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mercoledì 21 gennaio 2026

La grazia

 

TITOLO: La grazia

TITOLO ORIGINALE: La grazia

ANNO DI PRODUZIONE: 2025

CASA DI DISTRIBUZIONEPiperFilm

GENERE: drammatico

PAESE DI PRODUZIONE: Italia

REGIA: Paolo Sorrentino

CAST: Toni Servillo, Anna Ferzetti, Orlando Cinque, Massimo Venturiello, Milvia Marigliano, Giovanna Guida, Alessia Giuliani, Roberto Zibetti, Linda Messerklinger, Vasco Mirandola, Rufin Doh Zeyenouin, Francesco Martino, Alexandra Gottschlich, Guè, Lorenzo Pellegrinetti.

DURATA: 133 minuti


TRAMA

Mariano De Santis, un ormai anziano Presidente della Repubblica alla fine del suo mandato, durante il semestre bianco affronta una crisi morale quando si trova a dover scegliere se concedere la grazia a due persone che hanno commesso un omicidio e se firmare la legge sull'eutanasia.

RECENSIONE

Ancora sei mesi e torni a casa tua

Dopo la terribile caduta narrativa costituita da Parthenope, Paolo Sorrentino riemerge dagli inferi realizzando La Grazia, in cui usa la vita di un Presidente della Repubblica al crepuscolo del suo mandato come metafora dei dilemmi che la vita pone a tutti noi.

Dopo aver raccontato I primi ministri Giulio Andreotti e Silvio Berlusconi, nei film biografici Il Divo e Loro, questa volta Sorrentino ci racconta Mariano De Santis, un Presidente della Repubblica fittizio che con molta probabilità è ispirato a Oscar Luigi Scalfaro e Sergio Mattarella. Gran parte delle scene ambientate a Roma Sorrentino le ha ricostruite meravigliosamente a Torino, facendo sembrare così che il lungometraggio sia stato girato realmente nella capitale italiana.


Resta il fatto che tu sei stato un grande Presidente della Repubblica 

Per interpretare il suo Presidente della Repubblica Paolo Sorrentino si è rivolto di nuovo al suo attore feticcio, Toni Servillo, con il quale è giunto ormai alla settima collaborazione. Servillo ci regala un'interpretazione come sempre perfetta, calandosi benissimo nel personaggio del quale riesce a cogliere tutte le complesse sfumature psicologiche che Sorrentino ha creato in sceneggiatura. Sorrentino non è nuovo a realizzare film sulla politica, ma sia Il Divo che Loro si concentravano nel raccontare il punto di vista sorrentiniano su dei precisi momenti storici italiani, mentre invece qui il regista napoletano usa la politica come metafora della vita, concentrandosi maggiormente sui dilemmi dal quale De Santis è posseduto.

La Grazia non è il capolavoro di Paolo Sorrentino, che resta per ora Il divo, ma si annovera tra i suoi film più interessanti. Il duo costituito da Sorrentino e Servillo è davvero infallibile  ed è ormai un sodalizio solido a livello internazionale, come quelli costituiti da  Scorsese e De Niro e dallo stesso Scorsese con Di Caprio. Sorrentino completa Servillo come attore e Servillo completa Sorrentino come regista e se continuano a regalarci pellicole come La Grazia non resta che augurarci che continuino a lavorare insieme.

Firmare quella legge richiede un coraggio che tu non possiedi


Voto: 4,5/5 






domenica 18 gennaio 2026

28 anni dopo - Il tempio delle ossa

 

TITOLO: 28 anni dopo - Il tempio delle ossa

TITOLO ORIGINALE: 28 Years Later: The Bone Temple

ANNO DI PRODUZIONE: 2026

CASA DI DISTIRIBUZIONE: Eagle Pictures

PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti, Regno Unito

GENERE: orrore, azione, drammatico, fantascienza

REGIANia DaCosta

CASTAlfie Williams,  Ralph Fiennes, Jack O'Connell, Erin Kellyman, Chi Lewis-Parry, Emma Laird, Cillian Murphy.

DURATA: 109 minuti 


TRAMA

Nel nuovo capitolo della saga il dottor Kelson si trova coinvolto in una relazione che lo sconvolge, con conseguenze capaci di cambiare il destino del mondo per sempre, mentre l'incontro di Spike con Jimmy Crystal si trasforma in un incubo senza via di scampo.


RECENSIONE

Ci stai guardando, padre? Maestro. D'accordo.

Dopo il primo capitolo uscito a giugno della saga di 28 anni dopo, reboot della saga di 28 giorni dopo, è già arrivato nelle sale il seguito. In questo seguito Danny Boyle, che era il regista del capitolo precedente e anche quello di 28 giorni dopo, lascia il timone della produzione alla regista Nia DaCosta, e nonostante il film non sia una delusione le differenze dal primo capitolo si notano.

28 anni dopo era stato un'ottima ripresa della saga di 28 giorni dopo. Con l'inserimento di una nuova storia e di nuovi personaggi lasciava però la narrazione in sospeso, aprendo così al seguito che è stato girato in concomitanza. Il personaggio che si intravedeva  potesse essere il vero protagonista era il bambino Spike, mentre invece Nia DaCosta ha deciso di dare più rilevanza al dottor Kelson, interpretato da un bravissimo Ralph Fiennes, decidendo così erroneamente di non approfondire il personaggio di Spike e rendendolo marginale.


Vaghiamo per la terra alla ricerca di anime da consegnare all'inferno.

La pellicola diretta da Nia DaCosta riesce a mantenere un buon ritmo nello svolgersi della trama e non annoia mai lo spettatore. Ralph Fiennes è capace alla perfezione di cogliere tutte le diverse e complesse sfaccettature psicologiche del dottor Kelson e a metterle in scena appropriatamente. Bravo anche Jack O'Connell, ottimo interprete nella parte di un delirante cattivo, avido e assetato di potere, che plagia le menti della sua setta.

28 anni dopo - Il tempio delle ossa  è un seguito più sottotono rispetto al capitolo precedente, ma Nia DaCosta riesce a fare un film che intrattiene  e che in certe scene spaventa anche. Sicuramente ha realizzato un risultato migliore del suo disastroso film Marvel The Marvels, nel quale non c'era proprio nulla da salvare. 

La mia morte non mi ha spaventato per molti anni. 

Voto: 3,5/5




mercoledì 14 gennaio 2026

Song Sung Blue - Una melodia d'amore

 

TITOLO: Song Sung Blue - Una melodia d'amore

TITOLO ORIGINALE: Song Sung Blue

ANNO DI PRODUZIONE: 2025

PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti d'America

CASA DI DISTRIBUZIONE: Universal Pictures International Italy

GENERE: biografico, musicale

REGIA: Craig Brewer

CAST: Hugh Jackman, Kate Hudson, Ella Anderson, King Princess, Michael Imperioli, Hensley, Mustafa Shakir, Jayson Warner Smith, Fisher Stevens, Jim Belushi, Cecelia Riddett, Sean Allan Krill, Beth Malone, John Beckwith, Erika Slezak.

DURATA: 132 minuti


TRAMA

Due musicisti in difficoltà danno vita ad una gioiosa tribute band dedicata  a Neil Diamond, dimostrando che nella vita non è mai troppo tardi per trovare l'amore e seguire i propri sogni. 


RECENSIONE

Non sono un cantautore. Non sono un sex symbol. Voglio soltanto intrattenere il pubblico.

Song Sung Blue - Una melodia d'amore racconta la storia vera dei musicisti della tribute band dedicata a Neil Diamond : Mike ("Lightning") e Claire ("Thunder") Sardina, interpretati da due ottimi Hugh Jackman e Kate Hudson. Il film narra la loro storia d'amore e gli alti e bassi che la vita gli ha riservato.

La pellicola biografica diretta da Craig Brewer è ispirata al documentario del 2008 dal titolo omonimo Song Sung Blue - Una melodia d'amore, diretto da Greg Kohs, e ne segue adeguatamente lo schema. La regia di Brewer si dimostra talentuosa nel rappresentare la storia di due persone comuni, e sfruttando la vita di questi due musicisti riesce a raccontare un pezzo di Stati Uniti, come spesso accade in questo genere di film.


Avrei bisogno di sapere che sto facendo la cosa giusta.

Il film si inserisce nel filone, ora di moda, di pellicole sulle star della musica, che è nato dal lungometraggio su Freddie MercuryBohemian Rhapsody,  e proseguito con altre opere come ElvisA Complete Unknown e Springsteen - Liberami dal nulla, distinguendosi però da essi nel raccontare le vicende di persone più ordinarie e meno famose di artisti come Elvis Presley, Bob Dylan e Bruce Springsteen. E proprio nel racconto della normalità, e non dello sfarzo e del successo, sta il punto di forza del film, che senza alcun snobismo  descrive due vite come tante altre. Hugh Jackman dimostra ancora una volta di essere un attore estremamente versatile, che sa passare dai film d'azione a quelli musicali con facilità e destrezza.

Song Sung Blue - Una melodia d'amore non si aggiudicherà il primato del miglior film biografico musicale di sempre, ma è un lungometraggio che lascia un grande spazio ai sentimenti e alla forza della musica che li suscita.

Tutti a bordo.


Voto: 3,5/5






lunedì 12 gennaio 2026

No Other Choice - Non c'è altra scelta

 
 

TITOLO: No Other Choice - Non c'è altra scelta

TITOLO ORIGINALE:  어쩔 수가 없다
Eojjeol suga eopda

ANNO DI PRODUZIONE: 2025

PAESE DI PRODUZIONE: Corea del Sud

CASA DI DISTRIBUZIONE: Lucky Red

GENERE: commedia, thriller

REGIA: Park Chan-wook

CAST: Lee Byung-hun, Son Ye-jin, Park Hee-soon, Lee Sung-min, Yeom Hye-ran, Cha Seung-won, Yoo Yeon-seok.

DURATA: 139 minuti


TRAMA

Licenziato dopo un quarto di secolo di onorato servizio per l'azienda dove lavorava, un uomo disperato si ritrova a spingersi troppo oltre pur di trovare un nuovo posto di lavoro in un mercato ipercompetitivo.


RECENSIONE

Vedrai che ce la farai. Sarà il migliore colloquio di sempre.

Il regista di Old Boy, Park Chan-wook, torna dietro alla macchina da presa per No Other Choice - Non c'è altra scelta, un adattamento del romanzo The Ax di Donald E. Westlake, che aveva già avuto una trasposizione per il cinema nel 2005 con il film Cacciatore di teste, del regista greco Costa-Gavras.

Park Chan-wook sposta l'ambientazione del romanzo dagli Usa alla Corea del Sud, riadattando così la storia al contesto coreano. No Other Choice - Non c'è altra scelta è un thriller grottesco, che racconta i complessi meccanismi del mercato capitalista e di come esso macini le persone  come in un tritacarne, fornendo così al thriller un messaggio politico piuttosto evidente.


Falli tutti secchi

Per interpretare il ruolo del disoccupato, Park Chan-wook ha scelto Lee Byung-hun, una delle star di Squid Game, la popolare serie televisiva coreana targata Netflix, il quale si rivela molto efficace nella parte,  raffigurando al meglio la disperazione psicologica del protagonista.

No Other Choice - Non c'è altra scelta è un film che riflette in una maniera interessante sulla complessità del mondo del lavoro odierno e su quanto questo mondo sia oggi esigente e competitivo, arrivando a mettere le persone in conflitto tra loro per meri per scopi economici.

Per provvedere ai bisogni della mia famiglia farei qualsiasi cosa.


Voto: 4/5




giovedì 8 gennaio 2026

Una di famiglia

 

TITOLO: Una di famiglia 

TITOLO ORIGINALEThe Housemaid

ANNO DI PRODUZIONE:  2025

PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti d'America

CASA DI DISTRIBUZIONE: 01 Distribution

GENERE: thriller

REGIA: Paul Feig

CAST: Sydney Sweeney, Amanda Seyfried, Brandon Sklenar, Michele Morrone, Elizabeth Perkins,Mark Grossman,Hannah Cruz, Indiana Elle.

DURATA: 130 minuti


TRAMA

Millie è una giovane donna in fuga dal proprio passato. Accetta una lavoro come domestica nella sfarzosa villa di Nina e Andrew Winchester. Quello che inizialmente sembra essere il lavoro dei sogni e l'opportunità per ricominciare, si trasforma velocemente in un sottilissimo gioco fatto di segreti, seduzione, scandali e potere. Dietro le apparentemente rassicuranti porte chiuse di casa Winchester in realtà nessuno è al sicuro e tutti nascondono un segreto.

RECENSIONE

Non so come faccia a sopportarla.

Il regista Paul Feig traspone per il cinema il romanzo The Housemaid di Freida McFadden, un thriller al femminile con protagoniste Sydney Sweeney e Amanda Seyfried.

Fin dalle fasi iniziali Una di famiglia sembra prendere una precisa direzione dove la moglie e madre Nina (Amanda Seyfried) è la cattiva che denigra la sua domestica Mollie (Sydney Sweeney), facendo sembrare suo marito Andrew il difensore della ragazza (Brandon Sklenar). A metà film invece avviene un colpo di scena inaspettato, dove i ruoli si capovolgono e Nina, che sembra essere la cattiva della storia, si scopre essere una vittima di Andrew, che è la vera mente psicopatica della storia. Paul Feig usa in modo intelligente le regole del thriller per sorprendere il pubblico e sovvertire la storia.

 
 

Devo andarmene da qui.

Sydney Sweeney e Amanda Seyfried si rivelano una coppia recitativa particolarmente efficace, soprattutto nel reggere i ribaltamenti di trama che caratterizzano la pellicola e nel rappresentare i cambiamenti nei rapporti che avvengono nelle due donne protagoniste, che si scoprono inaspettate alleate. Paul Feig lascia mano libera alle sue due attrici fidandosi del loro talento e incentrando così su di loro tutto il film.

Una di famiglia è  un thriller che da un lato mantiene fede alle regole del genere e dall'altro le sovverte, facendo così immergere il pubblico nel complesso gioco psicologico che è alla base della trama del film.

O mio dio. Ma che razza di mostri siamo?


Voto :  3,5/5 


mercoledì 7 gennaio 2026

Maus

 


TITOLO:Maus

TITOLO ORIGINALE: Maus: A Survivor's Tale

ANNO DI EDIZIONE: 1980-1991

CASA EDITRICE: Einaudi

PAGINE: 292

COSTO EDIZIONE: 21.00 Euro 

COSTO AMAZON: 19,95 Euro



TRAMA

La trama: Art racconta la vera storia di suo padre Vladek, ebreo polacco sopravvissuto ad Auschwitz. Nel fumetto gli ebrei sono rappresentati come topi, i nazisti come gatti, i polacchi come maiali, gli americani come cani, ecc.
La storia va avanti su due piani: il presente, dove Art (negli anni ‘70-‘80) intervista il padre anziano e un po’ burbero, e il passato, dal 1939 al 1945, con l’arrivo dei nazisti in Polonia, il ghetto, i nascondigli, la deportazione e la vita nei lager. È crudo, durissimo, senza filtri: fame, tradimenti, umiliazioni, la lotta quotidiana per sopravvivere.
Alla fine Vladek racconta come è riuscito a uscire vivo dal campo e a ritrovare la moglie Anja (che però dopo la guerra si suiciderà). È un capolavoro, ha vinto il Pulitzer (unico fumetto nella storia) e racconta l’Olocausto in un modo che ti entra dentro come nessun altro libro.


RECENSIONE
Il corpo umano… è come un motore: se lo usi, funziona.

Ragazzi,
ecco Maus di Art Spiegelman è un capolavoro assoluto del fumetto, un’opera che ha proprio ridefinito cosa può fare un graphic novel, trattando temi pesanti e tragici con una forza che ti lascia senza parole.
L’ho letto anni fa (in Italia c’è l’edizione integrale Einaudi), è uscito tra l’80 e il ’91, e ha preso il Pulitzer speciale nel ’92 .
Primo fumetto della storia a vincerlo.
Ancora oggi è un riferimento per chiunque si avvicini ai fumetti seri.
La storia è quella vera del padre dell’autore, Vladek Spiegelman, sopravvissuto alla Shoah: parte dall’incontro con la moglie Anja nella Polonia degli anni ’30, passa per le persecuzioni, il ghetto, Auschwitz, fino alla liberazione.
Le donne sono diverse....più isteriche, ma più forti di noi.

Ma non è solo un memoir storico: Spiegelman mescola il passato con il presente, mostrando il rapporto complicato tra lui e il padre anziano negli anni ’70-’80 .
Vladek è tirchio, ossessivo, segnato dal trauma, e Art deve fare i conti con quell’eredità pesante.
La cosa più geniale (e all’inizio un po’ controversa) è la metafora degli animali: ebrei come topi, nazisti come gatti, polacchi maiali, americani cani.
Sembra strano, quasi rischioso, ma funziona da dio: crea distanza dall’orrore puro, lo rende universale come una favola nera, e allo stesso tempo sottolinea quanto i nazisti disumanizzassero le vittime. Il disegno è minimalista, tutto in bianco e nero, linee semplici ma super espressive .
Niente fronzoli, solo crude onestà .
Ma in guerra tutto va storto.

Voto: 5/5

domenica 4 gennaio 2026

Primavera

 
TITOLO: Primavera

TITOLO ORIGINALE: Primavera

ANNO DI PRODUZIONE:  2025

PAESE DI PRODUZIONE: Italia, Francia

CASA DI DISTRIBUZIONEWarner Bros. Entertainment Italia

GENERE: Drammatico, biografico, musicale, storico

REGIADamiano Michieletto

CASTTecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi, Fabrizia Sacchi, Valentina Bellè, Stefano Accorsi.

DURATA: 110 minuti 


TRAMA

Primi del Settecento. Il Pio Ospedale della  Pietà è il più grande orfanotrofio di Venezia, ma è anche un'istituzione che avvia le giovani orfane più brillanti allo studio musicale. L'orchestra della Pietà è una delle più apprezzate al mondo. Cecilia, una giovane ventenne che vive da sempre dentro l'orfanotrofio, è una straordinaria violinista. L'arte le ha aperto la mente ma non le porte dell'orfanotrofio:  può esibirsi solo tra le mura dell'istituto, dietro una grata, per dei ricchi mecenati. Questo durerà fino a quando incontrerà il suo nuovo insegnante, Antonio Vivaldi, e da quel momento la sua vita non sarà più la stessa.


RECENSIONE

Ogni domenica suoniamo dietro una grata perchè nessuno deve mai vederci in volto.

Damiano Michieletto, dopo una lunga e fortunata carriera nel teatro, ha deciso di intraprendere la carriera di regista cinematografico, arrivando al suo secondo lungometraggio con Primavera, un film che racconta la musica di Antonio Vivaldi.
In Primavera Vivaldi è interpretato da un insolito Michele Riondino, che nella sua gamma di ruoli  ci aveva abituati a parti di tenore ben diverso da quello del geniale maestro veneziano, ma la scelta di Michieletto si è rivelata azzeccata e Riondino interpreta bene un Vivaldi introverso e poco estroso. La sceneggiatura scritta da Ludovica Rampoldi si concentra sul raccontare il periodo in cui Vivaldi era un insegnante di violino in istituti come quello della Pietà a Venezia, dove instaurerà un rapporto con la sua giovane e promettente allieva Cecilia, interpretata da Tecla Insolia, che possiamo definire la vera protagonista di questa storia. 

 

Proviamo queste variazioni.

Damiano Michieletto  mantiene uno stile fortemente teatrale, facilitato dal fatto che Primavera  è una pellicola in costume. La Venezia settecentesca è stata ricostruita molto nel dettaglio sia  per quello che riguarda i costumi che per la scenografia, dove viene illustrato benissimo lo stile veneziano di quei tempi. Nel film troviamo, oltre  a Michele Riondino e Tecla Insolia, anche il simpatico Andrea Pennacchi, che interpreta un governatore dal goffo accento veneto.

Primavera, oltre a raccontare Vivaldi, lo inserisce  nella propria colonna sonora, che è interamente composta da pezzi del musicista e compositore veneziano. Michieletto con il suo film non vuole tanto narrare la vita di Vivaldi,  ci racconta invece la sua musica, celebrando così la grandezza di questo eccezionale artista.

Io vorrei fare una musica che esalti. Che stordisca. Che sia come la vita.


Voto: 3,5/5





La grazia

  TITOLO : La grazia TITOLO ORIGINALE : La grazia ANNO DI PRODUZIONE : 2025 CASA DI DISTRIBUZIONE :  PiperFilm GENERE :  drammatico PAESE DI...