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mercoledì 17 agosto 2022

Nope

  

TITOLO: Nope

TITOLO ORIGINALE: Nope

GENERE: Fantascienza, thriller

PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti d'America

ANNO DI PRODUZIONE: 2022

CASA DI DISTRIBUZIONE: Universal Pictures

REGIA: Jordan Peele

CAST: Daniel Kaluuya, Steven Yeun, Keke Palmer, Micheal Wincott, Brandon Perea, Barbie Ferreira, Terry Notary

DURATA: 130 minuti

 

TRAMA

 

Nope, il nuovo film diretto da Jordan Peele, racconta la storia di Oj ed Em, un fratello e una sorella che vivono in un ranch della California, che gestiscono insieme al padre, Otis Haywood Sr.  Quando il genitore muore a causa di una moneta caduta inspiegabilmente dal cielo, Oj ed Em ereditano la proprietà. Mentre il primo tenta di portare avanti l'attività per preservare l'eredità paterna, la seconda spera di trovare fama e celebrità a Hollywood. Ben presto, a causa di una serie di imprevisti,  i fratelli Haywood si ritrovano pieni di problemi finanziari e, come se non bastasse, i cavalli sembrano svanire nel nulla, mentre quelli ancora presenti hanno delle reazioni violente. Oj si vede costretto a vendere alcuni dei suoi cavalli a Jupe Park, un parco tematico aperto di recente. Convinta che ci sia una presenza extraterrestre nella valle, Em persuade Oj a installare delle telecamere nel ranch nella speranza di comprendere che cosa stia accadendo e di registrare un video che possa farli arricchire. Scoprono poi  che c'è una nuvola in cielo che non si sposta mai e si chiedono che cosa nasconda.

 

RECENSIONE

Siamo sul super famoso Hollywood Boulevard.

Dopo il successo dei film dell'orrore a tematica sociale come Scappa-Get Out e Noi, Jordan Peele realizza un horror-western che sconfina nella fantascienza. Nope è una pellicola audace è complessa che sfrutta determinate tematiche di genere per in realtà parlare del mondo del cinema.

A distanza di tre anni dall'uscita di Noi,  Peele realizza un film horror più maturo e più completo rispetto al suo secondo film, nel quale c'era un grosso potenziale ma con più limiti rispetto a Nope. A livello registico, l'autore afroamericano, ha deciso di dare più rilevanza alle immagini realizzate dal grandissimo direttore della fotografia olandese  e abituale collaboratore di cineasti del calibro di Christopher Nolan, Hoyte van Hoytema. La fotografia è la parte più essenziale del film e ci aiuta ad entrare all'interno dell'ambientazione della pellicola.

Em-Secondo te chiunqua abbia ucciso papà è lassù? Che cosa hai visto?-Oj- E' grande-Em- E' quella nuvola?-Oj- E' veloce. Non sono riuscita a vederlo.

A livello attoriale la prova più convincente è quella dell'attrice Keke Palmer che nel film interpreta Em, e che nel confronto con due stelle già affermate come i suoi colleghi Daniel Kaluuya e Steven Yeun ha saputo farsi notare al meglio. Il film rappresenta in una maniera originale una spietata critica al sistema hollywoodiano e alle sue ipocrisie, fonti di ingannevoli illusioni .

Jordan Peele, con il suo terzo lungometraggio, si conferma uno dei cineasti più interessanti in circolazione, dimostrando di avere l'abilità di saper affrontare lo stesso medesimo genere cinematografico da punti di vista molto diversi.

C'è qualcosa qui e tu sei l'unica persona in grado di riprenderla.

Voto: 

4/5 


 

 

       

sabato 13 agosto 2022

Sirius the jaeger


TITOLO: Sirius the jaeger

TITOLO ORIGINALE: Shiriusu Shiriusu za Yēgā

TITOLO IN KANJI: 天狼 Sirius the jaeger

CATEGORIA: Shounen

GENERE: avventura, azione, horror

ANNO: 2018

REGIA: Masahiro Andou

PAESE: Giappone

DURATA: 12 episodi

PRODUZIONE: Infinite

DISPONIBILITA': Netflix

TRAMA

Tokyo, anno 1930. Nella capitale imperiale giunge un insolito gruppo munito di strumenti musicali: sono gli Jaegers, i cacciatori di vampiri. Tra loro c'è anche Yuliy, un licantropo il cui villaggio è stato distrutto anni prima da un assalto dei vampiri. I Jaegers sono stati chiamati per dare man forte alla polizia, che non è in grado di arginare la scia di morte lasciata dai famosi succhiasangue. Tra i vampiri e i cacciatori inizia così una feroce battaglia per il possesso di un misterioso artefatto sacro, noto come "L'arca di Sirius"...

RECENSIONE

Adesso che l'Arca di Sirius,
che la tribù deve proteggere,
è sparita, forse il nostro destino
è quello di estinguerci in un
periodo di tempo davvero breve.

Sin dai tempi remoti esistono i vampiri e, oltre a loro, esseri umani che li combattono e che ora, negli anni '30 del XX secolo, fanno parte di una congrega nominata V-Shipping e vengono chiamati Jaeger. Una squadra di questa congrega giunge in Giappone per svolgere delle indagini e fra di essi c'è Yuliy, l'ultimo sopravvissuto di una tribù chiamata Sirius, che ha votato la sua vita all'eliminazione dei vampiri, che hanno sterminato la sua gente. I casi in cui la V-Shipping indaga portano a scoprire che i casi di omicidio ad opera dei vampiri sembrano essere collegati con la storia dei Sirius e dell'artefatto che questi ultimi hanno per secoli gelosamente custodito.

Le premesse sono senza dubbio buone, ma gli sviluppi non sono molto convincenti. L'interesse dello spettatore viene catturato ma non lo soddisfa appieno. La serie tenta di darci qualcosa di originale, ma tutti gli elementi che la compongono risultano spesso forzati e non vengono approfonditi. Anche nei personaggi non c'è molto approfondimento, o se c'è viene preso in considerazione solo quello dei personaggi principali, mentre gli altri finiscono col fare solo da contorno. Le emozioni non sono nemmeno molto forti e non coinvolgono. La grafica e l'animazione sono a dei buoni livelli e c'è una maggiore accuratezza dei movimenti, in più il tradizionale si combina con la CGI, eccezionali i combattimenti, che sono entusiasmanti e coreografici. Però questo non compensa le lacune dello sviluppo della trama e dei personaggi. Gli eventi sono molto incentrati su Yuliy e lasciano poco spazio alla descrizione dei suoi compagni d'avventura e dei villain che vengono tuttavia presentati bene nel loro character design, nella loro personalità e nelle loro abilità. I personaggi meglio riusciti sono Yuliy e Mikhail. Essi sono i più studiati e i più carismatici, tra tutti i personaggi. Yuliy ha i tratti tipici del protagonista: ha un animo gentile ed è giustiziere, ma nello stesso tempo è freddo e affascinante, e ciò, insieme alla sua storia, lo rende fantastico al pari di Mikhail, il fratello cattivo.
Sembra, inoltre, che tutta la serie, nel suo insieme, abbia dato troppa importanza esclusivamente ai due personaggi principali, sopraccitati, e che tutto il resto sia semplicememte buttato giù giusto per dire che c'è, come la stessa Ryoko. L'obbiettivo della storia, che è quello di trovare l'Arca dei Sirius, perde anch'essa la propria centralità e gli eventi che dovrebbero ruotare attorno a essa, coinvolgendo i personaggi, non vengono molto sentiti anche nella grandezza a cui dovrebbero giungere verso la fine, perché la missione del protagonista si trasforma in un'impresa per salvare il mondo, ma non si avverte la pesantezza di un tale fardello di cui egli si fa carico.


Gli occhi di un vendicatore
sono ricolmi di rabbia, odio,
dolore, tristezza e disperazione.
I tuoi invece sono quelli di
un bambino viziato.

È interessante ciò che riguarda gli eventi legati ai Sirius, una gente che vive in un contesto tribalesco, però non viene spiegato come molto come tale contesto sia legato ai vampiri, che vengono presentati con le caratteristiche tipiche del folklore di un contesto diverso. Non c'è molta concatenazione fra i diversi contesti che sono coinvolti, che sono, da un lato, quello orientale, con l'ambientazione giapponese e i Sirius che ricordano molto i mongoli, dall'altro c'è quello inglese di Londra, sede della V-Shipping. Manca, inoltre, un approfondimento della realtà del mondo dei vampiri, e viene dato poco spazio alle ragioni che spingono i villain ad agire. Più avanti vanno gli episodi, più i personaggi secondari e i cattivi perdono la loro importanza per dare maggiore spazio a ciò che riguarda il protagonista, e gli altri attori non giocano un ruolo di grande rilievo. Il personaggio meno importante in assoluto è Ryoko, che rappresenta la tipica ragazza sciocca e ingenua che s'innamora del ragazzo duro e introverso, ma lei più di questo non fa. Molti aspetti in questa serie vengono dati per scontati, e questo priva l'opera della possibilità di giungere ad un livello di originalità, oltre al fatto che gli stessi elementi che ha in suo possesso sono molto stereotipizzati senza far sì che abbiano degli sviluppi che li portino ad avere degli aspetti unici nel loro genere.
Malgrado tutte queste mancanze, la serie è interessante. Se solo fosse stato possibile aumentarne la durata oltre i dodici episodi, avrebbe potuto esserci più spazio per altri importanti sviluppi, in modo che la storia avesse una descrizione a tutto tondo.

Mamma mi ha detto "Soppravvivi!"
Ora so che significa.

Voto: 3/5



giovedì 11 agosto 2022

"Procida racconta 2022. Sei autori in cerca di personaggio", di autori vari

 


TITOLO: Procida racconta 2022. Sei autori in cerca di personaggio.

AUTORI: Michele Bravi, Concita De Gregorio, Donatella Di Pietrantonio, Gavin Francis, Fabio Genovesi e Mattia Zecca

PREFAZIONE: Chiara Gamberale

POSTFAZIONE: Silvia Avallone

CASA EDITRICE: Nutrimenti

GENERE: Antologia di racconti di narrativa realistica

PAGINE: 80

DATA DI PUBBLICAZIONE: 25 luglio 2022

PREZZO CARTACEO: € 7,00



TRAMA



Sei voci, ognuna diversa dall'altra e uguale solo a sé stessa: quella di Michele Bravi, di Concita De Gregorio, Donatella Di Pietrantonio, Gavin Francis, Fabio Genovesi e Mattia Zecca. Sono loro che, in questa sesta edizione di Procida racconta, illuminata dall'onorificenza di Procida Capitale della cultura e attesa come una stella cometa, dopo due anni in cui il festival si è dovuto fermare assieme al resto del mondo, si sono persi sull'isola alla ricerca di personaggi che li potessero ispirare - e un po' forse anche di loro stessi. Perché c'è davvero differenza fra chi una storia la ispira, fra chi la racconta e chi l'ascolta o la legge? No, non c'è.



RECENSIONE



Lei sa che la vita non è mai memorizzabile in maniera lineare e le storie che la compongono hanno sempre come verbi principali 'riconoscere' e 'ricordare', e che un amore così bello non può contenere le pause del tempo ma abita sempre il solco dell'istinto.



Dopo due anni di assenza dovuti alla pandemia finalmente è tornata Procida racconta, una splendida iniziativa curata da Chiara Gamberale che lo scorso giugno ha permesso a sei autori di sbarcare sull'isola ed esplorarla alla ricerca di persone del luogo che potessero ispirare loro un breve racconto da leggere in pubblico durante la serata conclusiva. Il risultato dell'esperienza è un libro delizioso che si legge tutto d'un fiato e incarna alla perfezione l'anima e lo spirito dell'isola attraverso le voci dei suoi abitanti, i ricordi del passato, il rumore delle onde e la delicatezza dei sentimenti. Dal momento che si tratta di racconti molto brevi non posso fare spoiler, perciò mi limiterò a dedicare qualche parola a ciascuno di loro, nella speranza di stimolare la vostra curiosità.

Il racconto di Donatella Di Pietrantonio è senza dubbio il più nostalgico e malinconico, dedicato al ricordo delle persone care scomparse che continuano a vivere nei nostri ricordi e nelle nostre azioni.

Poetico è quello di Fabio Genovesi, che come una barchetta su placide acque ci parla di un oceano eterno, di legami indissolubili e di scelte d'amore che in realtà scelte non sono.

Cupo e ottimista allo stesso tempo è il racconto-intervista di Concita De Gregorio, che rievoca un episodio da brividi di paura e ci parla di pericoli e segreti.







È quello il giorno in cui, restando isole, diventano arcipelago.



Riflessivo e pieno di speranza è il racconto di Gavin Francis, il primo autore internazionale a partecipare all'iniziativa, che ci ricorda che, anche se ogni uomo è un'isola, in profondità siamo tutti collegati.

Tenero e delicato è quello di Mattia Zecca, arrivato all'ultimo momento quando il suo collega Paolo Nori è rimasto bloccato a casa, che ci parla di anime speciali e di incontri che fanno bene al cuore.

Infine, esilarante, dolce e a tratti misterioso è il racconto di Michele Bravi, il mio preferito, che con l'ironia, l'empatia e il grande talento con le parole che lo contraddistinguono ci parla delle avventure e degli amori di due persone molto particolari che ti fanno sorridere (e anche scappare una lacrimuccia, non appena ti accorgi della presenza di un filo invisibile.)

Insomma, salpate anche voi alla volta di Procida con questi racconti straordinari, così come lo sono i loro autori e i personaggi che li hanno ispirati.



È inutile dire che in un'isola le storie gridano più forte che sulla terraferma perché il volume della trama deve superare il mare mosso e opporsi al maestrale, sostare nelle lampare e poi esporre il proprio racconto al mercato di Napoli e ancora più in là. E Procida è un formicaio di storie in una labirintica geometria di vite umane.



VOTO: 5/5











lunedì 8 agosto 2022

"La città dei vivi" di Nicola Lagioia

 

TITOLO : La città dei vivi

AUTORE: Nicola Lagioia

CASA EDITRICE: Einaudi

GENERE:Narrativa

DATA DI PUBBLICAZIONE: 20 ottobre 2020

  NUMERO DI PAGINE: 472

PREZZO EBOOK:€ 14,50  

PREZZO CARTACEO: €20,90 €


 

TRAMA

Nel marzo 2016, in un anonimo appartamento della periferia romana, due ragazzi di buona famiglia  di nome Manuel Foffo e Marco Prato, seviziano per ore una ragazzo più giovane, Luca Varani, fino a portarlo ad una lenta e terribile morte. E' un gesto inspiegabile, inimmaginabile anche per gli assassini fino a pochi giorni prima. La notizia attrae subito l'attenzione, sconvolgendo profondamente l'opinione pubblica. E' la natura del delitto a sollevare le domande più inquietanti. E' un caso di violenza gratuita? Gli assassini sono dei depravati? Dei cocainomani? Dei disperati? Erano davvero consapevoli di ciò che stavano facendo?  Qualcuno incomincia a descrivere questo omicidio come un caso di possessione. Quel che è certo che questo caso, oltre a segnare, i colpevoli coinvolge tutto il mondo che li circonda.

 

RECENSIONE  

Il fatto è che a Roma ognuno fa come cazzo gli pare, pensai. I tifosi del Feeynoord entravano ubriachi nella fontana di Trevi prendendo a bottigliate la Barcaccia del Bernini. A Villa Borghese i vandali decapitavano le statue dei poeti. Grandi sacchi di immondizia volavano da un palazzo all'altro, tutti pisciavano ovunque, un'indulgenza plenaria era nell'aria, e io stesso, che in un'altra città mi sarei fatto scoppiare la vescica, mi ero trovato ad inumidire più di una volta le Mura Serviane.

La città dei vivi è un libro che si legge tutto di un fiato, per l'accuratezza con la quale racconta il terribile omicidio Varani. La scrittura di Nicola Lagioia è molto passionale e in certe parti molto personale. Ciò che è riuscito a fare l'autore scrivendo questo romanzo è di entrare direttamente nelle vite e nelle psicologie dei personaggi che sono stati protagonisti di questa terribile vicenda.

Lagioia si concentra soprattutto nel fare un'attenta analisi della morbosa attenzione che c'è stata sui media e sui social nei confronti del delitto Varani nel tentativo di raccontare, in modo accurato, non solo l'eco mediatico che ha avuto questo caso ma anche la società nel quale viviamo.

 

La città dei vivi": l'omicidio del secolo - Quaerere 

Ledo Prato non menzionava mai direttamente suo figlio. L'unica volta in cui compariva il nome di Marco era per bocca di un amico di famiglia, il quale nominava il ragazzo al solo scopo di esaltare le doti di suo padre. All'improvviso Marco Prato mi sembra la persona più sola al mondo. E, a testimonianza di quanto quella vicenda fosse un ginepraio indistricabilmente pieno di contraddizioni, il posto di Ledo Prato che tanto mi stava indispettendo produsse in me un sentimento di tipo opposto. Mi sorpresi a trovare compassione per un ragazzo accusato di un omicidio orribile.

Lagioia ha fatto un vero è proprio lavoro investigativo intervistando tutti i i personaggi che hanno preso parte a questa vicenda compresi gli amici di Luca Varani, Manuel Foffo e Marco Prato. Lagioia, svolge un lavoro molto accurato, tentando di comprendere le motivazioni che hanno portato Foffo e Prato a commettere questo atroce e violentissimo delitto esplorando e spiegando al lettore le personalità di questi due giovani. Lagioia utilizza il delitto Varani per raccontare anche il lento declino di una città come Roma che risulta essere sempre di più una città fuori controllo.

L'autore racconta a proprio modo uno dei fatti di cronaca nera che ha maggiormente colpito l'opinione pubblica italiana negli ultimi anni fornendo una narrazione che elimina qualsiasi tipo di distacco e che si interroga su molti degli elementi di questa terribile vicenda. Questo è il genere di romanzo che piace soprattutto agli appassionati di cronaca nera. Ma Lagioia tenta di andare oltre la mera cronaca, cercando di dare una rappresentazione del mondo che circondava i tre protagonisti di questa tragedia e di fare un'analisi critica del nostro sistema mediatico.

Male. Avevano ogni giorno a che fare con il male. Il colonnello disse che il male non era un concetto astratto, ma non bisognava immaginarlo neanche come un'identità definita una volta per tutte. Il male era mobile, multiforme, e soprattutto contagioso. Più tempo gli stavi vicino, più rischiavi di incominciare ad agire secondo i suoi piani.

Voto: 4/5


 


 

 


venerdì 5 agosto 2022

Dirty Waters

 

TITOLO: Dirty Waters

CATEGORIA: Seinen

GENERE: mistero, thriller

DATA DI PUBBLICAZIONE: 9 agosto 2018

STORIA E DISEGNI: Lumi Niemi

PAESE: Italia

CASA EDITRICE: Manga Senpai

VOLUMI: 4 (completo)

PREZZO: 7,90 €

TRAMA

Un mistero di sangue, una casa maledetta, un assassino spietato.
In un paesino nel sud degli Stati Uniti, un mostro omicida semina paura e morte. E il giovane Vlad vive ora proprio nel luogo in cui quegli efferati delitti sono stati perpetrati.
Cosa è successo realmente? E chi è lo strano ragazzo che segue Vlad, osservandolo con il ghigno di un teschio.
Il Signor Sorriso prenderà anche te?

RECENSIONE

Signor Sorriso si muove nella notte.
Le stelle sono sorte,
le speranze sono tutte morte.
Signor Sorriso si avvicina...
E con lui la tua rovina.

Come spesso accade nei thriller e negli horror, la storia si apre con il protagonista che si trasferisce in un paesino dove gli abitanti sanno tutto di tutti e i nuovi arrivati sono oggetto di pettegolezzi. Tali pettegolezzi interessano proprio la famiglia di Vlad, che si ritrova coinvolto in un mistero fatto di omicidi dietro i quali c'è un assassino inquietante che colpisce chiunque abiti nella casa che ospita i parenti di Vlad. In questi eventi funesti non mancano anche i drammi personali dello stesso protagonista.

Fin dalle prime pagine il manga si dimostra cupo e di avere una visione profonda, che esplora gli abissi dell'animo umano, tirandone fuori le paure, che si manifestano anche in Vlad, un ragazzo che soffre di disturbi psichiatrici, dovuti ad un'esperienza traumatica vissuta. Negli eventi che si sviluppano tra le pagine del manga, Vlad deve far fronte non solo agli strani casi in cui è coinvolta la casa dove alloggia la sua famiglia, ma anche alle sue stesse paure. Sebbene sia lui il protagonista, tuttavia è molto forte anche la presenza di Lucian, il ragazzo soprannominato lo Spettro, che va in giro truccato da scheletro, anch'egli tormentato dai propri problemi. Lucian è il personaggio che favorisce l'evoluzione di Vlad, ed è la chiave che porta entrambi verso la risoluzione dei misteri che li perseguitano. I due personaggi portano dentro una profonda sofferenza, ma che tuttavia affrontano a testa alta e con una grande forza d'animo, senza permettere alle proprie fragilità di impedirgli di combattere.

 
Signor Sorriso si è nascosto...
Ora arriva il mostro!
Scappa dentro al bosco!
Signor Sorriso non ride più...
Nella terra tu vai giù!

Il mistero, la paura e la psicologia si bilanciano in un perfetto equilibrio, regalando quattro volumi di suspence piena di intrighi che rendono gi eventi sempre più avvincenti. La grafica e lo stile dell'autrice hanno molta tecnica e ben esprimono le emozioni che l'atmosfera della trama vuole suscitare. Una storia che inquieta eche al tempo stesso incuriosisce, degna del genere a cui appartiene. Particolare anche il modo di disegnare gli occhi, che è decisamente realistico, e fantastico anche le ombreggiature e l'utilizzo dei retini. La lettura è in grado di catturare il lettore, lo incuriosisce e incita a proseguire nelle indagini e nella risoluzione dei misteri, le vicende diventano sempre più intrigate mano a mano che i personaggi si avvicinano al cuore di tutti i fatti. Gli elementi psicologici non mancano di farsi sentire, nel cercare, da parte di Vlad e Lucian, di capire per quale motivo le loro famiglie si sono ritrovate coinvolte in situazioni terrificanti, e ci viene mostrata la complessità della psicologia anche dell'assassino. Una tale lettura non può essere seguita senza tenere conto degli stessi elementi psicologici, che si rappresentano in una storia che affronta la complessità della psiche umana. Dirty Waters è un manga fantastico, dove tecnica grafica e trama vanno di pari passo, dando quattro volumi pieni di avventura e colpi di scena.

...Senti la paura e la puzza di morte?
La stessa puzza dei miei incubi...
...lo stesso odore dei miei incubi...
Lui viene di notte...
Con quel sorriso strano... storto... 

Voto: 5/5



 

giovedì 4 agosto 2022

"L'ultima notte della nostra vita", di Adam Silvera

 


TITOLO: L'ultima notte della nostra vita

TITOLO ORIGINALE: They Both Die at the End

SAGA: Death-Cast #1

AUTORE: Adam Silvera

CASA EDITRICE: Il Castoro HotSpot

GENERE: Narrativa LGBTQIA+ young adult contemporanea con elementi fantascientifici

PAGINE: 354

DATA DI PUBBLICAZIONE: 2 maggio 2021

PREZZO EBOOK: € 11,99

PREZZO CARTACEO: € 16,00



TRAMA



Il 5 settembre, poco dopo mezzanotte, il servizio Death-Cast contatta Mateo e Rufus per dar loro una cattiva notizia: moriranno nel corso della giornata. I due ragazzi non si conoscono ma, per diverse ragioni, entrambi cercano un amico per trascorrere il loro Ultimo Giorno. Esiste un'app per questo: si chiama Last Friend ed è così che Mateo e Rufus si incontrano. Entrambi sanno che il tempo a loro disposizione sta per finire, ma non hanno nulla da perdere. Resta solo da vivere tutta una vita in un giorno.



RECENSIONE



Non importa come scegliamo di vivere, alla fine moriamo entrambi.



Ho avuto modo di conoscere Adam Silvera con la dilogia What if it's us, scritta a quattro mani insieme a Becky Albertalli, rimanendone profondamente colpita. Fino ad ora tuttavia non avevo avuto il coraggio di approcciarmi agli altri suoi romanzi perché sapevo già per fama quanto fossero tristi. Alla fine. l'annuncio del film omonimo e del prequel hanno avuto la meglio su di me e ho deciso di cimentarmi nella lettura di questa saga. Ci troviamo a New York, dove da diversi anni è stata creata Death-Cast, un'organizzazione che telefona alle persone per informarle che moriranno nel giro di ventiquattro ore. Il 5 settembre 2017, poco dopo la mezzanotte, il diciottenne portoricano Mateo Torrez riceve il suo avviso, e quasi un'ora più tardi lo riceve anche il diciassettenne cubano Rufus Emeterio. Il primo ha lasciato passare la sua vita senza di lui e vuole scoprire un se stesso diverso prima che sia troppo tardi, mentre il secondo, tormentato dai demoni interiori, è costretto contro la sua volontà a separarsi dai suoi amici senza neppure aver detto loro addio, e non vuole restare solo. Così, si iscrivono entrambi alla app Last Friend, che permette loro di entrare in contatto e di fissare un incontro, in modo da trascorrere insieme il poco tempo che resta. Ancora non sanno che, nel giro di poche ore, nascerà un legame profondo destinato a cambiare il mondo che hanno sempre conosciuto.

Mi sono avvicinata di mia volontà, senza costrizione alcuna, a una storia che sapevo mi avrebbe spaccato il cuore in mille pezzettini, ridotta a uno straccio emotivo e fatto piangere pure l'acqua del battesimo? Sì. Me ne pento? Neanche per sogno, perché L'ultima notte della nostra vita è un romanzo meraviglioso che merita di essere letto almeno una volta nella vita, nonché uno dei più belli che ho letto quest'anno. L'autore, per il quale la mia stima è cresciuta a dismisura, ha intrecciato una storia commovente, straziante, tenera e a tratti inquietante che arriva dritta al cuore per non lasciarlo andare più, una storia dalla quale non sono ancora riuscita a riprendermi e per la quale fatico a trovare le parole degne di descriverla al meglio, perché va vissuta. L'idea di Death-Cast, il motore di una narrazione dal ritmo particolare, scandito dall'ora presente all'inizio di ogni capitolo, è stata curata e sviluppata alla perfezione, spingendo i lettori a chiedersi cosa farebbero se sapessero, attraverso una telefonata, che la giornata appena iniziata sarà l'ultima che vivranno e che non potranno sfuggire a questo destino nemmeno volendo. È lo strumento attraverso cui l'autore ti costringe a fare i conti con la tua mortalità, servendosi anche di protagonisti autentici e umani in cui è facile immedesimarsi e che hanno una fortissima presa emotiva, dettata anche dalla consapevolezza di ciò che li attende: due adolescenti, ai quali è impossibile non voler bene (se così non fosse, avete una totuma al posto del cuore). Mateo è la quintessenza della generosità, un angelo custode intrappolato in un corpo di portoricano diciottenne nerd le cui insicurezze gli hanno sempre impedito di vivere pienamente la sua vita, e Rufus ha un animo gentile tormentato da demoni interiori e da un passato doloroso che ha instillato il lui il germe della colpa. Sono ragazzi che avrei voluto stringere in un caldo abbraccio e proteggere da ogni bruttura, due sconosciuti tristi che dapprima si avvicinano con diffidenza, ma poco a poco instaurano un legame profondo e bellissimo che li cambia in meglio e li aiuta a curarsi a vicenda le ferite che li dilaniano e in qualche modo li salva, nell'arco di una giornata che sembra durare una vita intera. Il fatto che i loro capitoli siano narrati in prima persona rende l'immedesimazione ancora più semplice, ma non mancano capitoli in terza persona dedicata ad altri personaggi molto interessanti che ruotano intorno a loro, anche quando non sembra.







La vita non è fatta per essere vissuta da soli. E neanche i Giorni Finali.



So cosa state pensando: come ho fatto a cimentarti in una lettura del genere pur sapendo che mi avrebbe coinvolta tanto e fatto soffrire? Ebbene, sappiate che il dolore che si prova leggendo questo romanzo in realtà ha un lato positivo, perché nonostante ci ricordi che prima o poi tutti noi moriremo, ci mostra che condividere con qualcuno il tempo che ci resta può fare la differenza. È un libro che parla di morte,  naturale, ma è soprattutto un toccante inno all'amicizia, all'amore e alla vita. Ci supplica di non lasciarci dominare dalle paure e dai rimpianti, di vivere ogni giorno fino in fondo come se fosse sempre il primo, e ci ricorda che nessuno merita di rimanere solo nel proprio giorno finale, perché chiunque merita di avere qualcuno accanto, qualcuno da salvare e da cui lasciarsi salvare. E nonostante tutta la tristezza, di tanto in tanto arriva qualche momento leggero ed esilarante (che ti fa ridere un sacco, finché non ti ricordi che, insomma, Mateo e Rufus stanno morendo), e c'è una colonna sonora pazzesca che spero tanto venga mantenuta nel film, di cui fa parte anche una delle mie canzoni preferite (e se qualche fan Marvel prova a protestare, sappia che questo libro è uscito ben prima che una certa fanciulla fuggisse in macchina con la sua famiglia inseguita dallo S.H.I.E.L.D e dalla polizia con la stessa canzone in sottofondo.)

Insomma, fatevi un regalo al cuore e leggete anche voi L'ultima notte della nostra vita. Soffrirete tanto, ma ne varrà la pena e sarete arricchiti di umanità. E se le lacrime non saranno sufficienti, sappiate che il 5 ottobre uscirà il sequel/prequel La prima ultima notte, che ci porterà a scoprire com'era il mondo la prima volta che è arrivato Death-Cast.



Non solo mi hai tenuto in vita, mi hai fatto vivere.



VOTO: 5/5





lunedì 1 agosto 2022

The Forgiven

  

TITOLO: The Forgiven

TITOLO ORIGINALE: The Forgiven

GENERE: Drammatico

PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti D'america, Gran Bretagna 

ANNO DI PRODUZIONE: 2021

CASA DI DISTRIBUZIONE: Universal Pictures

REGIA: John Michela McDonagh

CAST: Rlaph Fiennes, Jessica Chastain, Matt Smith, Caleb Landry Jones, Said Taghmaoui, Christopher Abbott, Ismael Kanater, Mourad Zaoui, Abbey Lee, Alex Jennings, Marie-Josèe Croze

DURATA: 117 Minuti

  

TRAMA

La storia di The Forgiven si svolge in un fine settimana, sulle montagne dell'Alto Atlante del Marocco ed esplora i riverberi di un'incidente casuale sulla vita della gente del posto e su quella dei visitatori occidentali, che sono lì per una festa in una villa di lusso.

 

RECENSIONE

Le persone scompaiono qui e svaniscono nel nulla.

  The Forgiven, che è tratto da un romanzo di Lawrence Osborne, è un film che per molti punti di vista non è di immediata comprensione. Uno dei motivi  è che un film colmo di sottotrame, legate da uno spirito di denuncia nei confronti dell'atteggiamento colonialista da parte degli occidentali verso il popolo magrebino.

I protagonisti occidentali del film vengono rappresentati come membri di una borghesia ormai in decadenza, che vive solo di privilegi, di lusso, di vizi e di dipendenze e che ha un atteggiamento di presunta superiorità nei confronti degli autoctoni.  Questo tipo di atteggiamento è perfettamente rappresentato da David, il protagonista della pellicola, interpretato da un ottimo Ralph Fiennes, che appare più irritato che non oppresso dai sensi di colpa per aver provocato la morte di un ragazzo, anche  a causa anche del suo alcolismo.

  

Adesso sarai avvilita per tutto il weekend o deciderai di divertirti?

A parte David e i personaggi magrebini presenti nella pellicola, gli altri personaggi appaiono come psicologicamente amorfi e senza nulla di concreto da esprimere. Nonostante ciò il film si riscatta per la presenza di un grandissimo cast con attori del calibro di, appunto, Ralph Fiennes, Jessica Chastain e Matt Smith, che è noto al grande pubblico per aver interpretato il principe Filippo nella popolare serie Netflix The Crown.

The Forgiven è un film dal quale si possono trarre molteplici conclusioni ed è aperto a svariate letture di trama. E' questo è il maggiore punto di forza dell'opera, che grazie al fatto di essere un film drammatico con i tratti del thriller, riesce a catturare lo spettatore al di là delle non poche imperfezioni.

 Eri in un auto con un ubriaco e questo ti rende complice.

Voto: 4/5



 

   

Nessun dolore

  TITOLO : Nessun dolore TITOLO ORGINALE : Nessun dolore ANNO DI PRODUZIONE : 2026 PAESE DI PRODUZIONE : Italia CASA DI DISTRIBUZIONE :  01 ...