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mercoledì 18 marzo 2026

Ai Hoshino: la bugia che diventa vera

 

TITOLO: Oshi no Ko - My Star

TITOLO ORIGINALE: Oshi no Ko

TITOLO IN KANJI: 推しの子

STORIA: Aka Akasaka

DISEGNI: Mengo Yokoyari

REGIA: Daisuke Hiramaki

PAESE: Giappone

ANNO
Manga: 2022-2025
Anime: 2023-in corso

EDIZIONE ITALIANA: Jpop

DISTRIBUZIONE
Crunchyroll, Netflix, Amazon Prime Video (Anime Generation), 


È meglio una bella bugia o una brutta verità?

Questa è una domanda che almeno una volta nella vita ci poniamo. Spesso la verità è crudele e quello che sembra bello è solo un’ingannevole apparenza. Nonostante tutto viviamo spesso aggrappandoci alle bugie, bugie edulcorate sulle quali fondiamo la nostra vita. Non tutte le persone sono in grado di acquisire una reale consapevolezza e molti vivono delle bugie che raccontano anche a sé stessi, credendo inconsciamente che continuando a fingere riusciranno a incarnare il ruolo e le verità che s’impongono.


Può, una bugia, diventare vera?


A questa domanda risponde il personaggio di Ai Hoshino, colei attorno a cui ruota la serie manga e anime Oshi no Ko. Ai è una famosa Idol, dotata di un eccezionale talento. Cosa rende questa ragazza così talentuosa? La sua capacità di mentire, di ingannare i fan. È da sempre che ci viene insegnato dai genitori che il mondo dello spettacolo è un mondo di bugie. Proprio questo rende Ai adatta ad essere un’Idol. La bugia per lei non è solo un mezzo per la sua carriera, ma è anche un punto di forza. Lei crede che la bugia, se ripetuta, può diventare vera. È in questo modo che lei spera di conoscere l’amore. La ragazza ha avuto un’infanzia difficile, dalla quale ha imparato che se si mostrasse per quella che è davvero, nessuno la amerà. Per questo motivo lei pensa che solo attraverso la bugia potrà trovare l’amore.


La nostra Super Star compie un atto dal quale un'Idol dovrebbe astenersi: diventa una ragazza madre. Un simile gesto, normalmente, le dovrebbe imporre di rinunciare alla sua carriera. Ma lei nasconde al mondo la realtà dei fatti per continuare ad essere un'Idol. Perché fa questo? Perché Ai sente di non valere niente senza il proprio talento, perché il suo passato difficile l'ha indotta a credere di essere una persona orribile, costringendola a nascondersi dietro una maschera per trovare il suo posto nel mondo. Eppure anche lei è un essere umano, e ha dei propri bisogni, che vengono canalizzati sempre attraverso la bugia. Ma paga un enorme prezzo. Un giorno un suo ammiratore fanatico fa irruzione in casa sua e la uccide. Costui sapeva della gravidanza segreta della sua ammirata Idol, per la quale è rimasto profondamente deluso.

Guardando il personaggio di Ai da un punto di vista psicologico, lei è vittima delle aspettative sociali. Ha dei propri desideri, però la sua carriera di Idol le impone di nasconderli. La sua vita è segnata dalla bugia. Lei è sempre andata avanti mentendo, eppure non ne va fiera. Alla fine la bugia si rivela anche per lei un'arma a doppio taglio.


Quindi una bugia può diventare vera?

In questi casi dipende sempre da quale punto osserviamo le cose. A volte raccontiamo bugie per sopravvivere, per adeguarci al mondo che ci circonda, oppure per dare un senso alla vita. Però è davvero la cosa giusta creare questo inganno che rivolgiamo anche a noi stessi? Cosa fare, allora, se la realtà ci dovesse porre davanti alla verità?

Tutto dipende dalle nostre scelte e dalla nostra capacità di affrontarne le conseguenze.

Possiamo scegliere di continuare a mentire finché la bugia non diventa vera, come fa Ai. Ma possiamo anche scegliere di accettare la verità ed essere onesti con noi stessi e con gli altri. Entrambe le strade sono ardue da percorrere.

(In collaborazione con l’Associazione E.L.I.S.A. Nuove Abilità)



lunedì 16 marzo 2026

Nouvelle Vague

 

TITOLO: Nouvelle Vague

TITOLO ORIGINALE:Nouvelle Vague

ANNO DI PRODUZIONE: 2025

PAESE DI PRODUZIONE: Francia

CASA DI DISTRIBUZIONE: Lucky Red

GENERE: commedia

REGIA: Richard Linklater

CAST: Guillaume Marbeck, Zoey Deutch, Aubry Dullin, Adrien Rouyard, Antoine Besson, Jodie Ruth-Forest, Jodie Ruth-Forest, Bruno Dreyfürst, , Benjamin Clery, Matthieu Penchinat, Pauline Belle, Frank Cicurel, Blaise Pettebone, Paolo Luka Noé, Jonas Marmy, Côme Thieulin, Léa Luce Busato, Tom Novembre, Laurent Mothe, Aurélien Lorgnier, Lou Chrétien-Février, Jean-Jacques Le Vessier, Jeanne Arènes, Cosima Bevernaege, Pierre-François Garel, Grégory Dupont, Iliana Zabeth, Pauline Scoupe-Fournier, Baptiste Roussillon, Niko Ravel.


DURATA: 105 minuti 


TRAMA

Parigi, 1959. Rimasto indietro rispetto ai suoi colleghi dei Cahiers du Cinema, Truffaut, Chabrol, Rivette e Rohmer, ognuno dei quali ha almeno già un film alle spalle, il ventinovenne critico Jean-Luc Godard si butta a capofitto nella regia del suo debutto con Fino all'ultimo respiro.

RECENSIONE

Io sono pronto a girare. Subito.

Richard Linklater realizza il suo personale omaggio al movimento cinematografico  francese della Nouvelle Vague, sviluppatosi tra la fine degli anni 50 e l'inizio degli anni 60 raccontando i venti giorni frenetici durante i quali Godard realizzò Fino all'ultimo respiro, il film considerato maggiormente simbolico e rappresentativo di tutto il movimento.

Linklater fornisce uno sguardo americano dove traspare una forte ammirazione per la Nouvelle Vague e per il cinema europeo in generale. Il regista usa le riprese di Fino all'ultimo respiro come metafora rappresentativa di tutta la Nouvelle Vague, concentrandosi principalmente sulla figura di Godard ma inserendo nel contorno narrativo altre figure di spicco del movimento come François Truffaut, Claude Chabrol, Éric Rohmer e Robert Bresson.



Oggi tutti adorano la Nouvelle Vague.

Linklater da ampio spazio nel mostrare il complesso rapporto tra Godard e l'attrice americana Jean Seberg, la protagonista femminile di Fino all'ultimo respiro, che essendo abituata ai metodi standard di Hollywood faticava a capire la voglia di improvvisazione del cineasta francese. Inoltre è presente anche un giovanissimo Jean-Paul Belmondo, che a seguito del successo del film diventerà una vera leggenda cinematografica e che a differenza della Seberg riuscirà a staccarsi dal suo personaggio.

Nouvelle Vague è un'autentica lettera d'amore non solo al movimento francese ma a tutto il cinema in generale poichè non solo racconta la realizzazione di uno dei più importanti capolavori della storia del cinema, ma proprio l'arte del fare cinema.

Quello che serve per fare un film è una ragazza e una pistola.


Voto: 4,5/5





giovedì 12 marzo 2026

Jumpers - Un salto tra gli animali

 

TITOLO: Jumpers - Un salto tra gli animali

TITOLO ORIGINALEHoppers

ANNO DI PRODUZIONE: 2026

PAESE DI PRODUZIONE: Usa

CASA DI DISTRIBUZIONE: The Walt Disney Company Italia

GENEREanimazione, commedia, avventura, fantascienza

REGIA: Daniel Chong

CAST: Piper Curda,Lila Liu, Jon Hamm, Bobby Moynihan, Kathy Najimy, Aparna Narcherla, Vanessa Bayer, Isiah Whitlock Jr.,Nichole Sakura, Tom Law,Karen Huie, Eduardo Franco, Meryl Streep, Dave Franco, Eman Abdul-Razzak, Demetri Martin,Melissa Villaseñor, Ego Nwodim, Alan Carr, Amanda Holden.

DURATA: 105 minuti 


TRAMA

La studentessa Mabel Tanaka usa una tecnologia rivoluzionaria per trasferire la propria mente in quella di castori robotici. Mabel esplora il mondo naturale e usa questa esperienza per sventare i piani del corrotto sindaco Jerry Generazzo, che vuole distruggere l'habitat naturale per costruirci un'autostrada.


RECENSIONE

Io vi capisco.

Il trentesimo film della Pixar, che per una coincidenza esce nello stesso anno in cui cade il quarantesimo anniversario della Pixar stessa,  trasmette un potente messaggio ambientalista sul quale vuole fare riflettere il pubblico.

Dopo un periodo durante il quale la Pixar si è concentrata soprattutto sul produrre seguiti di vecchi capolavori, la casa ideata da John Lasseter torna in campo con un prodotto completamente nuovo, che è Jumpers - Un salto tra gli animali, che costituisce l'esordio alla regia di Daniel Chong, dopo aver sviluppato una carriera da animatore. Il film di Chong riesce a raccontare con leggerezza  temi che sono fondamentali per i nostri tempi, anche se segue una tipologia di trama che non è di certo nuova per la Pixar.



Si, è affollato ma siamo vivi.

Jumpers - Un salto tra gli animali
  è una pellicola che dopo una serie di flop al botteghino, come Elemental e Onward, è chiamata a risollevare la Pixar, andando oltre i vari seguiti di capolavori come Inside Out, che erano un successo scontato. La sinossi di Jumpers è piuttosto semplice e c'è una chiara distinzione tra bene e male, ma proprio nella sua semplicità sta la forza della trama, che in questo modo riesce a trasmettere il messaggio che c'è nella storia.

Jumpers - Un salto tra gli animali  non si può di certo annoverare tra i migliori film della Pixar in assoluto, ma è comunque uno dei migliori lungometraggi che la casa di proprietà della Disney abbia sviluppato negli ultimi anni, con una trama che offre tanti spunti di riflessione riuscendo anche a divertire.

Amici animali, questa è l'ultima volta che gli umani ci rubano la terra. 


Voto: 3,5/5




lunedì 9 marzo 2026

La sposa!

 

    TITOLO: La sposa!

TITOLO ORIGINALEThe Bride!

ANNO DI PRODUZIONE: 2026

CASA DI DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Italia

PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti d'America

GENERE: fantascienza, orrore

REGIA: Maggie Gyllenhaal

CAST: Jessie Buckley, Christian Bale, Peter Sarsgaard, Annette Bening, Jake Gyllenhaal, Penélope Cruz ,Julianne Hough, John Magaro, Jeannie Berlin, Linda Emond, Zlatko Burić, Karin Dreijer.

DURATA: 127 minuti


TRAMA

Un solitario Frankenstein si reca nella Chicago degli anni 30 per chiedere a una pionieristica scienziata, la dottoressa Euphronious, di creare per lui una compagna. I due riportano in vita una giovane assassinata, e coì nasce La sposa. Ma ciò che segue va ben oltre ogni aspettativa: omicidi, possessioni, un movimento radicale e selvaggio e due amanti fuorilegge uniti in una storia d'amore esplosiva e incontrollabile.

RECENSIONE

La sposa : Che te ne fai di una ragazza morta? - Frankenstein : Io sono come te. Sono nato nella morte. Sono un mostro - La sposa : Si, come me.

Ancora una volta Frankenstein  si dimostra un personaggio molto di moda. Dopo il film di Guillermo Del Toro uscito su Netflix a novembre esce ora La sposa! di Maggie Gyllenhaal,
che è incentrato sulla moglie di Frankenstein, sulla quale era già uscito negli anni 30 un film intitolato La moglie di Frankenstein, al quale la pellicola attuale è liberamente ispirata.

Dopo la deludente prova di esordio alla regia nella  trasposizione di La figlia oscura,  tratto da Elena Ferrante, Maggie Gyllenhaal decide di portare sullo schermo un classico ispirato da un'altra grande scrittrice occidentale,  Mary Shelley, trasformando Frankenstein e la sua sposa in due ribelli alla Bonnie e Clyde versione punk.



Questo mondo è un buco nero. 

La vera forza di questo film sta nella coppia di attori protagonisti, composta da Christian Bale e Jessie Buckley, la quale è data per favorita alla vittoria per l'Oscar come migliore attrice protagonista in Hamnet. Sia Bale che la Buckley sono un Frankenstein e una Sposa molto convincenti e le loro interpretazioni sono aiutate dal trucco punk che la Gyllenhaal ha deciso di usare per costruire i loro personaggi.

Gyllenhaal usa la storia di Frankenstein e di sua moglie per rappresentare una critica sociale che risulta efficace proprio grazie all'originalità di pennellare a tinte punk il racconto  e lasciando mano libera ai suoi due attori protagonisti che incarnano efficacemente la psicologia dei loro personaggi. La sposa non è direttamente un rifacimento del film La moglie di Frankenstein di James Whale poiché ne modifica la storia e la usa per criticare i tempi che stiamo  attualmente vivendo.

Non muovetevi!


Voto: 3,5/5







mercoledì 4 marzo 2026

La Gioia



TITOLO: La Gioia

TITOLO ORIGINALE: La Gioia

ANNO DI PRODUZIONE2025

CASA DI DISTRIBUZIONEVision Distribution

GENERE: Drammatico

REGIA: Nicolangelo Gelormini

CAST: Valeria Golino, Saul Nanni, Jasmine Trinca, Francesco Collela Betty Pedrazzi.

DURATA: 114 minuti


TRAMA

Gioia è una professoressa di liceo che non ha mai conosciuto l'amore, se non quello opprimente dei suoi genitori, con cui ancora vive. Tra gli studenti della sua scuola c'è Alessio, un giovane  che usa il suo corpo per racimolare dei soldi e aiutare sua mamma, che fa la cassiera in un supermercato. Tra Alessio e Gioia nasce un legame proibito, fragile, inspiegabilmente necessario per entrambi. Ma il bisogno di un riscatto sociale e umano per Alessio è un veleno silenzioso che gli impedisce di farsi conquistare dalla naturale dolcezza di Gioia. Così distrugge tutto, cancellando  l'unica persona che lo abbia mai amato.


RECENSIONE

Ma te non sei un pò grande per vivere con i tuoi genitori?

Con La Gioia Nicolangelo Gelormini traspone per il cinema l'opera teatrale Se non sporca il mio pavimento di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori che a sua volta è liberamente ispirata alla drammatica vicenda dell'omicidio della professoressa Gloria Rosboch, avvenuto nel 2016 nella provincia torinese.

Per ricostruire il personaggio di Gloria Rosboch, che nel film è chiamata Gioia, il regista Nicolangelo Gerlomini ha deciso di affidarsi totalmente all'interpretazione di Valeria Golino, che riprende la figura della Rosboch con estrema delicatezza e sensibilità, anche attraverso una trasformazione che rende la Golino estremamente somigliante alla Rosboch. Ma la sceneggiatura della pellicola si concentra soprattutto sul raccontare la solitudine di Gioia e Alessio, che li accomuna seppure vissuta in modi diversi  e di come tale solitudine farà nascere un rapporto del quale entrambi hanno bisogno ma che è di difficile comprensione, perché Gioia è un'insegnante di Alessio e proprio a partire da questa condizione prenderà l'avvio un'evoluzione tragica.


 
 

La mia storia non è così importante.

La Gioia è stato girato principalmente a Torino e nella provincia.  Gerlomini usa la fotografia del capoluogo piemontese per rappresentare il carattere introverso della protagonista, riuscendo così ad assecondare l'interpretazione della Golino. Oltre a  Valeria Golino nel cast troviamo anche Saul Nanni, che interpreta Alessio lo studente del quale Gioia si innamora e Jasmine Trinca nella parte della mamma di Alessio.

A dieci anni dal delitto Rosboch La Gioia riporta alla ribalta un fatto di cronaca che nel 2016 sconvolse tutta l'Italia e lo fa in una maniera che non vuole essere investigativa della realtà dei fatti, ma concentrandosi sul lato umano di una vicenda terribile.

Devi stare attento però.


Voto: 3,5/5







domenica 1 marzo 2026

Le cose non dette

 

TITOLO: Le cose non dette

TITOLO ORIGINALE: Le cose non dette

PAESE DI PRODUZIONEItalia

ANNO DI PRODUZIONE: 2026

GENERE : drammatico

CASA DI DISTRIBUZIONE: 01 Distribution

REGIA: Gabriele Muccino

CAST: Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria, Carolina Crescentini, Beatrice Savignani, Margherita Pantaleo, Alessandra Carrillo, Ahmed Boulane.

DURATA: 114 minuti


TRAMA

Carlo ed Elisa cercano di salvare il proprio matrimonio con un viaggio a Tangeri in compagnia di  amici di vecchia data. Tra bellissimi paesaggi esotici e l'arrivo della misteriosa Blu, emergono segreti taciuti e tradimenti che mettono a nudo le fragilità dei loro legami.

RECENSIONE

Penso spesso a quello che è successo in quei giorni. E io ho dovuto fare tanti conti con me stessa.

Muccino in questo film ci insegna che lo nostre cose non dette è meglio che restino segrete, altrimenti corriamo il rischio che lui ci faccia un film sopra.

Le cose non dette è un film brutto e decadente non perché sia un film sceneggiato male, anzi la storia potrebbe anche avere un senso, ma perché sono brutti e insulsi i personaggi che Gabriele Muccino sceglie di raccontare e attraverso i quali vuole rappresentare una classe borghese priva di identità e inetta ma è proprio la pochezza dei caratteri rappresentati a rendere brutto il film. Nessuno tra loro riesce a trasmettere il messaggio che solo si intuisce.  La percezione che sia un film figlio dei nostri tempi vuoti ci pare confermata, non casualmente, da un brano nella colonna sonora come Tuta gold di  Mahmood. 

 

Ci sarà per sempre un prima e un dopi Tangeri.

Il cast tutto sommato se la cava bene, ad eccezione di Stefano Accorsi, che nel film interpreta Carlo, un professore universitario di filosofia e marito di Miriam Leone, il quale per tutto il film mantiene lo stesso sguardo, senza mai cambiare espressione facciale,  facendoci intendere che forse era meglio scegliere un attore più versatile, come ad esempio Pier Francesco Favino.

Le cose non dette è un film brutto perché,  raffigurando i nostri tempi banali e superficiali,
ne viene contagiato.

Sei la donna più speciale che abbia mai conosciuto, lo sai?


Voto: 2/5








mercoledì 25 febbraio 2026

Il filo del ricatto - Dead Man's Wire

 

TITOLO: Il filo del ricatto - Dead Man's Wire

TITOLO ORIGINALE: Dead Man's Wire

PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti d'America

ANNO DI PRODUZIONE: 2025

CASA DI DISTRIBUZIONE: Bim Distribuzione

GENERE: poliziesco

REGIA: Gus Van Sant

CAST: Bill Skarsgård, Dacre Montgomery, Colman Domingo, Myha'la Herrold, Cary Elwes, John Robinson, Al Pacino, Kelly Lynch.

DURATA: 105 minuti


TRAMA

La mattina dell'8 febbraio 1977 Anthony "Tony" Kiritsis entra nell'ufficio di M.L. Hall, presidente della società di mutui Meridian Mortgage Company e prende in ostaggio suo figlio Richard. Tony gli punta alla testa un fucile a canne mozze con una particolarità, collegato al grilletto c'è un dispositivo che, stretto al collo come un cappio, se sfiorato, ucciderà subito  l'ostaggio. Le richieste di Tony sono chiare: 5 milioni di dollari, immunità e soprattutto  delle scuse personali per la truffa che ritiene di avere subito.

RECENSIONE

Questo è il filo dell'uomo morto. Se qualcuno mi da uno strattone e se strattona il fucile lui muore.


A otto anni di distanza dall'uscita di Don't Worry Gus Van Sant torna alla carica con Il filo del ricatto, un thriller che racconta la storia del rapimento compiuto a Indianapolis l'8 febbraio 1977 da Tony Kiritsis, tenendo in ostaggio per tre giorni il figlio del proprietario della Meridian Mortgage.

Il film di Van Sant è un thriller che segue poco le canoniche regole del genere, anche perché in generale la storia che racconta è di per sé poco canonica. Durante tutto lo svolgimento della pellicola c'è una massiccia presenza dei media che condizionano l'intero evolversi della vicenda e su questo tema principalmente si concentra il regista,  soprattutto sul Deejay radiofonico Fred Temple che è interpretato da Colman Domingo.


 

Senti Tony, hai chiarito il punto.

Nel film di Van Sant è presente un ottimo cast che vanta la presenza soprattutto del bravissimo Bill Skarsgård, ma anche del grande Al Pacino, che nel film interpreta il padre dell'ostaggio, un personaggio che si vede poco ma che conduce telefonicamente le trattative per liberare suo figlio. Oltre che a raccontare una storia originale Van Sant ricostruisce molto bene il decennio degli anni 70, sia a livello scenografico che con la colonna sonora composta dal suo compositore di fiducia Danny Elfman.

Il filo del ricatto rappresenta l'atteso ritorno di un cineasta come Van Sant, che da quasi dieci anni non si metteva dietro la macchina da presa e ha scelto la storia giusta per tornare in pista. Il filo del ricatto pur non essendo un classico thriller riesci a tenerti con il fiato sospeso per tutta la durata della pellicola, risultando un film che entra dentro la complessa psiche di chi arriva a compiere un gesto estremo come quello di Kiritsis.

Senti papà se vuoi prebderti un momento per scusarti penso che questo aiuterebbe il mio rilascio.


Voto : 4/5





Ai Hoshino: la bugia che diventa vera

  TITOLO: Oshi no Ko - My Star TITOLO ORIGINALE: Oshi no Ko TITOLO IN KANJI: 推しの子 STORIA: Aka Akasaka DISEGNI: Mengo Yokoyari REGIA: D...