatta di padri che sarebbe fin troppo riduttivo definire semplicemente orchi e dalla perdita delle persone a loro care. Il loro amore, che nella vicenda non è preponderante, nasce come un colpo di fulmine (e ci sta, considerando che si tratta di una fiaba cupa contemporanea), è di una dolcezza disarmante e grida salvezza da tutti i pori.






Carabosse non era solo alterigia e grottesca grazia. Era forza, resilienza, dignità davanti al rifiuto, coscienza della propria importanza di creatura immortale di fronte al disprezzo, consapevolezza del poter superare qualsiasi ostacolo con il proprio potere.



Il libro attinge a piene mani dalle fiabe di Perrault, rievocandone le atmosfere più cupe e macabre senza alcuna edulcorazione. Ma i lupi, gli orchi e tutti i peggiori cattivi dell'immaginario collettivo quasi impallidiscono in confronto a quelli di questa storia, perché sono reali e per questo ancora più spaventosi: i pedofili. Per questo motivo Carabosse è una lettura fortemente destabilizzante, tant'è che più volte mi sono dovuta interrompere per la crudezza e l'orrore di certe sequenze, che mi hanno fatto sentire arrabbiata, affranta e impotente. Ma non lasciatevi scoraggiare: questo libro merita davvero di essere letto, e credo che la forza di Lelou e Nicholas possa essere d'aiuto e ispirazione per tante altre persone.  Faccio i miei più sinceri complimenti ad Annalisa Mantovani Sassi, e spero di poter leggere al più presto altre sue opere.



Una volta affrontato, anche se lontano, il buio ti cambia per sempre, non puoi dimenticarlo. Resta parte di te, stravolge la tua visione delle cose, la tua essenza, e resta al limite del bosco, arroccato nel suo castello a guardarti, in attesa del tuo ritorno.



VOTO: 4,5/5











domenica 17 ottobre 2021

"Il Circo della Notte", di Erin Morgenstern

 


TITOLO: Il Circo della Notte

TITOLO ORIGINALE: The Night Circus

AUTORE: Erin Morgenstern

CASA EDITRICE: Fazi Editore

GENERE: Fantasy storico con romance FM

PAGINE: 520

DATA DI USCITA: 15 luglio 2021

PREZZO EBOOK: € 9,99

PREZZO CARTACEO: € 15,00



TRAMA



Il circo apre al crepuscolo e chiude all'aurora. Inaugurato nella Londra vittoriana di fine Ottocento, gira per tutto il mondo , con un seguito di sognatori conquistati per sempre dalle sue meraviglie. Ogni notte, nei tendoni a strisce bianche e nere vengono messi in scena spettacoli sofisticati e numeri incredibili, tanto da sembrare magici. In realtà, dietro le quinte del circo è in corso un duello di veri incantesimi, di cui solo pochi sono a conoscenza. Celia e Marco sono due giovani maghi addestrati fin dall'infanzia a combattere l'uno contro l'altra dai rispettivi mentori, due misteriosi esperti dell'occulto, rivali fin dalla notte dei tempi. Mentre l'illusionista Celia incanta tutte le notti il pubblico nei suoi tendoni, il discreto Marco, ingaggiato come assistente dal proprietario del circo, controbatte creando attrazioni sempre più elaborate e potenti. Nessuno ha messo in conto, però, l'am:ore che quasi inevitabilmente sboccia tra i due; un sentimento così profondo e prodigioso che scatena pericolose scintille a ogni sguardo rubato e che travolge un'intera sala non appena le loro dita si sfiorano. Ma la sfida tra Celia e Marco non può durare in eterno e solo uno di loro ne dovrà essere il vincitore. Gli anni passano, il circo diventa sempre più celebre ma il destino di tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo meraviglioso luogo è in bilico, proprio come gli acrobati che volteggiano ogni notte nei tendoni.



RECENSIONE



Il circo arriva inaspettato. Nessun annuncio lo precede, niente volantini né affissioni o cartelloni, nessuna menzione sui giornali. Spunta così, semplicemente, dove ieri non c'era.


Nella mia prima recensione su questo blog vi ho parlato dell'amore totale e incondizionato che provo per Il mare senza stelle, ed è per me un onore e un grandissimo piacere, dopo più di un anno, ritornare all'origini con il romanzo d'esordio di questa fantastica autrice, riproposto in una nuova edizione da Fazi Editori. Siamo a Londra verso la fine del diciannovesimo secolo, dove Prospero e Alexander, due maghi rivali da tempo immemore, decidono di lanciarsi in una nuova sfida, un duello di maggia. Ognuno di loro ingaggia un paladino: il primo opta per la sua giovane figlia Celia, mentre il secondo sceglie l'orfano Marco, riuscendo a farlo assumere come assistente da Lefèvre, un uomo eccentrico che vuole dar vita a un circo pieno di straordinarie meraviglie, il Circo della Notte, destinato a diventare il teatro della gara. Col passare degli anni, il Circo diventa sempre più famoso, conquistando il cuore di tanti fan appassionati, e Celia e Marco, contro le aspettative dei mentori, finiscono per innamorarsi. Ma stare insieme sembra un sogno impossibile, perché la loro è molto più di una semplice gara di abilità, ed è proprio da essa che dipende il destino del circo.

Ci sono luoghi a cui, pur essendo immaginari, senti di voler appartenere, e Il Circo della Notte ha saputo prendermi dolcemente per mano e portarmi in uno di quelli. Con il suo stile raffinato e onirico, Erin Morgenstern ha intessuto una storia favolosa, un puzzle perfetto nei minimi dettagli in cui nulla è lasciato al caso e tante splendide sottotrame si intrecciano tra loro perfettamente, con frequenti rimandi ai miti e alle leggende di Merlino. Il cast dei personaggi è davvero affascinante, a partire dai protagonisti, Celia e Marco, due ragazzi che sono stati coinvolti senza volerlo in qualcosa di molto più grande di loro e hanno trovato conforto in un amore tanto grande e bello quanto proibito. Tuttavia, pur avendoli tanto apprezzati, ritengo che la vera star del romanzo sia il giovane Bailey, un sognatore dolce ed emarginato in cui è molto facile immedesimarsi. Le parti che lo riguardano sono senza dubbio le più belle, perchè attraverso di lui si ottiene il miglior sguardo possibile sul circo e su tutte le meraviglie che contiene. Molto belli anche i momenti in cui è lo stesso lettore a diventare il protagonista della vicenda, mentre esplora gli infiniti tendoni, ammira le fragili evoluzioni degli acrobati e si rende conto che in quelle sale si sente davvero vivo e felice, e non capisce più dove stanno il sogno e la realtà.






-Anni fa ho affidato a quest'albero un desiderio.

-Cosa avete desiderato?

-Ho desiderato lei.



Non aspettatevi di leggere un libro con una trama perfettamente lineare. Ci sono frequenti salti avanti e indietro nel tempo, e come ho già detto ci sono tante storie che s'intrecciano tra loro. Mi rendo quindi conto che non è una lettura adatta a tutti, ma se avete il cuore sognatore, vi sentite fuori posto e desiderate vivere in un mondo pieno d'incanto e meraviglia, tra magie e amori impossibili, allora non abbiate paura. Nonostante Il mare senza stelle sia insuperabile (il che è normale, essendo stato scritto molti anni dopo) e abbia un finale più positivo rispetto a questo, che è dolceamaro, ritengo che Il Circo della Notte sia davvero favoloso, un inno ai sognatori di tutte le età. Perciò, sulle note di This is the greatest show, non mi resta che augurarvi buoni sogni.



C'è bisogno di qualcuno che le racconti, queste storie. Dove le battaglie sono combattute, vinte e perdute, dove i pirati trovano i loro tesori e i draghi divorano i nemici a colazione con una bella tazza di Lapsang Souchong: qualcuno deve raccontare i loro frammenti sovrapposti di narrazione. C'è della magia in questo.



VOTO: 5/5











Ricchi da morire- Delitti in famiglia

  TITOLO : Ricchi da morire TITOLO ORIGINALE : How to Make a Killing ANNO DI PRODUZIONE : 2026  GENERE : Commedia, thriller, drammatico PAES...