TITOLO ORIGINALE: Primetime
ANNO DI PRODUZIONE: 2026
PAESE DI PRODUZIONE: Usa
CASA DI DISTRIBUZIONE: I Wonder Pictures
GENERE: biografico, drammatico, thriller, noir
REGIA: Lance Oppenheim
CAST: Robert Pattinson, Merritt Wever, Skyler Gisondo, Phoebe Bridgers, Matthew Maher, Bokeem Woodbine, Sean Bridgers, Anna Faris, Jonathan Lipnicki, Tony Revolori, Alex Winter, Jeff Zucker.
DURATA: 110 minuti
RECENSIONE
Nel 2006, il giornalista Chris Hansen si prepara a fare la storia con To Catch a Predator, il controverso format che, attraverso operazioni sotto copertura e telecamere nascoste, smaschera in diretta TV predatori sessuali colti sul fatto. Mentre il programma diventa un fenomeno nazionale e il suo conduttore un'icona per il pubblico, il confine tra informazione, giustizia e spettacolo si fa sempre più labile, rendendo il cortocircuito tra cronaca, intrattenimento e voyeurismo televisivo via via più insostenibile.
RECENSIONE
Non mi piace il tuo programma, ma l'America lo ama.
Il 2026 si sta rivelando sempre di più l'anno della consacrazione per la carriera di Robert Pattinson, grazie alla sua partecipazione a film come The Drama, Odissea e, ora, Primetime, in cui interpreta il controverso giornalista Chris Hansen.
Primetime è l'opera prima del giovane regista Lance Oppenheim che, già al suo esordio, dimostra una notevole maturità stilistica. Attraverso un costante gioco fotografico di chiaroscuri, il film riesce a trasmettere perfettamente il senso di inquietudine della vicenda, pur non configurandosi come un classico biopic.
Lo adoreranno. Scegliendo ruoli sempre diversi e complessi, Pattinson sembra potersi finalmente lasciare alle spalle gli anni nei panni del vampiro Edward Cullen di Twilight. Abbandonate le vesti da idolo delle adolescenti per dare spazio alla propria maturità artistica, l'interpretazione di Chris Hansen rappresenta il punto di svolta che sancisce il distacco definitivo dal personaggio che lo ha reso famoso.
Primetime analizza con un'originale chiave critica come l'informazione giornalistica si sia trasformata in uno spettacolo di intrattenimento, e la parabola di Hansen ne è la dimostrazione perfetta.
Ci serve qualcosa di spettacolare. Basta pesci piccoli: voglio una balena.
Voto: 4/5
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