TITOLO: Masters of the Universe
TITOLO ORIGINALE: Masters of the Universe
ANNO DI PRODUZIONE: 2026
PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti d'America
GENERE: fantastico, fantascienza
CASA DI DISTRIBUZIONE: Eagle Pictures, Sony Pictures Entertainment Italia
REGIA: Travis Knight
CAST: Nicholas Galitzine, Camila Mendes, Alison Brie, James Purefoy, Morena Baccarin, Jóhannes Haukur Jóhannesson, Charlotte Riley, Jared Leto, Idris Elba, Hafþór Júlíus Björnsson, Kojo Attah, Jon Xue Zhang, Sam C. Wilson, Sasheer Zamata, Kristen Wiig, Stephen Root.
DURATA: 132 minuti
TRAMA
Dopo quindici anni di separazione forzata, la spada del potere conduce il principe Adam di nuovo su Eternia, dove scopre la sua casa devastata dal diabolico dominio di Skeletor. Per salvare la sua famiglia e il suo mondo, Adam deve unire le forze con i suoi alleati più fidati, Teela e Duncan, e abbracciare il suo vero destino come He-Man, l'uomo più potente dell'universo.
RECENSIONE
Io non sono di queste parti.
Dopo il fenomeno globale di Barbie, la Mattel ha deciso di riprovarci portando sul grande schermo Masters of the Universe, uno dei suoi franchise di giocattoli più famosi, già diventato un film negli anni '80.
La pellicola vuole proporre un'estetica machista tipica di quel decennio, sulla scia di cult come Conan il barbaro, che però oggi risulta anacronistica e incide poco anche a livello di trama; quest'ultima si concentra sul ritorno a casa dell'eroe, facendolo sembrare una sorta di Ulisse che torna a Itaca. Nicholas Galitzine, l'attore protagonista, sfoggia un fisico costruito per somigliare a quello di Arnold Schwarzenegger, senza tuttavia riuscire a suscitare la stessa simpatia che l'ex governatore della California ha sempre trasmesso nei suoi film.
Lo so che sembra assurdo, ma quella spada mi indicherà come tornare a casa.
La storia non riesce mai a evolversi o a trovare un punto focale chiaro, risultando piuttosto confusa e finendo per annoiare lo spettatore. Il lungometraggio, per tutta la sua durata, vorrebbe omaggiare la cultura pop degli anni '80, ma si rivela una scopiazzatura incompiuta.
Mattel non è riuscita a replicare il successo di Barbie, che all'epoca fu amplificato anche dal fenomeno del "Barbenheimer", capace di trasformare sia la pellicola sulla bambola sia il film di Christopher Nolan in due trionfi globali.
La maggior parte di voi non si ricorda di me.
Voto: 2/5






