TITOLO: Ricchi da morire
TITOLO ORIGINALE: How to Make a Killing
ANNO DI PRODUZIONE: 2026
GENERE: Commedia, thriller, drammatico
PAESE DI PRODUZIONE: Regno Unito, Francia
CASA DI DISTIBUZIONE: StudioCanal
REGIA: John Patton Ford
CAST: Glen Powell, Margaret Qualley, Jessica Henwick, Bill Camp, Zach Woods, Topher Grace, Ed Harris
DURATA: 105 minuti
TRAMA
Becket Redfellow nasce come un rinnegato, membro di una famiglia ricchissima che tuttavia non riconosce la sua esistenza. Nel testamento del patriarca Whitelaw, però, il suo nome figura tra i possibili ereditieri. Rimasto orfano di madre, Becket non ha mai dimenticato la promessa fatta al capezzale della donna: ottenere la vita che merita, a qualunque costo. Quando si rende conto che i parenti tardano a tirare le cuoia, decide di prendere in mano la situazione e pianifica una serie di omicidi volti a farlo rimanere l'unico Redfellow in vita.
RECENSIONE
Chiamami quando gli hai uccisi tutti.
Sempre più di rado nel cinema di oggi si vedono storie dove i cattivi hanno un lieto fine. Questa visione sembra però non appartenere a John Patton Ford che, alla sua seconda prova da regista, realizza un film dotato di un forte cinismo che pervade l'intera trama.
Il protagonista Becket è l'antitesi di Robin Hood, poiché fa del male ai ricchi per arricchirsi lui stesso, senza lasciare nulla a nessun altro. Ricchi da morire - Delitti in famiglia è ispirato alla pellicola britannica Sangue blu del 1949 con Alec Guinness. Il vero movente del film è la vendetta del povero verso il ricco, un tema che da sempre affascina il pubblico, la letteratura e il cinema.
C’è un detto che dice che i soldi non comprano la felicità. Non è vero, la comprano eccome. Siamo adulti, diciamo la verità.
Ad interpretare i due protagonisti troviamo Glen Powell e Margaret Qualley, due attori che ormai da qualche anno sono sulla cresta dell'onda e che qui risultano perfetti nelle loro parti. Ricchi da morire - Delitti in famiglia è una pellicola leggera, ideale per passare due ore di intrattenimento e divertimento.
Il film si distingue da molte opere contemporanee perché non fa un'analisi morale dell'assassino; al contrario, ci mostra un protagonista senza scrupoli, disposto a tutto per il proprio narcisismo, ma guidato da una fame di vendetta che al cinema funziona sempre.
Chi sarà il prossimo?
Voto: 3,5/5

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