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lunedì 12 aprile 2021

"NON HAI POTERE SU DI ME", di Enedhil

 


TITOLO: Non hai potere su di me

AUTORE: Enedhil

CASA EDITRICE: Triskell Edizioni

GENERE: Romance MM contemporaneo con riferimenti al mondo fantasy

PAGINE: 215

DATA DI PUBBLICAZIONE: 2 febbraio 2021

PREZZO EBOOK: € 2,50

PREZZO CARTACEO: € 12,00


TRAMA


La vita non è una favola. La magia non esiste. I cavalieri non vengono a salvarti dai mostri. Te lo insegnano quando inizi a crescere e lo impari a tue spese quando diventi adulto. Shawn e Francis hanno trascorso l'infanzia a sognare mondi immaginari e a vivere le avventure di libri, fumetti e film fantasy. Ma la realtà, a volte, è più crudele di una storia, e gli avversari sono più potenti e difficili da sconfiggere. Entrambi hanno dovuto affrontare un nemico simile, fatto di parole che feriscono, di lividi e di colpi all'anima che lasciano profonde cicatrici. Ed entrambi lo hanno vinto, in passato, anche se in modo diverso. Shawn lo ha fatto con la forza di volontà, aggrappandosi alle proprie passioni. Francis, invece, ha cambiato se stesso ed è diventato una persona diversa. Quando si conoscono, il loro presente si riempie di magia e complicità, ma l'ombra di quel mostro continua a incombere. Riusciranno a non dare potere al passato e a scrivere la loro storia fantastica insieme?


RECENSIONE


L'amore è essere guardati come si guarda un libro: con la gioia di iniziare a leggere, l'attesa di sfogliare le pagine e il desiderio di trovare un nuovo mondo in cui vivere.


Citando la cinquantaduesima miglior battuta della storia del cinema, Mi avevi già convinto al titolo. Aggiungiamoci il fatto che è un MM e omaggia il mondo Fantasy, e capirete perché non ho saputo proprio resistere al terzo romanzo, nonché il primo contemporaneo, della bravissima autrice comasca. Protagonista è Shawn, un commesso impacciato e appassionato di giochi di ruolo che, passeggiando nel bosco dietro casa sua, si imbatte nientemeno che nelle riprese di un film hard e rimane affascinato da Francis (per gli amici Ever), pornoattore e ideatore di siti internet, un uomo bellissimo e sicuro di sè. Qualche giorno dopo lo incontra per caso al supermercato, scopre di avere molti interessi in comune con lui, e immediatamente scatta una complicità destinata a trasformarsi in qualcosa di più profondo. Ma quando le cose sembrano andare per il verso giusto, le insicurezze e un passato doloroso che fa ancora male rischiano di rovinare tutto per sempre.

Se dovessi usare solo due parole per descrivere Non hai potere su di me sceglierei tesoro prezioso (o tessoro, come direbbe Gollum), ma sarebbero comunque riduttive, perché ho amato davvero tanto questo romanzo così tenero e passionale, capace di far sognare, di ridere a crepapelle e di far piangere di rabbia, dolore e felicità. Con uno stile sublime, l'autrice ha tracciato una storia molto introspettiva da assaporare goccia dopo goccia, interamente incentrata sui protagonisti, due ragazzi speciali che sembrano tanto diversi, ma sono accomunati da profonde cicatrici che li hanno segnato il loro passato e da un amore smisurato per i mondi fantastici. Ho tifato per loro fin dalle prime pagine, e ci sono stati dei momenti in cui avrei voluto abbracciarli forte, perché mi sono riconosciuta nelle loro paure e nella voglia di evadere da una realtà fin troppo spesso cinica aggrappandosi alle proprie passioni. Una menzione speciale meritano i genitori e la sorella di Shawn, che lo amano così com'è e lo spronano a vivere il suo amore fino in fondo. È questo che dovrebbe fare una famiglia esemplare: sostenere i propri figli, appoggiarli nelle loro scelte di vita e desiderare la loro felicità. Ne sono sempre stata convinta, e lo sono ancora di più se penso a quanti genitori cacciano di casa i propri figli o li minacciano di morte perché omosessuali. 



Non sono diventato niente. Sono rimasto quello che ero. Ma ho imparato a non dare potere alle parole degli altri, a chi non merita di starmi accanto, a chi è insoddisfatto della propria vita ed è solo capace di tormentare quella di chi è più debole. Ho imparato ad amare me stesso e ad essere felice di chi sono. Perché questa sarà anche solo una delle vite che vivrò ma...cazzo, nessuno deve permettersi di portarmi via la felicità.


In tutto il romanzo sono presenti riferimenti a film, giochi di ruolo e libri Fantasy, in particolare al cult degli anni '80 Labyrinth, omaggiato sia nella splendida illustrazione targata Le Peruggine (che ritrae uno dei miei preferiti in assoluto) sia nel titolo, che quota la famosa battuta pronunciata da Jennifer Connelly. Ma Non hai potere su di me non si limita a fare da citazione: è un grido di battaglia contro il passato, contro tutti i bulli tossici, violenti e ignoranti che prendono in giro e feriscono fisicamente ed emotivamente persone "colpevoli" di essere "deboli", di non avere il "fisico perfetto", di aggrapparsi a passioni considerate stravaganti o di amare una persona dello stesso sesso. Contro quelli che cercano di cambiarci per farci diventare come vogliono loro, facendoci rinnegare anche la parte migliore di noi. La storia di Shawn e Francis non ci insegna soltanto a credere che il vero amore può esistere anche nella realtà. Ci insegna a trovare la forza dentro di noi, a non dar potere ai giudizi ignoranti e alle cattiverie degli altri, a non smettere mai di sognare. Ci ricorda che ognuno di noi è unico, importante, dotato di un immenso potere che nessuno può portarci via. E ci incoraggia a essere fieri delle nostre passioni, del nostro conoscere a memoria interi dialoghi dei libri e dei film che ci hanno reso ciò che siamo, del nostro amore per i mondi fantastici. Dopotutto, come dice la fantastica Enedhil, di cui intendo recuperare i romanzi precedenti quanto prima, noi siamo forti, noi siamo invincibili, noi siamo famiglia. Noi siamo Groot.


Continuare a nascondermi, a ignorare quel bisogno di restituire alla mia vita qualcosa di bello e fantastico, per non rivivere quei momenti traumatici, non era la strada giusta. Poi...sei arrivato tu. Con il palloncino di una spada moscia.


VOTO: 5/5








domenica 11 aprile 2021

"CERVELLO RIBELLE", di Lorenzo Donnoli

 


TITOLO: Cervello ribelle

AUTORE: Lorenzo Donnoli, con la collaborazione di Paolo Fontanesi

CASA EDITRICE: Piemme

GENERE: Autobiografico

PAGINE: 187

DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 marzo 2021

PREZZO EBOOK: € 9,99

PREZZO CARTACEO: € 17,50


TRAMA


Lorenzo è Aspie. Asperger: un tipo di autismo ad alto funzionamento, non una sindrome o un disturbo. Non una malattia o una disabilità, ma un cervello che funziona in modo atipico, e che ha diritto alla diversità. La vita di un Aspie è spesso complicata, e quella di Lorenzo non fa eccezione. Da bambino i coetanei lo chiamano "Enciclopedia", e lui si immerge con passione viscerale in sempre nuovi interessi, ma quante difficoltà ad apprendere come tutti gli altri, e quante incomprensioni con compagni e insegnanti. Lorenzo tende a non cogliere i doppi sensi, a fare domande senza filtri e a dire con onestà quello che pensa. Per lui mettere a fuoco i lineamenti altrui, coordinare i movimenti, gestire una percezione amplificata di suoni, colori e rumori è una sfida quotidiana. Lo stress, specialmente nelle relazioni sociali, è inevitabile, e può portare persino a gesti estremi. Ma crescendo Lorenzo capisce che essere Aspie può dargli una marcia in più. L'ipersensibilità alle ingiustizie e alle discriminazioni può essere l'impulso per non arrendersi al mondo così com'è, alla distruzione del pianeta e al dilagare delle disuguaglianze. O anche solo per vivere con consapevolezza e libertà la propria omosessualità. Nel novembre 2019 arriva l'incontro con Mattia, Jasmine e tanti altri ragazzi indignati per la deriva della politica italiana: ecco le Sardine, di cui Lorenzo diventa uno dei portavoce. Cervello ribelle è la sua storia.


RECENSIONE


Si dice che gli Asperger manchino di empatia, ma credo che l'empatia non possa essere a senso unico, o una dote innata come ci vorrebbero far credere. Non è che noi Aspie non siamo empatici, lo siamo a nostro modo, col nostro radicato senso di giustizia e con una gran difficoltà a comprendere le emozioni altrui.


Della sindrome di Asperger, come già sapete, si parla ancora troppo poco, ma per fortuna le cose stanno cominciando a cambiare, e Cervello ribelle, scritto dal giovane Lorenzo Donnoli, uno dei tre portavoce delle sardine, ne è la prova. È un libro molto bello e interessante, in cui l'autore, con uno stile schietto e diretto, seppur non esente da imprecisioni, racconta le sue esperienze più significative dall'infanzia all'età adulta, sottolineando tutte le difficoltà dovute al suo cervello ribelle, ma anche i punti di forza. Fin dalle prime pagine, Lorenzo descrive le caratteristiche della sindrome che più gli appartengono, e mi ha fatto sorridere ritrovare diversi elementi che ci accomunano. Inoltre sono presenti aneddoti molto divertenti, ma anche episodi estremamente dolorosi raccontati senza alcun pudore, cosa buona e giusta, perché come ho imparato negli ultimi mesi, la condivisione del dolore può essere d'aiuto a un'infinità di persone.  Ad accompagnare il percorso di scoperta della propria sindrome, c'è quello di scoperta e accettazione della propria omosessualità. Due percorsi paralleli e difficili che fortunatamente hanno avuto un felice epilogo, trasformando l'autore da ragazzo spaventato e introverso a coraggioso attivista per i diritti delle persone LGBT+ e autistiche.



Mi facevo problemi a uscire con il mio ragazzo, perché non mi sentivo libero di esternare l'amore che provavo per lui. Per un attimo ho rischiato di tornare vittima della vergogna e della paura di apparire diverso. Solo per un attimo, per fortuna...Quel Lorenzo, spaventato e indifeso, non c'era più ormai. Abitava solo nel mio passato.


Sebbene questo libro venga presentato come un'autobiografia, l'intento di Lorenzo non è limitarsi a parlare di sé, ma spiegare attraverso la sua esperienza cosa significa essere un giovane Asperger e omosessuale nell'Italia di oggi e come tutto questo lo ha aiutato ha maturare una sensibilità e una visione del mondo. Denuncia problemi molto gravi come l'incombente crisi climatica e ambientale, la situazione pandemica, gli episodi di violenza d'ideologia razzista e omobitransfobica che aumentano di giorno in giorno, nonché l'ipocrisia di una classe politica che alimenta il clima d'odio e ha paura di tutto ciò che è "diverso" e non riesce a comprendere. Ma nonostante tutte le tempeste, Lorenzo auspica l'arrivo di una nuova utopia senza scontri tra classi sociali, fondata sulla collaborazione, la cooperazione e la solidarietà di un'umanità legata a un comune, ineluttabile destino.

Cervello ribelle in conclusione è libro che fa riflettere sugli aspetti problematici della nostra società, un libro che può aiutare i neurotipici a comprendere meglio l'autismo ad alta funzionalità e gli autistici a trovare un motivo in meno per scoraggiarsi.


Sarebbe retorico e tutto sommato sciocco dire che gli Asperger salveranno il mondo, anche perché soltanto uniti in un'azione collettiva, con il contributo di tutti, potremo uscire dalle trappole del sistema in cui siamo immersi. Abbiamo l'occasione di ripensarlo, non dimentichiamolo mai. Ma in conclusione mi piace ricordare che in passato il contributo di una persona Asperger ha davvero cambiato le sorti del pianeta, sconfiggendo la barbarie nazifascista. Sto parlando di Alan Turing.


VOTO: 4/5













mercoledì 7 aprile 2021

Sound of metal

  

 

TITOLO: Sound of Metal

GENERE: Drammatico

ANNO DI PRODUZIONE: 2019

DISTRIBUZIONE: Amazon Prime Video 

REGIA: Darius Marder

PAESE DI PRODUZIONE: USA

CAST: Riz Ahmed, Olivia Cooke, Paul Raci, Lauren Ridloff,  Mathieu Amalric.

DURATA: 120 minuti 


TRAMA

Il batterista metal Ruben all'imporvviso comincia a perdere l'udito. Un medico gli dice che la sua situazione è destinata a peggiorare e lui comincia a credere che la sua carriera e la sua vita siano finite. La sua fidanzata Lou porta Ruben, ex tossico, in un centro per sordi per evitargli una ricaduta. Dopo essere stato accolto, Ruben dovrà scegliere tra la sua nuova vita a e quella che conosceva prima.

 

RECENSIONE

Sembra che tu stia alla grande, sì, proprio quello che mi stavi dicendo che non eri.

Il batterista Ruben (Riz Ahmed), ex tossicodipendente, pulito da quattro anni e la sua ragazza Lou (Olivia Cooke), formano il duo musicale Blackgammon. Vivono una vita all'insegna del vagabondaggio nella loro roulotte, tra concerti e grandi serate. Il musicista inizia a percepire uno strano ronzio alle orecchie che, in brevissimo  tempo, lo porterà alla quasi totale sordità, non permettendogli più di fare musica. Sopraffatto da paure e incertezze, sotto la spinta di Lou, troverà rifugio in una comunità di sordomuti dove imparerà pian piano, sotto l'ala di Joe (Paul Rauci), a fare i conti e a convivere con la sua nuova condizione, pur non abbandonando l'idea di sottoporsi ad un intervento chirurgico per recuperare l'udito. Potrà così ricongiungersi con la sua musica e con Lou, che nel frattempo è andata a vivere a Parigi a casa di suo padre (Mathieu Amalric).

Probabilmente un titolo più appropiato per questo film sarebbe stato The sound of silence come la canzone degli anni 60' di Simon e Garfunkel, vista la tematica che viene trattata. Battute a parte,  Sound of Metal è ispirato in gran parte all'esperienza di vita dell'ex batterista Derek Cianfrance, che oggi è un noto sceneggiatore e regista. 

Sound of Metal per gran parte della sua durata è muto. Questa peculiarità del film è utile per mostrare una visione introspettiva di una tematica come quella sordità. Nonostante questo elemento, il film non è risulta affatto noioso, anzi, esattamente l'opposto.

 

 

Non riesco a sentirti, mi capisci? Non posso.

Sarebbe stato ancora più interessante se il film avesse approfondito ulteriormente il legame tra sordità e musica, ovvero, se fosse riuscito a far vedere la musica come un elemento di riscatto per Ruben, invece che un sogno da riprendersi. Nonostante questo limite, Sound of Metal si può considerare un buon film che riesce a mostrare una visione innovativa di una tematica come la sordità.

Notevoli le interpretazioni di Riz Ahmed e di Olivia Cooke, due talenti in erba che con questo film probabilmente si sono definitivamente affermati. Infatti sono ampiamente meritate le due nomination all'Oscar che hanno ottenuto.

Sound of Metal, seppure non sia un film perfetto,  riesce nell'obiettivo di rimanere impresso nella mente e ad emozionare con una visione  intimistica della sordità che non risulta mai scontata.

Ruben, il mondo continua a muoversi e può essere un luogo dannatamente crudele. 

 

 Voto :  4/5


 

Ricchi da morire- Delitti in famiglia

  TITOLO : Ricchi da morire TITOLO ORIGINALE : How to Make a Killing ANNO DI PRODUZIONE : 2026  GENERE : Commedia, thriller, drammatico PAES...