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domenica 30 marzo 2025

The Alto Knights - I due volti del crimine

  

TITOLO: The Alto Knights - I due volti del crimine 

TITOLO ORIGINALE: The Alto Knights 

ANNO DI PRODUZIONE: 2025 

PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti d'America 

GENERE: biografico, gangster, poliziesco, drammatico, storico  

CASA DI DISTRIBUZIONE: Warner Bros. 

REGIA: Barry Levinson 

CAST: Robert De Niro, Debra Messing, Kathrine Narducci, Cosmo Jarvis, Michael Adler, Ed Amatrudo, Joe Bacino, Anthony J. Gallo, Wallace Langham, Belmont Cameli, Frank Piccirillo, Matt Servitto, Robert Uricola.

DURATA: 123 minuti 


TRAMA 

The Alto Knights - I due volti del crimine segue le vicende di due dei più noti boss della mafia di New York, Vito Genovese e Frank Costello, entrambi interpretati da Robert De Niro, ambedue  intenti a contendersi il controllo della malavita della metropoli. Un tempo erano i migliori amici l'uno per l'altro, ma piccole gelosie e una serie di tradimenti li mettono in una rotta di collisione mortale che cambierà per sempre la mafia e  l'America. 

RECENSIONE

O sei dentro o sei fuori.

Due vecchie leggende di Hollywood come  Barry Levinson e Bob De Niro si riuniscono in un tradizionale gangster movie che non cambia le regole del genere, ma  sicuramente accontenta i fan dei film sulla mafia. 

Robert De Niro nella sua lunga carriera ha potuto interpretare una moltitudine di personaggi. I silenziosi protagonisti di Taxi Driver e Il cacciatore, il minimalista boss mafioso di Quei bravi ragazzi o l'esuberante e folle Jake La Motta in Toro Scatenato. In The Alto Knights - I due volti del crimine De Niro si sdoppia, interpretando entrambi i capimafia americani Vito Genovese e Frank Costello ed è come se De Niro decidesse di reinterpretare tutti i suoi personaggi concentrandoli in due ruoli. Costello è  più riflessivo e pacato, mentre  Genovese è più impulsivo e violento e in entrambe le interpretazioni il Nostro è come al solito perfetto. 

 

Quell'uomo ha sparato al suo boss.

  The Alto Knights - I due volti del crimine non ha l'obiettivo di rivoluzionare le regole del genere come invece intendeva fare un altro film recente con De Niro, The Irishman (che resta comunque superiore a questa pellicola), ma la sensazione che si ha per tutta la visione è che Levinson voglia ammiccare ai fan del genere e ispirare una sorta di effetto nostalgia per un cinema che a suo modo di vedere non esiste più.

Dopo vari lungometraggi realizzati insieme, Levinson e De Niro si ritrovano per realizzare un'opera  che racconta, con il loro stile, un pezzo di storia americana, esprimendo una concezione del cinema classica e che anche per questo non delude.  


Frank a volte si scorda da dove è venuto. 


Voto: 3,5/5  





lunedì 24 marzo 2025

Il nibbio

 

TITOLO: Il Nibbio

TITOLO ORIGINALE: Il Nibbio

ANNO DI PRODUZIONE: 2025
 
PAESE DI PRODUZIONE: Italia 

GENERE: Drammatico 

CASA DI DISTRIBUZIONENotorious Pictures

REGIAAlessandro Tonda 

CASTClaudio Santamaria, Sonia Bergamasco, Anna Ferzetti, Lorenzo Pozzan, Davy Eduard King, Youssef Tounzi, Abbas Abdulghani, Anas Lahdaira, Fethi Nouri, Massimiliano Rossi, Andrea Giannini, Maurizio Tesei, Beniamino Marcone, Sergio Romano, Biagio Forestieri, Biagio Forestieri, Antonio Zavatteri, Beatrice De Mei, Silvia Degrandi, Yonv Joseph, Hossein Taheri.

DURATA: 109 minuti  


TRAMA  
 
Nicola Calipari, un alto dirigente del SISMI, sta partendo per una vacanza con la su famiglia quando viene richiamato a Roma perché la giornalista de Il Manifesto Giuliana Sgrena è stata rapita a Baghdad, al suo ritorno da una visita ad un campo profughi, da quello che si scoprirà essere un commando sunnita.  Calipari, nome in codice "Il Nibbio", dovrà districarsi tra l'Iraq presidiato dall'esercito statunitense e la dirigenza dei Servizi Segreti nel tentativo di ottenere la liberazione di Giuliana Sgrena.


RECENSIONE

Buongiorno, mi chiamo Nicola Calipari e dirigo l'ufficio ricerca del Sismi.

In occasione del ventesimo anniversario della morte di Nicola Calipari è uscito nelle sale il film Il nibbio di Alessandro Tonda, che riporta alla ribalta uno dei rapimenti che maggiormente colpì l'opinione pubblica italiana nei primi anni duemila.

Nel 2005 il medioriente era ancora devastato dalle pessime politiche estere statunitensi post 11 settembre. Nell'Iraq invaso dall'allora governo Bush, la giornalista Giuliana Sgrena viene rapita e il dirigente del SISMI Nicola Calipari verrà incaricato di fare da mediatore con i rapitori per liberare Sgrena. Ottenuta la liberazione Calipari verrà tragicamente ucciso da un fuoco amico dell'esercito statunitense, morte per la quale non ci sarà mai alcun approfondimento legale. 
Il Nibbio nel cinema americano sarebbe considerato un classico biopic su dei fatti di guerra, mentre invece nel nostro paese questo genere di film non ha mai preso piede, forse perché da noi scarseggia lo spirito nazionale. Resta il fatto che questa pellicola ricostruisce la figura di Calipari con molta efficacia, grazie a un ottimo Claudio Santamaria ad interpretarlo, che risulta perfettamente credibile non solo per la somiglianza fisica ma anche per la caratterizzazione del personaggio. 


 

La prima cosa da fare è cercare un canale. 
 
Sonia Bergamasco, che invece è stata chiamata a interpretare Giuliana Sgrena, si dimostra ancora una volta attrice con un forte interesse per i personaggi con una tinta politica. La pellicola però non si sofferma solo sulle figure dei due protagonisti, ma tenta di ricostruire piuttosto fedelmente l'intera vicenda, mostrando anche gli errori che i servizi segreti americani stavano per commettere.

E' un fatto che nelle memorie degli eroi italiani Nicola Calipari appare troppo poco citato e il suo sacrificio non viene ricordato come merita. Purtroppo molte storie come questa vengono dimenticate e a volte non c'è nemmeno un film a ricordarcele.  

Figlia di Nicola: La riporti a casa, vero? La riporti? - Nicola : Si, amore mio. la riporto. 


Voto: 3,5/5 






giovedì 20 marzo 2025

Pinocchio



TITOLO: Pinocchio


TITOLO ORIGINALE: Pinocchio


 PRODUZIONE: Walt Disney Production


 MUSICA:  Leigh Harline, Paul J. Smith


 REGIA: Hamilton Luske, Ben Sharpsteen


 PAESE: Stati Uniti


 DURATA: 88 minuti


 ANNO: 1940


TRAMA


La fiaba italiana scritta da Carlo Collodi viene trasposta in questo Classico Disney che ha incantato molti bambini e ci porta alla scoperta delle avventure del burattino vivente che sogna diventare un bambino vero, in carne e ossa. Ma che cosa significherà diventare un bambino vero? Che cosa dovrà fare Pinocchio per realizzare questo sogno, nato dal desiderio del falegname Geppetto che no ha mai avuto un figlio vicino?


RECENSIONE




C'è una stella su nel ciel
Che ogni sogno può appagar
E la gioia più serena sa donar

Quest’oggi vi parlo del secondo Classico Disney, appartenente alla Golden Age. Un film del 1940, sto parlando di Pinocchio, basato sull’omonima opera letteraria italiana di Carlo Collodi, che i nostri genitori ci hanno letto quando eravamo piccoli (e chissà se attualmente viene ancora tramandata ai piccoli delle nuove generazioni?). Con questo progetto, la Disney si propone ancora di trasporre la tradizione fiabesca europea, passando dai Fratelli Grimm alla dimensione italiana, dando però un tocco germanico alle ambientazioni e ai personaggi, tra cui lo stesso Pinocchio che viene reso con uno stile tirolese con tanto di occhi azzurri (forse come omaggio al nazismo, se consideriamo la tanto vociferata adesione di Walt a esso, o forse per contrastare il proibizionismo imposto da Hitler nei confronti del cinema di Hollywood). Un film che ha fatto sì che il burattino diventasse un’icona mondiale, simbolo dell’infanzia.

La trama è apparentemente scontata. Tutti sappiamo chi è Pinocchio, famoso per le sue bugie che gli fanno allungare il naso, altrettanto noto il buon papà Geppetto, e il paese dei balocchi dove i ragazzini svogliati vivono un’apparente libertà per poi ritrovarsi trasformati in somari. Ma solo dopo aver letto il libro, o quanto meno aver visto la versione Disney, una delle più famose trasposizioni a livello globale, possiamo dire di sapere come si svolgono e come si evolvono gli eventi. Naturalmente, considerata la durata di questo film, non possiamo aspettarci di trovarvi raccontati tutti gli eventi per filo e per segno. La trasposizione disneyana riprende quelli che forse sono i fatti più importanti, che caratterizzano di più lo sviluppo del protagonista e il suo apprendimento. La trama non solo salta molte parti, ma è anche molto semplificata, andando del tutto al di fuori dei toni di Carlo Collodi ed entrando in quelli che oggi sono considerati gli schemi tipicamente disneyani. Nella storia originale, Pinocchio già prima di diventare un burattino, quando è un solo un pezzo di legno, è in grado di parlare e di pensare, ma qui viene animato dalla Fata Turchina.
I personaggi, però, qui si presentano ancora piuttosto stereotipizzati. Sebbene Pinocchio, come tutti i bambini, deve chiaramente imparare, tuttavia non si percepisce la sua evoluzione, poiché nonostante la sua ingenuità e incoscienza, tuttavia viene presentato come un personaggio fondamentalmente buono, che si fa semplicemente trascinare dagli eventi, questo al fine di esaltare il lato positivo dell’infanzia e l’innocenza dei bambini. Se si va a leggere l’opera d’ispirazione, il dinamismo del personaggio è di gran lunga più marcato, capace di esternare anche i suoi lati più immaturi e ribelli, prima di diventare un bambino buono. Persino Geppetto viene reso molto meno umano, rispetto all’opera collodiana, nella quale è di gran lunga più burbero e severo, e viene invece trasformato in un papà amorevole e giocoso. A essere dinamico, nel film, è forse soltanto il Grillo Parlante, che attraversa alti e bassi nel suo ruolo di coscienza per Pinocchio, manifestando sia il suo lato paziente e saggio, che quello rabbioso. Il resto dei personaggi mantiene molto la propria immagine. Ovviamente, non mi astengo dal prendere in considerazione la datazione del Classico Disney. All’epoca della sua uscita l’animazione, e forse il cinema in generale, erano ancora in una fase di sviluppo, di conseguenza so di non potermi aspettare dei personaggi caratterizzati in modo realistico e una trama più credibile.



E se a lei tu schiudi il cuor
Con fiducia, con amor
Quella stella su nel ciel
T'ascolterà

Il modo in cui vengono sviluppati gli eventi hanno comunque poco in comune con lo spirito dell’opera originaria, che insegna l’importanza dell’educazione e del rispetto, oltre a quella di non dire bugie, che nel nostro suddetto film è l’unico difetto che hanno rappresentato del protagonista. I valori che l’opera vuole insegnare non sono molto esaltati, dato che il Pinocchio disneyano ha poche o nessuna pecca. Certamente il personaggio impara a non essere un burattino manovrato dagli altri, come vuol essere il suo stesso personaggio originalmente, però le ragioni per cui si caccia nei guai non sono dettate da scelte incoscienti, ma da semplice ingenuità. È proprio tutto questo che fa perdere il dinamismo a Pinocchio, da quale esso è fondamentalmente caratterizzato. Il film si discosta completamente dalla crudezza del romanzo d’ispirazione, affiliandosi con l’ottimismo del sogno americano, espresso nella canzone When you wish upon a star, brano che è diventato l’inno della Disney, contenente in sè la sua filosofia, e che viene menzionato nel corto uscito per i 100 anni della casa di produzione e nel film Wish. Molte cose sono state addolcite, tra cui gli stessi personaggi, che sono anche piuttosto piatti e non hanno sfumature. Lo spettatore, guardando Pinocchio, non si sente ancora pienamente coinvolto negli eventi, e non entra in empatia coi personaggi, tranne forse con il Grillo, il film viene visto con un punto di vista completamente esterno, con l’occhio solo dello spettatore, che non prova ancora un contatto diretto coi personaggi. La pellicola presenta ancora un’impronta fiabesca, per la quale il protagonista è sempre buono, senza ombre e luci, le quali sono divise per dicotomie tra i personaggi.
Andando a guardare specificatamente le canzoni, riprendiamo un attimo la già sopra citata, che ha dei toni molto soavi e trasmette la speranza che essa si pone di esprimere, il ritmo lento le conferisce anche un’impronta spirituale. Ponendo il testo italiano a confronto con quello originale, la trasmissione del concetto che la canzone ha in sè viene ben espresso anche nell’adattamento italiano. Oltre a questa, la migliore è Hi Diddle-dee dee, la canzone della volpe mentre cerca, insieme al suo compagno mattacchione, il gatto, di persuadere Pinocchio a diventare un attore, che ha un ritmo molto allegro e giocoso.

Senz’altro, comunque, il Pinocchio disneyano rimane un’importante capolavoro che ha posto le basi per tutto il mondo dell’animazione. Si dimostra più realistico, rispetto a Biancaneve, da un punto di vista grafico, e inoltre pone anche alcune fondamenta per quelli che saranno i più grandi Classici, tra cui la presenza di un animale fedele, quale è il Grillo.



Essa legge nel pensier
Ogni cuore sa scrutar
Ed il sogno tuo sincer
Appagherà

Voto: 3/5




lunedì 17 marzo 2025

Lee Miller

  

TITOLO: Lee Miller

TITOLO ORIGINALE: Lee Miller

PAESE DI PRODUZIONERegno Unito

GENERE: Drammatico, guerra, biografico

ANNO DI PRODUZIONE:  2025

CASA DI DISTRIBUZIONESky UK

REGIAEllen Kuras

CASTKate Winslet, Marion Cotillard, Andrea Riseborough, Andy Samberg, Noémie Merlant, Josh O'Connor, Alexander Skarsgård, Arinzé Kene, Vincent Colombe, Patrick Mille, Samuel Barnett, Zita Hanrot, James Murray.

DURATA: 117 minuti

      

TRAMA

Racconto intenso sulla fotografa Lee Miller, che esplora il prezzo emotivo da pagare per il suo lavoro e mostra il coraggio necessario per documentare alcune tra le peggiori atrocità della storia.  

           

RECENSIONE

Roland : Lei detesta chi la mette in discussione, soprattutto quando sa di avere torto. E ha dei segreti. Molti, che non condivide mai. - Lee : Io non ho mai torto.
 
In questo nuovo film biografico Kate Winslet ha deciso di portare sul grande schermo la vita della fotografa di guerra per Vogue Lee Miller, un'artista poco nota al grande pubblico ma che ha realizzato alcune delle foto più simboliche della seconda guerra mondiale.

Lee Miller è un biopic tradizionale ma che racconta la vita davvero originale di una delle prime fotografe in un mondo quasi esclusivamente maschile, ricostruendo anche molto bene l'epoca nella quale le vicende sono ambientante. La storia è interamente costruita sulle affermazioni che Lee Miller rilascia in un'intervista con suo figlio, che è interpretato da Josh O'Connor, con il quale ricostruisce la sua vita. Efficace il trucco che ci mostra la Winslet invecchiata per queste scene. 


 

E' successo lentamente, ma da un giorno all'altro ci siamo svegliati e l'Europa era in guerra.

La regista Ellen Kuras utilizza però un approccio troppo tradizionale per una pellicola che racconta una storia davvero originale su una vita fuori dai margini. Ciò che convince maggiormente è l'interpretazione di Kate Winslet, che ancora una volta ha dimostrato tutto il suo talento mettendo al centro di questo film non solo un cambiamento fisico  ma riuscendo a incarnare il personaggio anche a livello caratteriale. 

Lee Miller è stato presentato al festival di Toronto del 2023 ed è tratto dalla biografia sulla fotografa scritta dalla sua famiglia. Questo lungometraggio ci vuole ricordare come l'arte della fotografia abbia il potere di ricostruire la storia mostrandoci così l'importanza del lavoro di fotoreporter come Lee Miller.

Io voglio fare la mia parte. Perché devono essere gli uomini a decidere quale sia?


Voto:  3,5/5









domenica 9 marzo 2025

Mickey 17

 

TITOLO: Mickey 17

TITOLO ORIGINALE: Mickey 17

ANNO DI PRODUZIONE: 2025

PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti d'America, Regno Unito

GENERE: avventura, fantascienza, commedia, drammatico

CASA DI DISTRIBUZIONE: Warner Bros.

REGIA: Bong Joon-ho

CAST: Robert Pattinson, Naomi Ackie, Steven Yeun, Toni Collette, Mark Ruffalo, Holliday Grainger, Michael Monroe.

DURATA: 137 minuti


TRAMA 

Mickey Barnes è un impiegato usa e getta, un "sacrificabile" della sua azienda, mandato in avanscoperta sul pianeta ghiacciato chiamato Niflheim per la futura colonizzazione. Ogni volta che una replica di Mickey decede, viene generato un suo nuovo clone, attraverso una stampante 3D, che mantiene tutti i suoi ricordi intatti.  

RECENSIONE

Le cose non andavano e volevo solo lasciare la terra.

Dopo il grande successo di ParasiteBong Joon-ho torna dietro la macchina da presa con un film fantascientifico che sembra un incrocio tra due altri suoi precedenti film,  Okja e Snowpiercer.

Mickey Barnes è un dipendete usa e getta, ritenuto "sacrificabile", ovvero che viene continuamente clonato per poi morire e rinascere, mentre è impegnato nella colonizzazione del pianeta ghiacciato Niflheim. Mickey 17 è un'unica grottesca satira politica che irride molti temi e personaggi attuali,  Elon Musk non  escluso, poiché il perfido capo cattivo interpretato da un bravo Mark Ruffalo sembra essere molto simile a quella tipologia di imprenditore. Il regista sudcoreano ci aveva già abituati a rappresentazioni di questo tipo. come ad esempio in Parasite, che però era più pessimista e meno riuscito come analisi critica. Nel frattempo molte fantasie fantascientifiche stanno diventando realtà.


 

Cosa si prova a morire?

La pellicola però contiene troppe tematiche diverse inserite nella trama e spesso si fatica a comprendere il senso reale di ciò che il regista vuole trasmettere, lasciando così, in certe sequenze, perplesso il pubblico. Nonostante ciò, Bong Joon-ho dimostra di avere una certa dimestichezza con il genere fantascientifico, soprattutto per la bellezza delle scenografie e per saper gestire con padronanza gli stereotipi di questo genere di film a livello di sceneggiatura.

Mickey 17 è stato presentato alla Berlinale 2025. Per l'uscita di questo lungometraggio c'erano molte aspettative che in parte sono state rispettate e in parte no, anche se il risultato è comunque quello di darci un buon film, ma qualcosa poteva andare meglio. 

Un duello mortale.


Voto: 3,5/5 




lunedì 3 marzo 2025

Follemente

 


TITOLO: Follemente

TITOLO ORIGINALE: Follemente

ANNO DI PRODUZIONE2025

GENERE: commedia

PAESE DI PRODUZIONE: Italia

CASA DI DISTRIBUZIONE: 01 Distribution

REGIA: Paolo Genovese

CAST: Edoardo Leo, Pilar Fogliati, Emanuela Fanelli, Maria Chiara Giannetta, Vittoria Puccini, Pandolfi, Marco Giallini, Maurizio Lastrico, Rocco Papaleo, Claudio Santamaria.

DURATA: 98 minuti  


TRAMA 

Follemente è la storia di un primo appuntamento, una divertente commedia romantica che ci fa entrare nelle menti e nei pensieri dei due protagonisti per scoprire i complessi meccanismi che ci fanno agire. Le varie personalità avranno voce e corpo e le vedremo, litigare, gioire e commuoversi per cercare di avere il sopravvento e prendere la decisione finale.


RECENSIONE

Ma così sembra che abbiamo dei problemi.

Con Follemente Paolo Genovese realizza una commedia romantica che sembra essere un  Inside Out con attori reali, realizzando un'opera sentimentale che racconta un primo appuntamento attraverso le menti e i pensieri dei due protagonisti.

Paolo Genovese ci ha da sempre abituati a  commedie che hanno spesso al loro interno un pizzico di originalità, basti pensare al successo globale di Perfetti sconosciuti, mettendo spesso al centro della trama le coppie o  future coppie come nel caso di Follemente. Il punto di forza del film di Genovese sta nel mostrare le complesse dinamiche di un primo appuntamento e le differenze che ci sono nell'approccio tra i due generi, con una narrazione brillante.


 

Vogliamo sdraiarci a tavola?
 
Un difetto però della trama è che non si capisce sempre bene quali emozioni vengano rappresentate, e questo in certe parti del film confonde lo spettatore. Il cast si rivela azzeccato, soprattutto Edoardo Leo e Pilar Fogliati che sono particolarmente convincenti nell'interpretare i due innamorati, con Edoardo Leo che si è già prestato altre volte ad interpretare questo genere di ruoli diventando così un attore feticcio di Genovese. 

Follemente è una commedia poco pretenziosa, che con semplicità riesce a raccontare bene le dinamiche di una relazione senza fare inutili spiegoni che rendono noiosi certi film romantici.

Quante volte si può essere imbarazzanti nella vita?


Voto: 3/5 







giovedì 27 febbraio 2025

Biancaneve e i Sette Nani



TITOLO: Biancaneve e i Sette Nani

TITOLO ORIGINALE: Snowhite and the Seven Dwarfs

MUSICA: Frank Churchill, Leigh Harline, Paul J. Smith

PRODUZIONE: Walt Disney Productions

REGIA: David Hand

PAESE: Stati Uniti

DURATA: 83 minuti

ANNO: 1937

TRAMA

Una bellissima e innocente principessa di nome Biancaneve, dalla pelle candida come la neve e la labbra rosse come ciliegie, cade vittima del’invidia della malvagia e vanitosa matrigna, la quale, temendo che la bellezza della figliastra possa surclassarla, trama per ucciderla. Presa di coscienza di questo terribile complotto, la ragazza fugge nella foresta, lontano dalla reggia, e troverà rifugio in una casetta abitata da sette nani che, incantati dalla sua bellezza, la accolgono calorosamente.

RECENSIONE



Specchio, servo delle mie brame
chi è la più bella del reame?

Erano gli anni ‘30 del XX secolo quando Walt Disney in persona ideò questo intramontabile lungometraggio che segnò l’inizio di una produzione di film animati che ancora oggi resiste fra alti e bassi, Biancaneve e i Sette Nani, una fiaba che ancora oggi c’incanta e ci affascina, ispirata alle famose opere letterarie dei Fratelli Grimm.

La trama pone delle basi semplici, ma tuttavia sviluppate in modo chiaro e conciso, con dei toni degni di una fiaba, qual vuol essere la storia di Biancaneve. Nonostante la sua semplicità, tuttavia il film è in grado di emozionare persino gli adulti, poiché c’è un giusto equilibrio fra gli aspetti infantili e quelli più vicini alla dimensione dello spettatore adulto. Uno dei momenti più forti è la scena della fuga di Biancaneve nella foresta nera, una parte che ha in sè molto pathos, ed è una delle cose più geniali che la Disney ha fatto, poiché ha rappresentato in modo eccelso il terrore che la principessa prova in quel frangente, in seguito al tradimento che avverte da parte della matrigna. Una scena che riesce a farci percepire le emozioni forti della ragazza, che è in preda ad un angoscia altrimenti indescrivibile. E non solo questo, ma anche la scena della trasformazione della regina Grimilde in una povera vecchietta è un altro momento forte, che ci ha incantato e al tempo stesso spaventato, soprattutto quando eravamo piccoli. Tutto questo è oggi cosa rara, nella Disney, che col tempo ha assunto dei toni sempre più dolci e poco inclini a scavare i lati più oscuri della nostra psiche.
Per quanto riguarda i personaggi, uno dei migliori è il nano Brontolo, che a molti spettatori è sempre risultato antipatico, e per altri è considerato un modello di vita. Effettivamente, Brontolo è un personaggio cinico, e fra i nani è l’unico che, inizialmente, si dimostra scettico nell’accoglienza di Biancaneve, temendo che lei possa tirargli addosso le ire della regina. Tuttavia Brontolo è un buon personaggio proprio per il suo cinismo, poiché, tralasciando il fatto che se fra i buoni non ci fosse almeno uno che crei disguidi sarebbe tutto noioso, il personaggio scettico è sempre utile per far da tramite tra la realtà di cui fa parte lo spettatore e quella di cui fanno parte i personaggi, è la voce del dubbio, la voce del mondo reale.



Oggi che ti ho trovata
ed amata, resta con me

Oltretutto, ciò che piace di Brontolo è il fatto che sia un personaggio dinamico, poiché egli passa da un iniziale ostilità nei confronti di Biancaneve all’accettazione e riconoscimento del suo valore. La protagonista stessa, invece, è in assoluto il personaggio meno dinamico, dato che lei, malgrado tutto quello che attraversa, si mantiene pura e innocente, incarnando pienamente il modello tradizionale di donna come angelo del focolare. Biancaneve, come protagonista, e ancora un personaggio parecchio stereotipizzato, per le epoche della realizzazione del film, è fin troppo perfetto e questo priva lo sviluppo della trama di evoluzione. Un personaggio che invece è parecchio piatto è il principe, di cui non si sa niente, e spunta fuori dal nulla, attratto solamente dalla bella voce di Biancaneve, con la quale sviluppa un rapporto con un semplice canto. Malgrado questo, gli eventi riescono a catturare e a muovere l’emotività dello spettatore, grazie all’atmosfera creata dalle abilità degli artisti e della colonna sonora, e i difetti che traspaiono bisogna sempre considerarli su una dimensione simbolica e fiabesca, per capire il reale valore della pellicola.
La genialità di Biancaneve e i Sette Nani sta anche nei suoi aspetti tecnici, molti dei quali erano considerati innovativi per l’epoca d’uscita, e che hanno posto le basi per le successive produzioni animate. Fra di esse abbiamo la multiplane camera, che conferisce profondità e tridimensionalità alle scenografie, e oltre a questa anche gli studi accurati dei movimenti umani, per i quali gli animatori hanno osservato diversi modelli, rendendo i movimenti più fluidi e naturali, curandosi persino di quelli labiali, facendo sì che venisse fuori un’animazione più in assoluto realistica. A porre delle buone basi è anche la presenza di canzoni, che hanno caratterizzato molti del successivi lungometraggi disneyani, dando vita a musical che ci hanno lasciato tanto soprattutto grazie alle loro melodie. Delle canzoni presenti nel film, una delle migliori è The Silly Song, cantata dai nani mentre passano momenti belli e divertenti insieme alla principessa, con dei toni tirolesi e rustici, che creano un bilancio nella drammaticità presente nella trama. Non da meno è l’iconica Hey Oh, la canzone che i nani cantano quando vanno a casa o a lavoro, che è quasi diventata un inno per i lavoratori.
Sebbene sia un film pieno di standard e poco dinamismo, Biancaneve e i Sette Nani resta un classico immortale, un cult del mondo dell’animazione e del cinema in generale, una perla che non può rimanere al di fuori della nostra cultura, senza della quale forse oggi il mondo dell’animazione non sarebbe mai diventato un fronte che ispira gli appassionati e gli studiosi.



Il sogno del mio cuor
è viver col mio amor

Voto: 4,5/5






The Alto Knights - I due volti del crimine

    TITOLO : The Alto Knights - I due volti del crimine  TITOLO ORIGINALE : The Alto Knights  ANNO DI PRODUZIONE :  2025  PAESE DI PRODUZION...