Cerca nel blog

domenica 14 giugno 2026

Disclosure Day

 

TITOLO: Disclosure Day

TITOLO ORIGINALE: Disclosure Day

PAESE DI PRODUZIONE: Usa

ANNO DI PRODUZIONE: 2026

CASA DI DISTRIBUZIONE: Universal Pictures International Italy

GENERE: fantascienza, thriller

REGIA: Steven Spielberg

CAST: Emily Blunt, Josh O'Connor, Colin Firth, Eve Hewson, Colman Domingo, Wyatt Russell, Henry Lloyd-Hughes, Mckenna Bridger, Michael Gaston.

DURATA: 145 minuti 



TRAMA

Se tu scoprissi che non siamo soli nell'universo, se qualcuno te lo mostrasse, se te lo dimostrasse... questo ti spaventerebbe? Quest'estate, la verità apparterrà a otto miliardi di persone. Ci stiamo avvicinando al Disclosure Day.

RECENSIONE
Riesco a vederli.

Dopo più di vent'anni, Steven Spielberg torna a parlare di alieni. L'ultima volta che abbiamo visto delle creature extraterrestri in un suo film è stato nel 2005 con La Guerra dei Mondi, tratto dal celebre romanzo di H.G. Wells e con protagonista Tom Cruise.

Per molti versi Disclosure Day è la pellicola più cupa della carriera del regista che, pur essendosi cimentato nei generi più disparati, ha sempre mantenuto un certo ottimismo di fondo. Questa volta, Spielberg sceglie di rappresentare quel tipo di complottismo che oggi domina soprattutto sui social, ma che ha un impatto concreto sulla realtà dei nostri tempi, qui incarnata da Daniel, il protagonista interpretato dal bravissimo Josh O'Connor.

 
Buongiorno, Kansas City. Diamo un'occhiata alla giornata.


Dopo Munich, Disclosure Day è probabilmente il lungometraggio più politico di Spielberg. Lo sceneggiatore David Koepp – storico collaboratore del regista già ai tempi di Jurassic Park – tesse una trama fantascientifica arricchita dagli intrecci tipici del thriller politico.

Con Disclosure Day, Spielberg torna quindi alle origini, realizzando però un'opera che si distacca nettamente dal tono rassicurante di un classico come E.T. l'extra-terrestre e stravolgendo lo stile che lo ha sempre contraddistinto.

Le persone hanno fame di verità.

Voto: 4,5/5 




mercoledì 10 giugno 2026

Tuner - L'accordatore

 

TITOLO: Tuner

TITOLO ORIGINALE: Tuner

ANNO DI PRODUZIONE: 2025

CASA DI DISTRIBUZIONE: Elevation Pictures, Black Bear Pictures

PAESE DI PRODUZIONE: Canada, Usa

GENEREdrammatico, thriller e sentimentale

REGIADaniel Roher

CAST: Leo Woodall, Havana Rose Liu, Lior Raz, Tovah Feldshuh, Jean Reno, Dustin Hoffman. 


DURATA: 107 minuti


TRAMA 

Niki è un ex bambino prodigio che ha un dono rarissimo: un udito assoluto capace di cogliere ogni vibrazione e ogni micro-suono nascosto del mondo. Un talento straordinario, ma anche una condanna. La sua ipersensibilità ai rumori è talmente acuta da obbligarlo a indossare delle protezioni auricolari e a lasciare nel cassetto il suo sogno di diventare un pianista. Il ragazzo si reinventa così come accordatore di pianoforti, ma la sua vita tranquilla cambia quando scopre che il suo orecchio speciale può essere usato per molto di più che accordare strumenti musicali.


RECENSIONE
Ho l'Iperacusia. Sono allergico ai rumori forti.


Dopo aver vinto l'Oscar per il documentario sul dissidente russo Navalny, il regista canadese Daniel Roher ha deciso di realizzare un crime movie che sembra uscito dalla sceneggiatura di un thriller degli anni '90.

Per molti versi il Niki interpretato da Leo Woodall, che abbiamo già visto recitare in Norimberga, ricorda il protagonista di Baby Driver interpretato da Ansel Elgort nel 2017, soprattutto per la particolare sensibilità che accomuna entrambi i personaggi. Tuner - L'accordatore è un thriller musicale: due generi che difficilmente coesistono, ma che il ritmo della trama riesce a fondere perfettamente.



Chi c'è?

Nel cast troviamo anche un gigante del cinema come Dustin Hoffman, omaggiato nel film con una citazione diretta a Rain Man, forse la sua interpretazione più famosa presso il grande pubblico. Roher, dopo aver realizzato il documentario sul dissidente di Putin più in vista degli ultimi anni, passa a un genere completamente diverso, dimostrando così una notevole versatilità registica.

Tuner - L'accordatore, nonostante vanti tra i protagonisti una grande stella come Hoffman, è stato ingiustamente tra i film meno discussi di questa annata fino a questo momento, rivelandosi invece un thriller originale e capace di distanziarsi dalle regole canoniche del genere. 

Vuoi fare soldi veri? Chiamami!

Voto: 3,5/5 



domenica 7 giugno 2026

Masters of the Universe

 

TITOLO: Masters of the Universe 

TITOLO ORIGINALE: Masters of the Universe 

ANNO DI PRODUZIONE: 2026

PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti d'America

GENEREfantastico, fantascienza
CASA DI DISTRIBUZIONE: Eagle Pictures, Sony Pictures Entertainment Italia

REGIA: Travis Knight

CAST: Nicholas Galitzine, Camila Mendes, Alison Brie, James Purefoy, Morena Baccarin, Jóhannes Haukur Jóhannesson, Charlotte Riley, Jared Leto, Idris Elba, Hafþór Júlíus Björnsson, Kojo Attah, Jon Xue Zhang, Sam C. Wilson, Sasheer Zamata, Kristen Wiig, Stephen Root. 


DURATA: 132 minuti 


TRAMA 

Dopo quindici anni di separazione forzata, la spada del potere conduce il principe Adam di nuovo su Eternia, dove scopre la sua casa devastata dal diabolico dominio di Skeletor. Per salvare la sua famiglia e il suo mondo, Adam deve unire le forze con i suoi alleati più fidati, Teela e Duncan, e abbracciare il suo vero destino come He-Man, l'uomo più potente dell'universo.

RECENSIONE
Io non sono di queste parti.

Dopo il fenomeno globale di Barbie, la Mattel ha deciso di riprovarci portando sul grande schermo Masters of the Universe, uno dei suoi franchise di giocattoli più famosi, già diventato un film negli anni '80.

La pellicola vuole proporre un'estetica machista tipica di quel decennio, sulla scia di cult come Conan il barbaro, che però oggi risulta anacronistica e incide poco anche a livello di trama; quest'ultima si concentra sul ritorno a casa dell'eroe, facendolo sembrare una sorta di Ulisse che torna a Itaca. Nicholas Galitzine, l'attore protagonista, sfoggia un fisico costruito per somigliare a quello di Arnold Schwarzenegger, senza tuttavia riuscire a suscitare la stessa simpatia che l'ex governatore della California ha sempre trasmesso nei suoi film.

 

Lo so che sembra assurdo, ma quella spada mi indicherà come tornare a casa.

La storia non riesce mai a evolversi o a trovare un punto focale chiaro, risultando piuttosto confusa e finendo per annoiare lo spettatore. Il lungometraggio, per tutta la sua durata, vorrebbe omaggiare la cultura pop degli anni '80, ma si rivela una scopiazzatura incompiuta.

Mattel non è riuscita a replicare il successo di Barbie, che all'epoca fu amplificato anche dal fenomeno del "Barbenheimer", capace di trasformare sia la pellicola sulla bambola sia il film di Christopher Nolan in due trionfi globali.

La maggior parte di voi non si ricorda di me.

Voto: 2/5









mercoledì 3 giugno 2026

Kill Bill: The Whole Bloody Affair

 

TITOLO: Kill Bill: The Whole Bloody Affair

TITOLO ORIGINALE:Kill Bill: The Whole Bloody Affair

ANNO DI PRODUZIONE: 2004

    CASA DI DISTRIBUZIONE: Lionsgate

PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti d'America

GENERE: Azione, arti marziali, drammatico, musical,  thriller, avventura, giallo, commedia,  film di mistero

REGIA: Quentin Tarantino

CAST: Uma Thurman, Lucy Liu, Vivica A. Fox, Daryl Hannah, Michael Madsen, Sonny Chiba, Julie Dreyfus, Chiaki Kuriyama, Gordon Liu, Michael Parks, David Carradine. 

DURATA: 253 minuti


TRAMA 

Dopo essersi risvegliata dal coma, un'assassina si mette sulle tracce del suo ex capo e dell'intera banda responsabile dell'agguato che l'ha ridotta in quello stato quattro anni prima.

RECENSIONE

Stavo ammirando la tua spada.

Dopo più di vent'anni, Kill Bill torna al cinema nella sua versione integrale, quella che più si avvicina alla visione originale di Quentin Tarantino.

La differenza sostanziale è che i due volumi sono stati unificati: non esiste più una divisione tra Kill Bill: Volume 1 e Kill Bill: Volume 2, ma entrambi confluiscono in un unico lungometraggio senza interruzioni, proprio come Tarantino lo aveva sempre immaginato. Fu il produttore Harvey Weinstein a imporre la suddivisione in due film a causa dell'eccessiva durata dell'opera. Inoltre, alcune scene e sequenze risultano più approfondite, in particolare la parte anime della pellicola e la celebre sequenza del massacro degli Ottantotto Folli.

 

Io e te abbiamo una faccenda in sospeso.

Kill Bill: The Whole Bloody Affair è puro cinema ed è probabilmente il modo migliore per vedere l'opera di Tarantino. Nonostante la durata superiore alle quattro ore, il film non concede mai un momento di noia. È Tarantino all'ennesima potenza: un'opera in cui il regista fonde magistralmente la sua sconfinata passione cinefila con l'estetica e la cultura giapponese.

Kill Bill: The Whole Bloody Affair è la versione di Kill Bill che ogni cinefilo e ogni appassionato di Tarantino dovrebbe vedere, perché rappresenta l'incarnazione più autentica dell'opera concepita e realizzata dalla geniale mente del regista.

Quella donna merita la sua vendetta, e noi meritiamo di morire.

Voto: 5/5 


domenica 31 maggio 2026

Backrooms


TITOLO: Backrooms

TITOLO ORIGINALE: Backrooms

ANNO DI PRODUZIONE: 2026

PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti, Canada

    CASA DI DISTRIBUZIONE: I Wonder Pictures

GENERE: Orrore, fantascienza

REGIAKane Parsons

CAST: Chiwetel Ejiofor, Renate Reinsve, Mark Duplass, Finn Bennett, Lukita Maxwell

DURATA: 110 minuti


TRAMA

Se non fai attenzione e superi la barriera della realtà, entri nelle backrooms. Se finisci lì dentro, resta vigile, perché i passi che echeggiano in quelle stanze potrebbero non essere solo i tuoi...

RECENSIONE

C’è nessuno?

Dopo il grande successo avuto su YouTube, la web serie Backrooms diventa un film horror prodotto da A24, segnando l’esordio cinematografico del ventenne regista Kane Parsons, che aveva già diretto gli episodi della web serie.

Alla sua prima regia cinematografica, Parsons è riuscito a dirigere attori del calibro di Chiwetel Ejiofor, candidato all’Oscar per 12 anni schiavo , e Renate Reinsve, anch’essa candidata agli Oscar per Sentimental Value. Backrooms è un horror che esplora i lati più profondi della mente umana, attraverso una scenografia che richiama le atmosfere distopiche di Black Mirror.


 

Lo so che sembra assurdo, ma devi credermi. È gigantesco laggiù.

Non è un caso che i due protagonisti della pellicola siano un architetto fallito e una psicologa: la scenografia gioca infatti un ruolo fondamentale, poiché rappresenta le menti dei due personaggi, soprattutto quella perfezionista di Clark, interpretato da Ejiofor.

Nonostante Backrooms sia una serie nata sul web, i riferimenti a Internet sono quasi assenti, e Parsons preferisce concentrarsi sulla dimensione psicologica della storia piuttosto che proporre una critica, forse troppo scontata, alla società contemporanea.

Con questo esordio alla regia cinematografica, Kane Parsons realizza una pellicola sorprendentemente matura, dimostrando già di possedere un timbro artistico personale che lo distingue e lo rende uno dei giovani registi più interessanti del panorama attuale.

Tutte quelle stanze… le ha costruite quel posto.
Voto: 4/5



mercoledì 27 maggio 2026

Amarga Navidad

 

 

TITOLO: Amarga Navidad

TITOLO ORIGINALE: Amarga Navidad

ANNO DI PRODUZIONE: 2026

PAESE DI PRODUZIONE: Spagna

CASA DI DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Italia

GENERE: Drammatico, commedia

REGIA: Pedro Almodóvar

CAST: Bárbara Lennie, Leonardo Sbaraglia, Aitana Sánchez-Gijón, Victoria Luengo, Patrick Criado, Milena Smit, Quim Gutiérrez, Carmen Machi, María Morales, Gloria Muñoz, Rossy de Palma, Amaia Romero. 

DURATA: 111 minuti


TRAMA 

Amarga Navidad racconta l’alternarsi di due stori. La prima, ambientata nel 2004 durante il lungo ponte festivo di dicembre, ha per protagonista Elsa, una regista di spot televisivi. La seconda si svolge nel 2026 ed è incentrata su Raúl, uno sceneggiatore impegnato nella stesura di un copione che — come si scoprirà presto — narra proprio la storia di Elsa, del suo compagno Bonifacio e delle sue amiche Patricia e Natalia.
Mescolandosi alla finzione, Elsa diventa in qualche modo l'alter ego di Raúl, il quale ricorre all'autofinzione per superare una lunga stagione di aridità creativa. Guardando dentro se stesso, Raúl non può fare a meno di rivolgere lo sguardo anche alle persone che circondano il suo universo intimo: il suo fidanzato e la sua assistente.

RECENSIONE

Grazie.

Dopo la breve parentesi americana con La stanza accanto, Pedro Almodóvar torna a girare un film in lingua spagnola mettendo al centro della narrazione la propria autoanalisi.

Il regista attinge direttamente dal cinema di maestri come Woody Allen e Ingmar Bergman, offrendo attraverso il protagonista Raúl un proprio alter ego. Tramite questo personaggio, Almodóvar compie un'analisi su se stesso, fondendo la dimensione psicanalitica con un impianto metacinematografico che avvolge l'intera sceneggiatura. Dopo l'esperienza negli Stati Uniti, l'autore ha scelto di ritornare in Spagna, l'habitat in cui il suo cinema riesce a esprimersi al meglio.


Cameriere: Mi scusi, signore, stiamo per chiudere.
Raúl: Un momento.

Il cast della pellicola è composto prevalentemente da attori emergenti o poco noti, ma non mancano vecchi sodali del regista spagnolo, come Milena Smit e Rossy de Palma. Quest'ultima — già icona in pellicole storiche come Donne sull'orlo di una crisi di nervi — si conferma un'attrice perfetta per l'universo almodovariano, oltre che una delle sue storiche muse ispiratrici.

A più di settant'anni, Almodóvar dimostra ancora una volta di possedere la giusta ispirazione per continuare a dirigere, affrontando temi delicati in modo stimolante e profondo, senza mai cadere nell'autocompiacimento o in un'eccessiva autocritica.

Che significa questa cosa del culto? Una regista di culto? Appartiene a qualche setta?

Voto: 4/5



domenica 24 maggio 2026

The Mandalorian and Grogu


 


TITOLO: The Mandolorian and Grogu

TITOLO ORIGINALE:The Mandolorian and Grogu

ANNO DI PRODUZIONE: 2026

PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti d'America

CASA DI DISTRIBUZIONE: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia

GENERE: Fantascienza, azione, drammatico, avventura

REGIA: Jon Favreau

CAST: Pedro Pascal, Sigourney Weaver, Jeremy Allen White, Jonny Coyne, Dave Filoni, Dave Filoni, Martin Scorsese.

DURATA: 132 minuti 


TRAMA

Il mandaloriano e Grogu intraprendono la loro missione più avvincente in The Mandalorian & Grogu. La neonata Nuova Repubblica lavora per proteggere tutto ciò per cui la Ribellione ha combattuto e si è assicurata il supporto del leggendario cacciatore di taglie mandaloriano Din Djarin e del suo giovane apprendista, Grogu.

RECENSIONE

Notevole!

Era dal 2019, con l’uscita di Star Wars: L'ascesa di Skywalker di J. J. Abrams, che Disney e Lucasfilm non distribuivano un film di Star Wars al cinema. All’epoca la piattaforma Disney+ non era ancora arrivata e va anche detto che L’ascesa di Skywalker fu accolto molto male dalla maggior parte dei fan di Star Wars. Da allora Disney e Lucasfilm si sono concentrate soprattutto sulla realizzazione di serie televisive ispirate alle storie ideate da George Lucas; tra queste troviamo The Mandalorian, creata da Jon Favreau, che è forse l’unico prodotto Disney a non aver deluso gli amanti della saga. Favreau, dopo tre stagioni di The Mandalorian, ha deciso di trasformare la quarta stagione in un film.

The Mandalorian & Grogu è sostanzialmente un lungo episodio di The Mandalorian, ricco di citazioni e camei, ma non riesce ad andare oltre. Favreau decide di costruire una storia che non si prende alcun rischio, andando troppo sul sicuro e senza riuscire a dare una vera evoluzione alla trama, in una pellicola che inizialmente sembrava avere un potenziale interessante ma che finisce per perdersi.


Abbiamo sentito storie su un cacciatore di taglie mandaloriano e un bambino.

Nel cast troviamo Pedro Pascal, che riprende il ruolo del Mandaloriano, un attore che ormai troviamo ovunque. Sembra infatti che non esista una grande produzione hollywoodiana senza Pedro Pascal protagonista. Nel film, come nella serie, tiene il casco quasi sempre indossato, mostrando il volto solo per pochi minuti.

Da quando ha acquisito i diritti di Star Wars nel 2012, Disney ha sfruttato il franchise creato da George Lucas in ogni modo possibile, spesso realizzando prodotti con trame deboli e pensati soprattutto per motivi commerciali.

Elimineremo tutti i cattivi dal vostro mazzo di carte.


Voto: 2,5/ 5


Disclosure Day

  TITOLO : Disclosure Day TITOLO ORIGINALE : Disclosure Day PAESE DI PRODUZIONE : Usa ANNO DI PRODUZIONE : 2026 CASA DI DISTRIBUZIONE : Univ...