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martedì 12 aprile 2022

"Wicked", di Gregory Maguire

 


TITOLO: Wicked. Vita e Opere della Perfida Strega dell'Ovest

TITOLO ORIGINALE: Wicked. The Life and Times of the Wicked Witch of the West

SAGA: The Wicked Years #1

AUTORE: Gregory Maguire

ILLUSTRATORE: Douglas Smith

CASA EDITRICE: Oscar Mondadori Vault. collana Oscar Fantastica

GENERE: Fantasy per adulti

PAGINE: 468

DATA DI PUBBLICAZIONE: 5 aprile 2022

PREZZO EBOOK: € 9,99

PREZZO CARTACEO: € 22,00



TRAMA



Quando Dorothy ha trionfato sulla Perfida Strega dell'Ovest nel classico di L.Frank Baum abbiamo sentito solo la sua versione della storia. Ma per quanto riguarda la sua arcinemica, la misteriosa Strega? Da dove veniva? Com'è diventata così perfida? E qual è la vera natura del male?



RECENSIONE



Cosa credi di sapere sulla perfidia?


Non tutti lo sanno, ma sono una grande appassionata de Il Meraviglioso Mago di Oz, della trasposizione cinematografica con Judy Garland del'39, del sequel dell'85 e soprattutto del musical Wicked, che ho avuto la fortuna di vedere dal vivo all'Apollo Victoria Theatre di Londra nel 2017. Il romanzo su cui quest'ultimo è basato era fuori catalogo da tanti anni qui in Italia, ma per fortuna Oscar Vault ne ha acquisito i diritti e lo ha ripubblicato, complice anche l'annuncio del film. È ambientato prima e durante gli avvenimenti de Il Meraviglioso Mago di Oz, e si apre con la nascita della piccola Elfaba Thropp, discendente di una famiglia nobile. Stranamente, la bambina viene al mondo con la pelle verde, i denti affilati e una forte allergia all'acqua, e tutto questo la rende fin da subito un'emarginata. A diciassette anni si iscrive all'Università di Shiz, dove conosce la viziata Galinda (che poi cambierà il nome in Glinda), la futura Strega del Nord, e diventa un'attivista per i diritti degli Animali, creature parlanti e senzienti che subiscono discriminazioni per colpa delle leggi introdotte dal Mago di Oz, un vero e proprio dittatore. Quello che la ragazza ignora è che dentro di lei si nasconde una grande abilità magica, e che ben presto si trasformerà da studentessa a ribelle, finché non sarà conosciuta in tutta Oz come la Perfida Strega dell'Ovest.

Se non fossi stata consapevole fin dall'inizio che è completamente diverso dal musical omonimo, probabilmente non sarei riuscita a godermi Wicked , ma per fortuna ho avuto modo di apprezzarlo per quello che é: un romanzo tanto affascinante quanto struggente che ha riscritto in chiave originale, cupa e satirica una storia classica, rendendole degnamente omaggio. Ciò che salta subito all'occhio è la ricca varietà e complessità dei personaggi. Ho avuto modo di rivalutare nel bene e nel male alcuni di loro, per altri invece l'odio è aumentato a dismisura, specialmente per il Mago, quel bieco dittatore che non si fa alcuno scrupolo a distruggere vite innocenti, schiavizzare chi cerca di opporsi, usare le persone come esca e compiere violenze e discriminazioni a danno degli Animali, che secondo lui dovrebbero solo essere visti, non ascoltati. Per quanto riguarda gli altri, Glinda ha un ruolo un po' più marginale rispetto al musical e un carattere ancora più snob, mentre la star indiscussa è ancora una volta Elfaba, che ho amato profondamente. È una figura complessa, né del tutto positiva né del tutto negativa, piena di ideali, sogni destinati a infrangersi, voglia di essere amata, e per certi versi ha qualcosa che la accomuna a Dorothy, ma non vi svelerò di cosa si tratta per non rovinarvi la sorpresa.







Nessuno controlla il nostro destino. Anche nel peggiore dei casi, la possibilità di scegliere rimane.



Questo non è un fantasy per ragazzi contrariamente al classico di Baum, ma un romanzo per adulti. Contiene sequenze molto esplicite e crude, condanne al  fanatismo religioso, questioni legate al terrorismo e riflessioni sul libero arbitrio e sulla vera natura del male. Ma soprattutto è una tragedia, la tragedia umana di Elfaba, della quale assistiamo pagina dopo pagina al lento e inesorabile declino, mentre perde tutto ciò che le è caro, dai sogni all'amore e all'amicizia. Si soffre insieme a lei, e non poco, ma allo stesso tempo si evade dalla realtà e ci si immerge in un altro mondo. Sono felice di esssere stata abbastanza masochista da dedicarmi a questa lettura nonostante sapessi cosa mi aspettava, come ho fatto l'anno scorso con Notre Dame de Paris pur sapendo quanto è lontano da Il gobbo di Notre Dame della Disney (allerta spoiler: li amo entrambi). Perciò, se siete come me, leggete anche voi il magnifico Wicked, fonte d'ispirazione del mio musical preferito di sempre, e lasciatevi incantare dalle magnifiche illustrazioni di Douglas Smith e dalla postfazione di Gregory Maguire, che svela molti interessanti retroscena. Per quanto mi riguarda, spero che Oscar Vault pubblichi anche gli altri tre libri della saga, e che la trasposizione cinematografica del musical arrivi presto. 



L'autentica natura del male sfugge a tutti. Ne avete sviscerato l'aspetto umano, ma quello universale è rimasto nell'ombra. O viceversa. Non dimenticate il vecchio adagio: com'è fatto un drago sotto la corazza? Impossibile saperlo, perché se lo apriamo per controllare il drago non sarà più sotto la corazza. Il guaio è che, per definizione, il male si nasconde.



VOTO: 5/5






lunedì 11 aprile 2022

Coda-I segni del cuore

 

  

TITOLO: CODA - I segni del cuore

TITOLO ORIGINALE: CODA

GENERE: Commedia drammatica

ANNO DI PRODUZIONE: 2021

PAESE DI PRODUZIONE: Stati Uniti d'America, Francia, Canada

CASA DI DISTRIBUZIONE: Eagle Pictures

REGIA: Sian Heder

CAST: Emilia Jones, Eugenio Derbez, Troy Kotsur, Ferdia Walsh-Peelo, Daniel Durant, Marlee Matlin,  Amy Forsyth, Kevin Champan 

DURATA: 111 minuti      

 

TRAMA

Ruby, una ragazza di 17 anni, è l'unica persona udente nella sua famiglia composta interamente da persone sorde. La ragazza sente il bisogno di realizzare il proprio sogno di diventare una cantante ma allo stesso tempo si sente addosso la responsabilità di prendersi cura dei suoi famigliari.

 

RECENSIONE

Ti vergogni ?  Davvero ?

CODA - I segni del cuore è il rifacimento del film francese del 2014 La famiglia Belier, e ha vinto l'Oscar come miglior film nell'ultima edizione degli Academy Awards. Bisogna essere molto franchi: il film è una  completa delusione. Purtroppo è quel tipo di pellicola del quale proprio non avevamo alcun bisogno, essendo impossibile riuscire a ripetere l'originalità di un film come La famiglia Belier. Infatti l'ambientazione statunitense cancella lo stile europeo, ma soprattutto francese, che da quel film emana e che ne costituisce un lato affascinante.

    

 Libera il mostro.

Inoltre, in CODA, certe scene sono praticamente una scopiazzatura dell'originale francese. Nel film originale la sordità è solo uno dei tanti temi trattati ma non l'unico. Nella versione americana invece si sente tantissimo l'influenza del politicamente corretto, che ormai sta ingessando tanti film hollywoodiani. Uno degli aspetti più controversi in tal senso è la scelta di un cast composto da una maggioranza di persone che sono realmente sorde e che quindi interpretano se stesse, scelta motivata solo dal fatto che ci sono state  polemiche sull'ipotesi di far interpretare dei personaggi non udenti da attori udenti, pur non rappresentando ciò un'offesa verso la comunità dei sordi. Inoltre, tale scelta non valorizza adeguatamente gli attori sordomuti, perché il senso della recitazione è interpretare un personaggio diverso da se stessi. L'unica nota positiva è l'interpretazione di Emilia Jones, che salva il film da una completa catastrofe.

In confronto a un film come Sound of Metal, altra opera sulla stessa tematica, CODA è davvero poca cosa. Nella cinquina degli Oscar di quest'anno c'erano pellicole che avrebbero meritato molto di più la vittoria, ma gli Oscar hanno deciso di non rischiare e di premiare una pellicola che è stata praticamente fatta e impacchettata per vincere la statuetta, fingendo un'originalità di fatto inesistente.

Come ti senti quando canti ?

Voto: 2/5 



 

 


domenica 10 aprile 2022

"Heartstopper- Volume 2", di Alice Oseman

 


TITOLO: Heartstopper- Volume 2

SAGA: Heartstopper #2

AUTORE: Alice Oseman

CASA EDITRICE: Oscar Mondadori Vault, collana Oscar Ink

GENERE: Graphic novel a tema LGBTQIA+  young adult con romance MM

PAGINE: 324

DATA DI PUBBLICAZIONE: 6 ottobre 2020

PREZZO EBOOK: € 10,99

PREZZO CARTACEO: € 17,00



TRAMA



Nick e Charlie sono grandi amici. Nick sa che Charlie è gay, e Charlie è sicuro che Nick non lo sia. Ma l'amore percorre strade inaspettate, e Nick scoprirà parecchie cose sui suoi amici, sulla sua famiglia e su se stesso.



RECENSIONE



-Ci siamo baciati due volte e le ho rovinate entrambe. Perché non possiamo solo baciarci ed essere felici?

-Non hai rovinato nulla. E io sono molto felice.


Ho letto il primo volume della saga quasi due anni fa, e inizialmente avevo deciso di aspettare che uscissero tutti gli altri quattro libri prima di proseguire, ma siccome ho scoperto che A)L'uscita del quinto ed ultimo volume è prevista per il 2023 e B) L'omonima serie Netflix uscirà il 22 aprile, ho deciso di cambiare i miei piani. Facendo un breve riassunto per chiunque non conosca ancora la storia, Charlie e Nick sono due liceali inglesi che, trovatisi vicini di banco per un gruppo di studio, sono diventati in poco tempo grandi amici. A una festa di un loro compagno di scuola, però, Charlie, gay dichiarato, ha baciato Nick, che poco dopo, sentendosi chiamare, è fuggito via. All'inizio del secondo volume, Charlie si sveglia dopo due ore di sonno in preda alla disperazione, convinto com'è di aver rovinato tutto e di aver perso per sempre il suo amico. Ma poi il campanello suona, lui va ad aprire e si trova davanti Nick, tutto gocciolante di pioggia. Comincia a chiedergli scusa, ma inaspettatamente il ragazzo lo interrompe con un secondo bacio, dimostrando di provare i suoi stessi sentimenti. Per Nick ha così inizio una grande sfida: capire chi è davvero e come rivelarlo agli altri.

Esistono due tipi di saghe al mondo: quelle che di volume in volume peggiorano e quelle che invece migliorano, e Heartstopper appartiene alla seconda categoria. Se già il primo libro mi aveva conquistata, il secondo mi ha fatto innamorare ancora di più, con una trama ancora più tenera, romantica e avvincente e illustrazioni meravigliose. È incentrato principalmente su Nick, che si ritrova a intraprendere un percorso di scoperta su se stesso e sul proprio orientamento sessuale in cui chiunque può identificarsi. Non è sempre facile, ci sono grandi timori e insicurezze, ma per fortuna lui non è solo: può contare sull'amore di Charlie, che capisce come si sente esendoci già passato con non poche difficoltà, e gli sta accanto, mostrandosi paziente, comprensivo e protettivo. E Nick lo protegge a sua volta nel momento del bisogno, rivelando ai lettori il motivo per cui la loro è una coppia così bella: ci sono sempre l'uno per l'altro, qualunque cosa accada, a sostenersi e a combattere fianco a fianco contro un modo troppo spesso non incline ad accettare la bellezza di un amore universale, grande e sincero.







Non sentirti costretto a fare coming out con nessuno finchè non sei pronto a farlo.



Anche in questo secondo capitolo, Charlie e Nick si trovano a fare i conti con pregiudizi, timori e soprattutto episodi di bullismo di matrice omofoba che mi hanno fatto ribollire il sangue nelle vene e rattristato, ma per fortuna i momenti di gioia, ilarità e tenerezza non mancano. Questi ultimi momenti mi hanno scaldato il cuore, perché sono bellissimi e pieni di speranza, ed è bellissimo anche il messaggio che l'autrice vuole trasmettere: non bisogna fare coming out se non ci si sente pronti e protetti, e quando finalmente arriva il momento giusto, occorre tenere presente che, anche se alcuni faranno fatica a capire, ci saranno sempre persone pronte a dare sostegno e amore, e non solo il proprio partner. Potrebbero essere i genitori, e amici come le mitiche Tara e Darcy, alle quali è dedicata una deliziosa ministoria in appendice.

In conclusione, Heartstopper volume 2 è un libro che vale davvero la pena leggere, e non vedo l'ora di tuffarmi nei prossimi capitoli per emozionarmi ancora una volta con questi fantastici ragazzi.



Uscire con te è come vivere un sogno.



VOTO: 5/5


















domenica 3 aprile 2022

"È questo amore?", di Elizabeth Lim

 


TITOLO: È questo amore?

TITOLO ORIGINALE: So this is love

SERIE: Disney- A Twisted Tale

AUTORE: Elizabeth Lim

CASA EDITRICE: Giunti

GENERE: Fantasy fiabesco young adult con romance FM

PAGINE: 400

DATA DI PUBBLICAZIONE: 1 settembre 2021

PREZZO EBOOK: € 6,99

PREZZO CARTACEO: € 14,00



TRAMA



Nemmeno nei suoi sogni più arditi Cenerentola avrebbe osato immaginare una serata così. Grazie alla magia di Smemorina, è sfuggita alla tirannia della matrigna e delle sorellastre e, bella come non mai, ha danzato tra le braccia di un affascinante sconosciuto. Quell'uomo misterioso è proprio il principe e la sta cercando, seguendo l'unica traccia in suo possesso: una scarpetta di cristallo. Cenerentola non riesce a provarla e non può dimostrare di essere la fanciulla del ballo. Ma non è nemmeno più disposta a sopportare le umiliazioni che Lady Tremaine, Anastasia e Genoveffa le infliggono tutti i giorni. Così decide di andarsene e si fa assumere a corte come cameriera. Al servizio della sorella del re, viene però a conoscenza di un intrigo che rischia di distruggere il regno. Cenerentola capisce di dover agire. Anche se, per combattere oscure trame di palazzo e vecchi pregiudizi, può contare soltanto sul suo amore e la sua lealtà.



RECENSIONE



Sii coraggiosa, mia cara. La strada per la felicità è spesso impervia.



Dopo aver esplorato le nuove storie di Elsa e Anna, Ariel e Biancaneve, eccoci di nuovo qui a immergerci nella serie Disney- A Twisted Tale, per scoprire cosa sarebbe successo se Cenerentola non avesse provato la scarpetta di cristallo. L'inizio è quello che già conosciamo: la nostra eroina arriva a palazzo, danza con un uomo affascinante senza conoscerne l'identità e sul più bello, allo scoccare della mezzanotte, è costretta a fuggire, per poi scoprire che quell'uomo è Charles in persona, il principe di Aurelais. Purtroppo viene rinchiusa in soffitta prima che possa dimostrare di essere la principessa misteriosa, e per evitare che le sorellastre la facciano franca distrugge l'unica scarpetta che le è rimasta, venendo venduta a un mercante dalla matrigna per vendetta. Fortunatamente, la ragazza riesce a saltare giù dal carro in corsa e, accompagnata dal fido cane Tobia e da una giovane sarta accorsa in suo aiuto, si reca a palazzo, dove viene assunta come cameriera personale della duchessa Genevieve, la zia di Charles. Mentre cerca di capire se quello che prova per lui è vero amore, frenata com'è dalla sua condizione sociale e da tutte le cattiverie subite, scopre che nel regno la magia è proibita e che qualcuno sta tramando per impossessarsi del regno. Ed è più che determinata a salvare la situazione.

È questo allor quel dolce ardor, quel canto che si chiama amor, dice la canzone. Ebbene, È questo amore? è riuscito davvero a farmi innamorare, conquistandosi un posto sul podio delle mie Twisted Tales preferite di sempre. Elizabeth Lim, che l'anno scorso mi aveva fatto sognare con la dilogia Il sangue delle stelle, ha fatto centro ancora una volta, intrecciando una storia romantica e avvincente che attinge a piene mani sia dal classico Disney sia dalla trasposizione in live action del 2015, il che si evince soprattutto dalla cura con cui sono stati trattati e approfonditi i personaggi. Cenerentola, troppo spesso sottovalutata da chi predilige principesse più "moderne", compie un'evoluzione splendida, profonda e sofferta. Ha dovuto fingere per anni di sorridere quando le cose andavano male, e le cattiverie subite dalla matrigna e le sorellastre hanno avuto delle conseguenze psicologiche non indifferenti, al punto da infestarle ancora i pensieri e a farla sentire insicura e indegna di ricevere amore, figuriamoci diventare una principessa. Ma pagina dopo pagina riesce a scendere a patti col proprio passato, a inseguire la vera felicità fino in fondo, ad assaporare la libertà, lottare per nobili cause e ad accettare e abbracciare il vero amore. Grazie a lei il principe Charles, che rispetto al classico ha molto più spazio e rivela ai lettori il suo passato, i suoi ideali e la sua indole romantica, si impegna assiduamente affinché il regno vada incontro al progresso di cui ha bisogno e le creature magiche, ingiustamente discriminate, possano tornare e vivere in armonia in mezzo al popolo.

Quanto agli antagonisti, Lady Tremaine e le sorellastre hanno uno spazio minore, anche se in un certo senso sono onnipresenti attraverso il ricordo sempre vivo delle loro malefatte, e la vera star altri non è che il granduca, del tutto distaccato dalla controparte animata e attinente a quella del live action, con un'indole conservatrice, ambiziosa e sadica che lo rende spaventosamente reale e dimostra che, quando l'amore e il bene stanno percorrendo la strada della vittoria, il male s'inasprisce tentando di giocarsi tutte le carte, e che a volte i piani malvagi nascono con le migliori intenzioni.







Le cattiverie, la malattia, la morte non si possono controllare. Ma se hai la possibilità di essere felice, perché non dovresti coglierla?



Oltre all'approfondimento dei personaggi già noti e all'inserimento di nuovi arrivati come la duchessa Genevieve, una donna burbera ma di buon cuore e un po' stravagante, il maggior pregio di questo libro è l'efficace semplicità con cui l'autrice ha affrontato temi delicati e importanti come il lutto, il bullismo psicologico, la politica, il classismo e la discrimazione razziale, ancora una volta rappresentata, cosa che amo perdutamente, dalla comunità magica di cui Smemorina fa parte. Ritengo che questo aspetto, così come gli intrighi di corte, abbia avuto il merito di aver impreziosito e attualizzato la storia, rendendola perfetta sia per i bambini sia per gli adulti. Ed è  molto bello anche il messaggio che vuole trasmettere, ovvero che il vero amore e la felicità sono dei piccoli grandi miracoli che hanno bisogno di tempo, cura e pazienza per diventare realtà.

In conclusione, se avete voglia di tornare a sognare, leggete È questo amore?, e ricordate che il 13 aprile la serie si arricchirà con l'uscita italiana di C'era una volta un sogno (ispirato a La bella addormentata nel bosco), e Ciò che un giorno era mio (ispirato a Rapunzel).



Che cos'è la magia se non un piccolo miracolo, di quelli  che accadono ogni giorno, soprattutto sotto forma di amore e gioia?



VOTO: 4,5/5












sabato 2 aprile 2022

Sul sentiero sentiero blu

 

TITOLO: Sul sentiero blu

GENERE: Documentario

ANNO DI PRODUZIONE: 2022

CASA DI DISTRIBUZIONE: Wanted Cinema

PAESE DI PRODUZIONE: Italia

DURATA: 90 minuti  

 

TRAMA

Un gruppo di giovani parte per un viaggio a piedi di nove giorni e 200 km da percorrere assieme ai loro medici ed educatori. I giovani sono tutti collegabili al mondo dell'autismo e il viaggio (che ha come meta finale Roma) sarà per loro un aiuto prezioso nell'affrontare le proprie difficoltà e le emozioni.

 

RECENSIONE

Mentre ci siamo oggi partiamo alla volta della città santa dove ci aspetterà il santo padre e poi magari Mario Draghi, Barack Obama, Silvio Berlusconi.

Sul sentiero blu  era il film sull'autismo che ci voleva. Diretto da Gabriele Vacis, è un racconto profondamente originale, che ha il coraggio di parlare di questo tema eliminando qualsiasi pietismo e evitando di farne la solita rappresentazione melensa,  facendo piuttosto vedere come le persone autistiche riescano ad affrontare le proprie difficoltà.

Il messaggio più importante che ci da la visione del documentario, è che l'autismo fa parte del mondo ed è anche un mondo a parte. Il regista ha deciso di raccontare una condizione come l'autismo andando oltre gli schemi e prediligendo una narrazione emotiva.

Sul sentiero blu non è un documento che vuole dare una spiegazione diagnostica dell'autismo. E' un film che vuole commuovere, emozionare e soprattutto creare empatia verso le persone con questo disturbo. Finalmente si assiste ad una narrazione priva di stereotipi, cosa che purtroppo invece non accade in molteplici produzioni soprattutto hollywoodiane, e viene proposta una rappresentazione delle persone autistiche come semplicemente umane.

 

Giuseppe, anche te devi provare a salutare tutti oggi.

Uno degli elementi più interessanti di questo documentario è che si possono vedere le terapie specifiche, attuate con il supporto dello specialista dr. Roberto Keller, che i ragazzi autistici esperimentano all'aperto. Questo può essere un elemento molto utile, per chi non abbia una conoscenza approfondita di una neurodiversità come l'autismo, per comprenderne meglio le caratteristiche. Molto azzecato l'inserimento nella colonna sonora della canzone Il più grande spettacolo dopo il Big Bang di Jovanotti, che è una canzone che nella sua semplicità riesce a cogliere in pieno il significato del documentario ed è anche un pezzo che alcuni ragazzi hanno ascoltato durante il viaggio.

Sul sentiero blu si distingue da ogni prodotto realizzato sull'autismo fino ad oggi. Se non è il miglior lungometraggio su questa tematica, è sicuramente il migliore realizzato in anni recenti. Questo perchè ci insegna che, a volte, i nostri punti di debolezza possono diventare i nostri punti di forza ed è in fondo questo il messaggio che il film vuole trasmettere.

La bellezza delle persone con autismo è essere profondamente autentiche e esplicite. Questo talvolta, nella nostra società, può essere perfino considerato una disabilità.

Voto: 4,5/5



 

 

 

 

mercoledì 30 marzo 2022

Red

 

TITOLO: Red

TITOLO ORIGINALE: Turning Red

GENERE: animazione, fantastico, commedia, avventura

ANNO: 2022

REGIA: Domee Shi

PAESE: Stati Uniti

DURATA: 99 minuti

PRODUZIONE: Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures

DISPONIBILITA': Disney+

TRAMA

Red, film diretto da Domee Shi, racconta la storia di Mei Lee, una tredicenne, che in piena tempesta ormonale, durante i difficili e tormentati anni della pubertà, è pronta a vivere quello che lei stessa definisce "l'anno migliore del mondo". Una mattina, però, Mei Lee si risveglia con fattezze per nulla adolescenziali, ma simili a quelle di un grosso panda rosso dal pelo morbidissimo. È sua madre a spiegarle che la sua famiglia è anticamente collegata da un legame mistico con l'animale, che ha causato un difetto del gene.
Questa trasformazione animalesca, però, si innesca soltanto quando la giovane si entusiasma e prova emozioni forti, creandole non poco imbarazzo e situazioni spiacevoli a scuola. Come gestirà Mei Lee questa situazione?

RECENSIONE

Attenzione! Onorare i genitori
è giusto, ma se esageri, poi... Beh...
Dimentichi di onorare te stessa .

Disney e Pixar ci fanno scoprire una storia con delle caratteristiche tutte nuove, tra cui dei temi di grande maturità, che erano già stati introdotti in Inside Out. Temi relativi alla crescita, all'adolescenza, ma anche alla pubertà. Mai, prima di ora, avevamo visto la Disney produrre un cartone che tratta in modo diretto un argomento così delicato, eccezion fatta per Il Gobbo di Notre Dame, il cartone più adulto che la nota casa di produzione abbia mai realizzato, nel quale viene trattato il tema della sessualità, che viene espresso nell'amore maniacale di Frollo per Esmeralda. Ma con Red andiamo più indietro, affrontando le questioni intime dal punto di vista di una ragazzina di Toronto, nata in una famiglia di origini cinesi.

Trama e sviluppi coerenti che raccontano, in chiave metaforica, una semplice storia di preadolescenti che attraversano la fase in cui inizia il passaggio verso l'età adulta, facendo fronte sia alle cose belle che alle situazioni critiche di tale periodo. Mei, la protagonista, si ritrova a dover gestire in maniera più forte queste crisi, poiché la sua famiglia nutre grandi aspettative nei suoi confronti, e deve gestire anche il conflitto tra il suo desiderio di realizzarsi e l'amore per i genitori, tra il sentimento d'indipendenza e quello di devozione ai suoi cari. La sua trasformazione nel panda rosso è una perfetta allegoria che manifesta questo suo conflitto, ed è anche simbolo della tempesta ormonale della pubertà, del momento in cui si sviluppano nuovi stimoli, che vengono esternati da comportamenti istintivi, nei quali si esprimono emozioni forti.

 Mi piacciono i ragazzi,
la musica ad alto volume,
adoro agitare i fianchi.
Ho tredici anni, accettalo!
 
I temi del film, anche se vengono rappresentati con degli elementi fantastici e metaforici, tuttavia vengono espressi apertamente, e dal punto di vista femminile, altra novità se si considera che, negli anni passati, le femmine non potevano avere una propria pubertà. I personaggi sono, per la maggior parte, femmine, però sono tutte delle femmine che vanno al di fuori degli stereotipi di femmina disneyana dall'animo candido. Merida dal film Ribelle - The Brave aveva già introdotto un nuovo modello di personaggio femminile e con Red ci ritroviamo delle ragazze che sono delle maschiacce in tutto e per tutto. Sono anche originali alcuni nuovi elementi grafici, se li considera nel contesto della Disney, tra cui gli occhioni che luccicano e le gocce di sudore sul viso, che ricordano molto i manga. 
Questa pellicola può essere un'ottima ispirazione per tutti e soprattutto per i bambini che si avvicinano alla preadolescenza. La trama e i temi invitano gli adulti a stare vicini ai figli in un periodo difficile, ma anche a comprendere i loro bisogni, poiché i ragazzini iniziano ad affacciarsi al mondo.

E sì, a volte mi manca la mia vecchia vita,
ma niente resta uguale per sempre.
Tutti abbiamo la nostra bestia interiore,
un lato incasinato chiassoso e strambo
di noi che teniamo nascosto. Molti non
lo mostrano mai. Ma io l'ho fatto!

Voto: 5/5



martedì 29 marzo 2022

"I gelati sono finiti", di Francesco Sala

 


TITOLO: I gelati sono finiti

AUTORE: Francesco Sala

CASA EDITRICE: Transeuropa

GENERE: Narrativa contemporanea

PAGINE: 162

DATA DI PUBBLICAZIONE: 31 gennaio 2022

PREZZO: € 15,00



TRAMA



Biagio galleggia sulla crisi incombente della sua attività di ristoratore, all'inizio di un'estate impietosa. Incapace di trovare soluzioni per invertire la rotta, in capace persino di trovare in sé le ragioni per reagire. O anche solo resistere. Sul lento fallimento della Pizzeria Vulcano, si specchia quello intimo di chi ruota attorno a quel luogo- dipendenti e clienti- ma anche il fallimento collettivo di una provincia desertificata, inacidita; incattivita in una insofferenza, facile e consolatoria, nei confronti degli immigrati. Insofferenza che cova sotto le ceneri.



RECENSIONE



La premiata Pizzeria Vulcano di Russo Biagio, per anni la migliore della zona, ancora un po' e tira giù la serranda e ciao.



In passato ho recensito opere di amici virtuali e compagni di casa editrice, e oggi ho il piacere e l'onore di recensire il romanzo d'esordio di mio cugino, italiano di nascita e londinese d'adozione. La storia si svolge nella provincia milanese, dove il protagonista Biagio dirige da oltre trent'anni la Pizzeria Vulcano. Una volta era molto frequentata, ma da un po' di tempo a questa parte gli affari hanno cominciato ad andar male, e come se non bastasse è arrivata la pandemia a dare il colpo di grazia. Così, nel bel mezzo dell'estate, sullo sfondo di una provincia sempre più degradante priva di autentici rapporti umani, Biagio comincia a rendersi conto che di lì a poco sarà costretto ad arrendersi e a chiudere i battenti.

I gelati sono finiti è un romanzo d'esordio bello e interessante che si legge tutto d'un fiato. Con uno stile schietto e asciutto, l'autore ha tratto spunto dalla vicenda dello zuccherificio di Casei Gerola per offrire un doloroso ritratto dei dipendenti costretti a subire il fallimento e la chiusura di un'impresa. I personaggi, a partire da Biagio, sono tutti disillusi, cinici, privi di qualsivoglia slancio emotivo, e poco a poco ne apprendiamo la vita quotidiana, il passato, le speranze trasformate in delusioni. Il più interessante, nonché quello a cui l'autore è più affezionato, è senza dubbio Yoghi, l'amico e collaboratore del protagonista, la cui storia mi ha rattristata e turbata non poco. Intorno a loro, ruotano tante altre figure particolari, tra cui il compagno di un viaggio in treno conosciuto semplicemente come il napoletano e la mamma che ogni tre per due tira fuori un necrologio, che come ho già detto si muovono sullo sfondo della provincia milanese, in un quadro inedito e di connotazioni autobiografiche. E a proposito di connotazioni autobiografiche, uno degli aspetti che ho maggiormente apprezzato è il fatto che spesso compaiono delle immagini legate all' infanzia e agli anni '80 e '90. L'immagine che più mi ha colpita è quella che dà il titolo al libro: il frigo dei gelati che a un certo punto, sul finire dell'estate, si svuota completamente, mentre il barista annuncia che: <<I gelati sono finiti.>>




Nel rinnovare in silenzio la promessa inespressa, scontata, di continuare oltre - di navigare a vista, senza una meta - i gelati sono finiti.



Il libro è permeato da un'atmosfera disincantata e malinconica, accentuata dal contesto pandemico. Ma contrariamente a quanto possa sembrare, non si tratta di un'opera sulla pandemia, che ne è soltanto la punta dell'iceberg, ma sulla decadenza e la stanchezza della società e sulla fine delle illusioni. Ognuno dei protagonisti ha smesso di desiderare qualcosa di grande da tempo, o forse non ha mai cominciato, e continua a navigare a vista in un mare di rassegnazione, persino chi è più giovane. Tutti quanti si trascinano inesorabilmente verso la rovina, e si ritrovano ad assistere o a vivere in prima persona momenti tragici senza provare alcun briciolo di empatia, fino ad arrivare a un finale sconvolgente vissuto in un'inquietante e spaventosa indifferenza.

Nonostante io non sia il target ideale e in genere prediliga letture che abbiano almeno un pizzico di speranza e salvezza, ritengo che I gelati sono finiti sia un romanzo molto valido e un esordio più che promettente per l'autore, che spero possa regalarci altri nuovi entusiasmanti lavori in futuro.



-Com'è?

-Com'era, è


VOTO: 4/5











L'isola dei ricordi

  TITOLO : L'isola dei ricordi TITOLO ORIGINALE : Forgotten Island ANNO DI PRODUZIONE : 2026 PAESE DI PRODUZIONE : Usa CASA DI DISTRIBUZ...