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domenica 3 aprile 2022

"È questo amore?", di Elizabeth Lim

 


TITOLO: È questo amore?

TITOLO ORIGINALE: So this is love

SERIE: Disney- A Twisted Tale

AUTORE: Elizabeth Lim

CASA EDITRICE: Giunti

GENERE: Fantasy fiabesco young adult con romance FM

PAGINE: 400

DATA DI PUBBLICAZIONE: 1 settembre 2021

PREZZO EBOOK: € 6,99

PREZZO CARTACEO: € 14,00



TRAMA



Nemmeno nei suoi sogni più arditi Cenerentola avrebbe osato immaginare una serata così. Grazie alla magia di Smemorina, è sfuggita alla tirannia della matrigna e delle sorellastre e, bella come non mai, ha danzato tra le braccia di un affascinante sconosciuto. Quell'uomo misterioso è proprio il principe e la sta cercando, seguendo l'unica traccia in suo possesso: una scarpetta di cristallo. Cenerentola non riesce a provarla e non può dimostrare di essere la fanciulla del ballo. Ma non è nemmeno più disposta a sopportare le umiliazioni che Lady Tremaine, Anastasia e Genoveffa le infliggono tutti i giorni. Così decide di andarsene e si fa assumere a corte come cameriera. Al servizio della sorella del re, viene però a conoscenza di un intrigo che rischia di distruggere il regno. Cenerentola capisce di dover agire. Anche se, per combattere oscure trame di palazzo e vecchi pregiudizi, può contare soltanto sul suo amore e la sua lealtà.



RECENSIONE



Sii coraggiosa, mia cara. La strada per la felicità è spesso impervia.



Dopo aver esplorato le nuove storie di Elsa e Anna, Ariel e Biancaneve, eccoci di nuovo qui a immergerci nella serie Disney- A Twisted Tale, per scoprire cosa sarebbe successo se Cenerentola non avesse provato la scarpetta di cristallo. L'inizio è quello che già conosciamo: la nostra eroina arriva a palazzo, danza con un uomo affascinante senza conoscerne l'identità e sul più bello, allo scoccare della mezzanotte, è costretta a fuggire, per poi scoprire che quell'uomo è Charles in persona, il principe di Aurelais. Purtroppo viene rinchiusa in soffitta prima che possa dimostrare di essere la principessa misteriosa, e per evitare che le sorellastre la facciano franca distrugge l'unica scarpetta che le è rimasta, venendo venduta a un mercante dalla matrigna per vendetta. Fortunatamente, la ragazza riesce a saltare giù dal carro in corsa e, accompagnata dal fido cane Tobia e da una giovane sarta accorsa in suo aiuto, si reca a palazzo, dove viene assunta come cameriera personale della duchessa Genevieve, la zia di Charles. Mentre cerca di capire se quello che prova per lui è vero amore, frenata com'è dalla sua condizione sociale e da tutte le cattiverie subite, scopre che nel regno la magia è proibita e che qualcuno sta tramando per impossessarsi del regno. Ed è più che determinata a salvare la situazione.

È questo allor quel dolce ardor, quel canto che si chiama amor, dice la canzone. Ebbene, È questo amore? è riuscito davvero a farmi innamorare, conquistandosi un posto sul podio delle mie Twisted Tales preferite di sempre. Elizabeth Lim, che l'anno scorso mi aveva fatto sognare con la dilogia Il sangue delle stelle, ha fatto centro ancora una volta, intrecciando una storia romantica e avvincente che attinge a piene mani sia dal classico Disney sia dalla trasposizione in live action del 2015, il che si evince soprattutto dalla cura con cui sono stati trattati e approfonditi i personaggi. Cenerentola, troppo spesso sottovalutata da chi predilige principesse più "moderne", compie un'evoluzione splendida, profonda e sofferta. Ha dovuto fingere per anni di sorridere quando le cose andavano male, e le cattiverie subite dalla matrigna e le sorellastre hanno avuto delle conseguenze psicologiche non indifferenti, al punto da infestarle ancora i pensieri e a farla sentire insicura e indegna di ricevere amore, figuriamoci diventare una principessa. Ma pagina dopo pagina riesce a scendere a patti col proprio passato, a inseguire la vera felicità fino in fondo, ad assaporare la libertà, lottare per nobili cause e ad accettare e abbracciare il vero amore. Grazie a lei il principe Charles, che rispetto al classico ha molto più spazio e rivela ai lettori il suo passato, i suoi ideali e la sua indole romantica, si impegna assiduamente affinché il regno vada incontro al progresso di cui ha bisogno e le creature magiche, ingiustamente discriminate, possano tornare e vivere in armonia in mezzo al popolo.

Quanto agli antagonisti, Lady Tremaine e le sorellastre hanno uno spazio minore, anche se in un certo senso sono onnipresenti attraverso il ricordo sempre vivo delle loro malefatte, e la vera star altri non è che il granduca, del tutto distaccato dalla controparte animata e attinente a quella del live action, con un'indole conservatrice, ambiziosa e sadica che lo rende spaventosamente reale e dimostra che, quando l'amore e il bene stanno percorrendo la strada della vittoria, il male s'inasprisce tentando di giocarsi tutte le carte, e che a volte i piani malvagi nascono con le migliori intenzioni.







Le cattiverie, la malattia, la morte non si possono controllare. Ma se hai la possibilità di essere felice, perché non dovresti coglierla?



Oltre all'approfondimento dei personaggi già noti e all'inserimento di nuovi arrivati come la duchessa Genevieve, una donna burbera ma di buon cuore e un po' stravagante, il maggior pregio di questo libro è l'efficace semplicità con cui l'autrice ha affrontato temi delicati e importanti come il lutto, il bullismo psicologico, la politica, il classismo e la discrimazione razziale, ancora una volta rappresentata, cosa che amo perdutamente, dalla comunità magica di cui Smemorina fa parte. Ritengo che questo aspetto, così come gli intrighi di corte, abbia avuto il merito di aver impreziosito e attualizzato la storia, rendendola perfetta sia per i bambini sia per gli adulti. Ed è  molto bello anche il messaggio che vuole trasmettere, ovvero che il vero amore e la felicità sono dei piccoli grandi miracoli che hanno bisogno di tempo, cura e pazienza per diventare realtà.

In conclusione, se avete voglia di tornare a sognare, leggete È questo amore?, e ricordate che il 13 aprile la serie si arricchirà con l'uscita italiana di C'era una volta un sogno (ispirato a La bella addormentata nel bosco), e Ciò che un giorno era mio (ispirato a Rapunzel).



Che cos'è la magia se non un piccolo miracolo, di quelli  che accadono ogni giorno, soprattutto sotto forma di amore e gioia?



VOTO: 4,5/5












sabato 2 aprile 2022

Sul sentiero sentiero blu

 

TITOLO: Sul sentiero blu

GENERE: Documentario

ANNO DI PRODUZIONE: 2022

CASA DI DISTRIBUZIONE: Wanted Cinema

PAESE DI PRODUZIONE: Italia

DURATA: 90 minuti  

 

TRAMA

Un gruppo di giovani parte per un viaggio a piedi di nove giorni e 200 km da percorrere assieme ai loro medici ed educatori. I giovani sono tutti collegabili al mondo dell'autismo e il viaggio (che ha come meta finale Roma) sarà per loro un aiuto prezioso nell'affrontare le proprie difficoltà e le emozioni.

 

RECENSIONE

Mentre ci siamo oggi partiamo alla volta della città santa dove ci aspetterà il santo padre e poi magari Mario Draghi, Barack Obama, Silvio Berlusconi.

Sul sentiero blu  era il film sull'autismo che ci voleva. Diretto da Gabriele Vacis, è un racconto profondamente originale, che ha il coraggio di parlare di questo tema eliminando qualsiasi pietismo e evitando di farne la solita rappresentazione melensa,  facendo piuttosto vedere come le persone autistiche riescano ad affrontare le proprie difficoltà.

Il messaggio più importante che ci da la visione del documentario, è che l'autismo fa parte del mondo ed è anche un mondo a parte. Il regista ha deciso di raccontare una condizione come l'autismo andando oltre gli schemi e prediligendo una narrazione emotiva.

Sul sentiero blu non è un documento che vuole dare una spiegazione diagnostica dell'autismo. E' un film che vuole commuovere, emozionare e soprattutto creare empatia verso le persone con questo disturbo. Finalmente si assiste ad una narrazione priva di stereotipi, cosa che purtroppo invece non accade in molteplici produzioni soprattutto hollywoodiane, e viene proposta una rappresentazione delle persone autistiche come semplicemente umane.

 

Giuseppe, anche te devi provare a salutare tutti oggi.

Uno degli elementi più interessanti di questo documentario è che si possono vedere le terapie specifiche, attuate con il supporto dello specialista dr. Roberto Keller, che i ragazzi autistici esperimentano all'aperto. Questo può essere un elemento molto utile, per chi non abbia una conoscenza approfondita di una neurodiversità come l'autismo, per comprenderne meglio le caratteristiche. Molto azzecato l'inserimento nella colonna sonora della canzone Il più grande spettacolo dopo il Big Bang di Jovanotti, che è una canzone che nella sua semplicità riesce a cogliere in pieno il significato del documentario ed è anche un pezzo che alcuni ragazzi hanno ascoltato durante il viaggio.

Sul sentiero blu si distingue da ogni prodotto realizzato sull'autismo fino ad oggi. Se non è il miglior lungometraggio su questa tematica, è sicuramente il migliore realizzato in anni recenti. Questo perchè ci insegna che, a volte, i nostri punti di debolezza possono diventare i nostri punti di forza ed è in fondo questo il messaggio che il film vuole trasmettere.

La bellezza delle persone con autismo è essere profondamente autentiche e esplicite. Questo talvolta, nella nostra società, può essere perfino considerato una disabilità.

Voto: 4,5/5



 

 

 

 

mercoledì 30 marzo 2022

Red

 

TITOLO: Red

TITOLO ORIGINALE: Turning Red

GENERE: animazione, fantastico, commedia, avventura

ANNO: 2022

REGIA: Domee Shi

PAESE: Stati Uniti

DURATA: 99 minuti

PRODUZIONE: Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures

DISPONIBILITA': Disney+

TRAMA

Red, film diretto da Domee Shi, racconta la storia di Mei Lee, una tredicenne, che in piena tempesta ormonale, durante i difficili e tormentati anni della pubertà, è pronta a vivere quello che lei stessa definisce "l'anno migliore del mondo". Una mattina, però, Mei Lee si risveglia con fattezze per nulla adolescenziali, ma simili a quelle di un grosso panda rosso dal pelo morbidissimo. È sua madre a spiegarle che la sua famiglia è anticamente collegata da un legame mistico con l'animale, che ha causato un difetto del gene.
Questa trasformazione animalesca, però, si innesca soltanto quando la giovane si entusiasma e prova emozioni forti, creandole non poco imbarazzo e situazioni spiacevoli a scuola. Come gestirà Mei Lee questa situazione?

RECENSIONE

Attenzione! Onorare i genitori
è giusto, ma se esageri, poi... Beh...
Dimentichi di onorare te stessa .

Disney e Pixar ci fanno scoprire una storia con delle caratteristiche tutte nuove, tra cui dei temi di grande maturità, che erano già stati introdotti in Inside Out. Temi relativi alla crescita, all'adolescenza, ma anche alla pubertà. Mai, prima di ora, avevamo visto la Disney produrre un cartone che tratta in modo diretto un argomento così delicato, eccezion fatta per Il Gobbo di Notre Dame, il cartone più adulto che la nota casa di produzione abbia mai realizzato, nel quale viene trattato il tema della sessualità, che viene espresso nell'amore maniacale di Frollo per Esmeralda. Ma con Red andiamo più indietro, affrontando le questioni intime dal punto di vista di una ragazzina di Toronto, nata in una famiglia di origini cinesi.

Trama e sviluppi coerenti che raccontano, in chiave metaforica, una semplice storia di preadolescenti che attraversano la fase in cui inizia il passaggio verso l'età adulta, facendo fronte sia alle cose belle che alle situazioni critiche di tale periodo. Mei, la protagonista, si ritrova a dover gestire in maniera più forte queste crisi, poiché la sua famiglia nutre grandi aspettative nei suoi confronti, e deve gestire anche il conflitto tra il suo desiderio di realizzarsi e l'amore per i genitori, tra il sentimento d'indipendenza e quello di devozione ai suoi cari. La sua trasformazione nel panda rosso è una perfetta allegoria che manifesta questo suo conflitto, ed è anche simbolo della tempesta ormonale della pubertà, del momento in cui si sviluppano nuovi stimoli, che vengono esternati da comportamenti istintivi, nei quali si esprimono emozioni forti.

 Mi piacciono i ragazzi,
la musica ad alto volume,
adoro agitare i fianchi.
Ho tredici anni, accettalo!
 
I temi del film, anche se vengono rappresentati con degli elementi fantastici e metaforici, tuttavia vengono espressi apertamente, e dal punto di vista femminile, altra novità se si considera che, negli anni passati, le femmine non potevano avere una propria pubertà. I personaggi sono, per la maggior parte, femmine, però sono tutte delle femmine che vanno al di fuori degli stereotipi di femmina disneyana dall'animo candido. Merida dal film Ribelle - The Brave aveva già introdotto un nuovo modello di personaggio femminile e con Red ci ritroviamo delle ragazze che sono delle maschiacce in tutto e per tutto. Sono anche originali alcuni nuovi elementi grafici, se li considera nel contesto della Disney, tra cui gli occhioni che luccicano e le gocce di sudore sul viso, che ricordano molto i manga. 
Questa pellicola può essere un'ottima ispirazione per tutti e soprattutto per i bambini che si avvicinano alla preadolescenza. La trama e i temi invitano gli adulti a stare vicini ai figli in un periodo difficile, ma anche a comprendere i loro bisogni, poiché i ragazzini iniziano ad affacciarsi al mondo.

E sì, a volte mi manca la mia vecchia vita,
ma niente resta uguale per sempre.
Tutti abbiamo la nostra bestia interiore,
un lato incasinato chiassoso e strambo
di noi che teniamo nascosto. Molti non
lo mostrano mai. Ma io l'ho fatto!

Voto: 5/5



martedì 29 marzo 2022

"I gelati sono finiti", di Francesco Sala

 


TITOLO: I gelati sono finiti

AUTORE: Francesco Sala

CASA EDITRICE: Transeuropa

GENERE: Narrativa contemporanea

PAGINE: 162

DATA DI PUBBLICAZIONE: 31 gennaio 2022

PREZZO: € 15,00



TRAMA



Biagio galleggia sulla crisi incombente della sua attività di ristoratore, all'inizio di un'estate impietosa. Incapace di trovare soluzioni per invertire la rotta, in capace persino di trovare in sé le ragioni per reagire. O anche solo resistere. Sul lento fallimento della Pizzeria Vulcano, si specchia quello intimo di chi ruota attorno a quel luogo- dipendenti e clienti- ma anche il fallimento collettivo di una provincia desertificata, inacidita; incattivita in una insofferenza, facile e consolatoria, nei confronti degli immigrati. Insofferenza che cova sotto le ceneri.



RECENSIONE



La premiata Pizzeria Vulcano di Russo Biagio, per anni la migliore della zona, ancora un po' e tira giù la serranda e ciao.



In passato ho recensito opere di amici virtuali e compagni di casa editrice, e oggi ho il piacere e l'onore di recensire il romanzo d'esordio di mio cugino, italiano di nascita e londinese d'adozione. La storia si svolge nella provincia milanese, dove il protagonista Biagio dirige da oltre trent'anni la Pizzeria Vulcano. Una volta era molto frequentata, ma da un po' di tempo a questa parte gli affari hanno cominciato ad andar male, e come se non bastasse è arrivata la pandemia a dare il colpo di grazia. Così, nel bel mezzo dell'estate, sullo sfondo di una provincia sempre più degradante priva di autentici rapporti umani, Biagio comincia a rendersi conto che di lì a poco sarà costretto ad arrendersi e a chiudere i battenti.

I gelati sono finiti è un romanzo d'esordio bello e interessante che si legge tutto d'un fiato. Con uno stile schietto e asciutto, l'autore ha tratto spunto dalla vicenda dello zuccherificio di Casei Gerola per offrire un doloroso ritratto dei dipendenti costretti a subire il fallimento e la chiusura di un'impresa. I personaggi, a partire da Biagio, sono tutti disillusi, cinici, privi di qualsivoglia slancio emotivo, e poco a poco ne apprendiamo la vita quotidiana, il passato, le speranze trasformate in delusioni. Il più interessante, nonché quello a cui l'autore è più affezionato, è senza dubbio Yoghi, l'amico e collaboratore del protagonista, la cui storia mi ha rattristata e turbata non poco. Intorno a loro, ruotano tante altre figure particolari, tra cui il compagno di un viaggio in treno conosciuto semplicemente come il napoletano e la mamma che ogni tre per due tira fuori un necrologio, che come ho già detto si muovono sullo sfondo della provincia milanese, in un quadro inedito e di connotazioni autobiografiche. E a proposito di connotazioni autobiografiche, uno degli aspetti che ho maggiormente apprezzato è il fatto che spesso compaiono delle immagini legate all' infanzia e agli anni '80 e '90. L'immagine che più mi ha colpita è quella che dà il titolo al libro: il frigo dei gelati che a un certo punto, sul finire dell'estate, si svuota completamente, mentre il barista annuncia che: <<I gelati sono finiti.>>




Nel rinnovare in silenzio la promessa inespressa, scontata, di continuare oltre - di navigare a vista, senza una meta - i gelati sono finiti.



Il libro è permeato da un'atmosfera disincantata e malinconica, accentuata dal contesto pandemico. Ma contrariamente a quanto possa sembrare, non si tratta di un'opera sulla pandemia, che ne è soltanto la punta dell'iceberg, ma sulla decadenza e la stanchezza della società e sulla fine delle illusioni. Ognuno dei protagonisti ha smesso di desiderare qualcosa di grande da tempo, o forse non ha mai cominciato, e continua a navigare a vista in un mare di rassegnazione, persino chi è più giovane. Tutti quanti si trascinano inesorabilmente verso la rovina, e si ritrovano ad assistere o a vivere in prima persona momenti tragici senza provare alcun briciolo di empatia, fino ad arrivare a un finale sconvolgente vissuto in un'inquietante e spaventosa indifferenza.

Nonostante io non sia il target ideale e in genere prediliga letture che abbiano almeno un pizzico di speranza e salvezza, ritengo che I gelati sono finiti sia un romanzo molto valido e un esordio più che promettente per l'autore, che spero possa regalarci altri nuovi entusiasmanti lavori in futuro.



-Com'è?

-Com'era, è


VOTO: 4/5











lunedì 28 marzo 2022

Licorice Pizza

 

  


TITOLO: Licorice Pizza

TITOLO ORIGINALE: Licorice Pizza

GENERE: Commedia, sentimentale

PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti d'America 

ANNO DI PRODUZIONE: 2021

CASA DI DISTRIBUZIONE: Eagle Pictures

REGIA: Paul Thomas Anderson

CAST: Cooper Hoffman, Alana Haim, Sean Penn, Bradley Cooper, Tom Waits, Benny Safdie, Maya Rudolph, Skyler Gisondo, George Di Caprio, Mary Elizabeth Ellis, John Micheal Hill, Joseph Cross, John C. Reily, Emma Dumont

DURATA: 133 minuti  

 

TRAMA

La storia di Alana Kane e Gary Valentine, cresciuti nella San Francisco Valley degli anni 70, nello stato californiano. Il film racconta il loro passi esitanti sulla via dell'amore.

RECENSIONE

Certo che vado al cinema.

Gary Valentine (Cooper Hoffman) è un adolescente brufoloso e in sovrappeso che vive a Encino, un quartiere di Los Angeles. Brillante e dalla battuta sempre pronta, incontra Alana Kane (Alana Haim), una ragazza di dieci anni più grande. Lui le offrirà subito il suo cuore. Alana lo accetterà come "amico"  e i due diventano soci in affari. Gary è molto intraprendente e incomincia a vendere materassi ad acqua e poi flipper. Quell'eterno amore giurato ad inizio film sarà davvero amore? Eterno?

Licorice Pizza è un'autentica dichiarazione d'amore verso l'adolescenza da parte di Paul Thomas Anderson. Come avviene in praticamente ogni film del regista statunitense, si parte da un fatto minimale che finisce poi per scatenare tutta una serie di eventi inaspettati. Succede così  pure in Licorice Pizza, dove nel piano sequenza iniziale vediamo Gary che invita a cena Alana e da  lì partono tutti gli eventi che nel film vengono narrati.

Con Licorice Pizza Paul Thomas Anderson fa un ritorno alla proprie origini, ai tempi di Boogie Nights, riproponendo quello stesso stile retrò che aveva utilizzato nella pellicola che lo ha reso famoso. Nel film  sono inoltre presenti molti riferimenti all'adolescenza del regista. Infatti, Licorice Pizza, era una casa di produzione discografica della quale lui acquistava i vinili quando era ragazzo.

  

Hai un naso molto da ebrea che sta diventando di moda.

Nella colonna sonora sono presenti numerosi brani di autori musicali degli anni 70 come David Bowie, Paul McCartney, Chuck Berry e i Doors. Licorice Pizza è un film che racconta, attraverso l'amore di due adolescenti, quei gloriosi anni, con uno stile  melanconico. Il personaggio che più incarna gli anni settanta  è l'eccentrico produttore discografico interpretato da un ottimo Bradley Cooper, che seppure appare per soli sette minuti, fornisce un'interpretazione da Oscar. Ma la vera sorpresa della pellicola è il duo costituito dalla cantante Alana Haim, all'esordio cinematografico, e dal figlio del compianto Philip Seymour Hoffman, Cooper, il cui padre ha realizzato numerose pellicole con Paul Thomas Anderson, ed è lui la vera rivelazione del film, con la sua bellissima interpretazione.  Anderson ha voluto anche rendere omaggio al cinema di quegli anni con i personaggi interpretati da Sean Penn, che nella pellicola interpreta l'attore Jack Holden con un chiaro riferimento al grande attore William Holden, e Tom Waits che nel film interpreta Rex Blau, riprendendo i tratti di vari registi di quei tempi.

Licorice Pizza è un film che racconta la forza e l'ingenuità dei sogni adolescenziali attraverso una visione romantica e nostalgica dell'adolescenza, periodo fondamentale della vita che il film evoca perfettamente.

 

Sei una maledetta combattente del cazzo. Mi piace.

Voto: 4,5/5



 

 

 

  

domenica 27 marzo 2022

"Il sorriso di Jesse", di Angelique Jurd

 


TITOLO: Il sorriso di Jesse

TITOLO ORIGINALE: Jesse's smile

AUTORE: Angelique Jurd

CASA EDITRICE: Quixote Edizioni

GENERE: Romance MM contemporaneo

PAGINE: 468

DATA DI PUBBLICAZIONE: 12 gennaio 2020

PREZZO EBOOK: € 4,99

PREZZO CARTACEO: € 16,50



TRAMA



Jesse Peterson ha ventisei anni e ama lavorare in un negozio di animali. Ama i gatti, i cani e in particolar modo Sniffles, il coniglio. Quello che non ama è il modo in cui le persone danno per scontato che sia ritardato. Che non riesca a occuparsi di se stesso, che non sia un uomo.Perciò quando un nuovo cliente, venuto a comprare cibo per il suo gatto, gli chiede di uscire, Jesse fa fatica a capirne il motivo. Lui sa di non essere stupido, ma nessun altro sembra capirlo. La gente vede in lui solo un giovane attraente, il cui sorriso sembra la cosa più brillante che possiede.Drew Oliver non è “le altre persone”. Insegnante di liceo con una storia di decisioni personali sbagliate, Drew è paziente, affettuoso, e non gli importa che Jesse sia diverso. Vuole solo farlo sorridere il più possibile.Sembrano tutti avere un’opinione sulle differenze tra Drew e Jesse, e pochi sembrano notare le cose che hanno in comune. Può la loro relazione sopravvivere allo scrutinio e al giudizio di chiunque attorno a loro? E quando una delle pessime scelte di Drew torna dal passato, l’amore sarà sufficiente per aiutarli a sopravvivere a quello che succederà?



RECENSIONE



Non sei rotto, sei solo diverso.


Inizialmente avevo pensato di tenermi da parte questo romanzo per la giornata della consapevolezza sull'autismo, ma in questo periodo c'è bisogno più che mai di tenerezza, perciò eccoci qui. La storia parla di Jesse, un bellissimo ventiseienne autistico, dislessico, con la sindrome di Mears-Irlen (stress agli occhi) e alcune caratteristiche legate al DOC che ama gli animali e i film fantasy e di fantascienza. Il giorno in cui Drew, professore d'inglese trentaquattrenne, trova una gattina randagia sulla porta di casa, decide di tenerla con sé e si reca proprio nel negozio di animali in cui lui lavora, difendendolo dagli insulti di un cliente cafone. Jesse è convinto che nessuno potrebbe mai amarlo davvero, eppure Drew inaspettatamente gli chiede di uscire. Ben presto, tra i due sboccia un sentimento molto intenso, che però rischia di essere compromesso dai pregiudizi, dalle preoccupazioni delle rispettive famiglie e dal passato di Drew. Un passato doloroso ed estremamente pericoloso.

Avevo aspettative molto alte, e sono felice di poter affermare che Il sorriso di Jesse le ha soddisfatte in pieno. L'autrice ha dato vita a un romanzo molto intenso e romantico che affronta temi importanti e delicati con molta cura, senza cadere negli stereotipi che in storie di questo tipo rischiano sempre di pendere come una spada di Damocle sulla testa. Jesse è un bellissimo personaggio, in tutti i sensi: è sensibile, intelligente, spesso senza filtri, ama gli animali, e nonostante le mille difficoltà riesce ad affrontare la vita quotidiana con un sorriso, sostenuto dall'affetto delle persone che lo circondano. Da autistica mi sono sentita ben rappresentata, e ho molto apprezzato il fatto che faccia stimming, ovvero azioni ripetitive autostimolanti, che per lui consiste nell'accarezzare peluche e altre cose morbide. Anche Drew è un bel personaggio, perché è gentile, paziente e non cerca di aggiustare Jesse come se fosse difettoso: vuole entrare nel suo mondo e comprenderlo al meglio. La loro storia d'amore è tenera, romantica e passionale, e non mancano sequenze ad alta sensualità, il che dimostra che anche le persone non neurotipiche possono avere una relazione sentimentale e sessuale appagante.







Non sei come le altre persone. Non sei comune e non sei ciò che tutti chiamano normale. Ma a me non importa. Ti amo lo stesso. Queste cose, l'autismo, il tuo ID, la tua dislessia e ogni fottuta piccola cosa che hai... fa tutto parte di ciò che ti rende chi sei. E io amo chi sei.



Se vi aspettate di leggere questo libro tranquillamente seduti in poltrona senza alcuna preoccupazione, vi sbagliate di grosso. Ci saranno dei momenti in cui vi sentirete male per colpa di antagonisti dagli atteggiamenti omofobi e abilisti, soffrirete per una certa sequenza molto violenta che mi ha costretta a prendere una pausa, e vi si spezzerà il cuore durante gli episodi di meltdown e i momenti dissociativi. Ma allo stesso tempo vi riempirà l'anima di speranza, vi farà comprendere che la sfida più grande per le persone autistiche non è l'autismo in sé, ma il comportamento delle persone che stanno loro intorno, e vi ricorderà che tutti possono e meritano di avere una grande e splendida storia d'amore come quella di Jesse e Drew. Perciò fatevi un regalo al cuore e leggete Il sorriso di Jesse. Vi farà un gran bene.



Ti prendi cura di me lasciando che ti ami e amandomi a tua volta.



VOTO: 5/5






lunedì 21 marzo 2022

The Batman

 

  

TITOLO: The Batman

TITOLO ORIGINALE: The Batman

GENERE: Azione, drammatico, noir, thriller

ANNO DI PRODUZIONE: 2022

PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti d'America

CASA DI DISTRIBUZIONE: Warner Bros.

REGIA: Matte Reeves

CAST: Robert Pattinson, Zoe Kravitz, Colin Farrell, Jeffrey Wright, Paul Dano, Andy Serkis, John Turturro.

DURATA: 176 minuti    

  

TRAMA

Tratto dal popolare fumetto ideato da Bob Keane e Bill Finger, l'oscuro supereroe Batman combatte il crimine usando un costume da pipistrello, mentre è alla costante ricerca dei segreti del suo passato.

RECENSIONE

Chi sei tu? - Sono vendetta. 

Due anni trascorsi a pattugliare le strade di Gotham City, nei panni di Batman, incutendo paura ai criminali che dominano la metropoli,  hanno portato il miliardario Bruce Wayne a conoscere le più profonde tenebre della città. Potendo contare sulla fiducia di pochi alleati, tra cui il suo storico maggiordomo Alfred e il tenente James Gordon,  il solitario vigilante mascherato  diverrà l'unico a rappresentare il desiderio di riscatto della cittadinanza. Quando uno spietato assassino, denominato l'Enigmista, prende di mira l'élite della città, con una serie di malvagi stratagemmi, lascia dietro di sé una scia di indizi che indurranno il supereroe  a indagare negli oscuri bassifondi della metropoli, dovendosi confrontare con personaggi come Selina Kyle/Catwoman, Oswald Cobblepot/ Il Pinguino, Edward Nashton/L'Enigmista e il malavitoso Carmine Falcone. Ormai vicino a una soluzione, e con lo scopo dei piani del malfattore divenutogli chiaro, Batman deve stringere delle alleanze, smascherare il colpevole e contrastare l'abuso di potere e la corruzione che affliggono Gotham da diverso tempo.

Viene naturale accostare The Batman di Matt Reeves alla trilogia del Cavaliere Oscuro diretta dal regista britannico Christopher Nolan. Il paragone ovviamente non regge e la trilogia di Nolan rimane superiore. Il film diretto da Matt Reeves è però il miglior blockbuster prodotto da Hollywood  dopo la realizzazione della trilogia di Nolan.

Il Batman interpretato da Robert Pattinson non è il classico Don Giovanni miliardario, come viene spesso rappresentato.  E' un Batman più cupo, tormentato e dipendente dal suo passato. Per riscrivere il personaggio, Matt Reeves, ha dichiarato di essersi ispirato alla rockstar dei Nirvana Kurt Cobain. Ormai da un po' di tempo a questo parte Robert Pattinson sta tentando di togliersi le spoglie del romantico vampiro Edward Cullen, che ha interpretato nella saga di Twilight. Ed è riuscito a lavorare con registi del calibro di David Cronenberg e con lo stesso Christopher Nolan in Tenet. La sua interpretazione   è molto intensa ed è uno dei lati che convincono della pellicola.

 

Avanti vendetta, mettiamoci nei guai.

In The Batman l'eroe mascherato si confronta con numerosi cattivi che esistono nel fumetto. Questo proliferare di storici avversari di Batman fa distrarre un po' il pubblico e lo confonde. Il cattivo che più convince è  l'assassino psicopatico denominato l'Enigmista, interpretato dal bravissimo Paul Dano. L'Enigmista ricorda molti tipi di assassini che ci sono stati nella realtà ed è dichiaratamente ispirato a Zodiac, un assassino seriale che ha commesso vari omicidi in California negli anni 60.

Molto convincente è anche l'oscura fotografia di Greig Fraser, che rispecchia in pieno lo spirito di Batman e che si intona molto bene con la colonna sonora, ad esempio  nella parti in cui è presente Something in the Way dei Nirvana. In conclusione, anche se The Batman non è il miglior film sul vigilante mascherato, si può dire che Matt Reeves è riuscito a fare un buon lavoro, dando la propria versione originale dell' Uomo pipistrello e realizzando un onesto prodotto di intrattenimento.

Sei venuto. Ho cercato di raggiungerti.

Voto: 3,5/5



 

 

Ricchi da morire- Delitti in famiglia

  TITOLO : Ricchi da morire TITOLO ORIGINALE : How to Make a Killing ANNO DI PRODUZIONE : 2026  GENERE : Commedia, thriller, drammatico PAES...