TITOLO: The Long Walk
TITOLO ORIGINALE: The Long Walk
ANNO DI PRODUZIONE: 2025
PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti d'America
CASA DI DISTRIBUZIONE: Adler Entertainment
GENERE: fantascienza, orrore
REGIA: Francis Lawrence
CAST: Cooper Hoffman, David Jonsson, Mark Hamill, Garrett Wareing, Charlie Plummer, Ben Wang, Roman Griffin Davis, Judy Greer, Tut Nyuot, Jordan Gonzalez, Joshua Odjick, Izabella Raven
DURATA: 108 minuti
TRAMA
Cento ragazzi partecipano alla spietata competizione nota come The Long Walk: una marcia forzata senza sosta e ad andatura costante. Ogni rallentamento costa un ammonimento; al terzo errore, la condanna è la morte. Solo uno di loro sopravvivrà per aggiudicarsi il Premio.
RECENSIONE
Marciate finché non rimarrà solo uno di voi.
Francis Lawrence torna alle origini adattando per il cinema La Lunga Marcia di Stephen King, quasi vent'anni dopo aver portato sul grande schermo un altro classico della fantascienza distopica: Io sono leggenda di Richard Matheson, con Will Smith.
Lawrence è forse uno degli ultimi cineasti definibili come "specialisti" di un genere; nella fantascienza, infatti, ha diretto anche la saga di Hunger Games, consacrando il talento di Jennifer Lawrence. Sebbene The Long Walk contenga molteplici temi sociali, il regista si focalizza soprattutto sul complesso passaggio dall'adolescenza all'età adulta. Per farlo, si affida a un cast giovane guidato dall'ottimo Cooper Hoffman, figlio d'arte del compianto Philip Seymour Hoffman. Nel cast brilla anche Mark Hamill: l'indimenticabile Luke Skywalker di Star Wars interpreta qui un temibile generale dell'esercito, offrendo una prova di grande versatilità in un ruolo decisamente lontano dai suoi trascorsi eroici.
Non riesco a smettere di pensare a tutti quei soldi.
La sceneggiatura di JT Mollner non è totalmente fedele al libro di King: alcune parti sono state modificate per rendere la narrazione più cinematografica. Naturalmente, essendo l'horror il genere prediletto dell'autore, non mancano tinte macabre che si amalgamano perfettamente con l'impianto distopico.
Le ottime premesse della vigilia sono state mantenute: Lawrence dimostra di padroneggiare con estrema competenza le regole del genere, scegliendo un autore come King, le cui storie mantengono da sempre un legame privilegiato con il grande schermo.
Non ho molto da perdere, ma ho tutto da guadagnare. Per questo sono qui.
Voto: 4/5

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