sabato 31 luglio 2021

La regina degli scacchi

 

  

TITOLO: La regina degli scacchi

TITOLO ORIGINALE: The Queen's Gambit

GENERE: Miniserie televisiva

STAGIONI: 1

PAESE DI PRODUZIONE: USA

CASA DI DISTRIBUZIONE: Netflix 

REGIA: Scott Frank

CAST: Anya Taylor-Joy, Isla Johnston, Annabeth  Kelly, Bill Camp, Mosese Ingram, Christiane Seidel, Rebecca Root, Chloe Pirrie, Akemnji Ndifornyen, Marielle Heller, Harry Melling, Patrick Kennedy, Jacob Fortune-Lloyd, Thomas Brodie-Sangster, Marcin Dorociński.

DURATA: 46-68 minuti (puntata)

  

 TRAMA 

La serie raccconta la storia di Beth Harmon, una bambina prodigio degli scacchi rimasta orfana. Con uno sguardo alla sua vita dagli 8 ai 22 anni, La regina degli scacchi segue la sua lotta contro le dipendenze da alcol e psicofarmaci e la sua determinazione di conseguire il titolo di grande maestro degli scacchi.

 

RECENSIONE 

Quelle come te non hanno vita facile. Sei due facce della stessa medaglia; da una parte il talento, dall'altra il prezzo da pagare. Non si può dire quale sarà il tuo prezzo, avrai il tuo momento di gloria, ma questo non durerà, tu hai così tanta rabbia dentro, che devi fare attenzione.

 Elizabeth "Beth" Harmon è una bambina di otto anni sopravvissuta ad un tragico incidente stradale nel quale ha perso la vita sua madre. In quanto orfana, viene accolta in un istituto per ragazze e qui conosce il custode, Mister Shaibel (Bill Camp), il quale le insegna il gioco degli scacchi. Beth dimostra non solo di essere una bambina molto intelligente, ma anche un enfant prodige, tanto che viene presentata ad un club liceale degli scacchi. Tuttavia, nell'orfanotrofio non solo impara ad essere un abile scacchista, ma inizia la sua dipendenza dagli psicofarmaci, che le vengono regolarmente somministrati nell'istituto alle bambine per mantenerle calme. In seguito, Beth viene adottata da una coppia borghese. Fuori dall'orfanotrofio inizierà a dare prove del suo eccezionale talento, partecipando a tornei di scacchi e a battere avversario dopo avversario, aspirando al titolo di regina degli scacchi, seppur dilaniata dalla dipendenza dall'alcol.

 La mini-serie televesiva prodotta da Netflix e tratta dal romanzo di Walter Trevis si può certamente dire che abbia deluso le aspettative, malgrado il grande successo di pubblico avuto. La serie scritta e diretta da Scott Frank sembra vagare nel nulla senza mai raggiungere il suo reale obiettivo (che non si capisce quale sia) ed è a tratti noiosa.

La trama della serie sembra voler essere originale ma in realtà è una storia già vista mille altre volte. Colpisce il grande talento recitativo di Anya Taylor-Joy, che con il suo magnetismo e la sua bellezza alienica riesce ad incarnare perfettamente Elizabeth Harmon nei suoi tratti psicologici più particolari e complessi.


 

 Creatività e psicosi spesso sono compagne

Molto convincente è anche l'interpretazione di Harry Melling, l'ex interprete di Neville Paciock nella saga di Harry Potter, come del resto quelle di tutto il cast. Una delle note positive della serie è la scenografia, che ricostruisce in maniera eccellente il periodo degli anni '60.

Va detto che senza la presenza di un attrice come Anya Taylor-Joy la serie avrebbe perso totalmente il suo senso e il personaggio di Elizabeth Harmon non sarebbe divenuto un'icona com'è accaduto. La regina degli scacchi è una serie con un grande potenziale che però si perde  dentro il suo stile e ne rimane imprigionata.

La rabbia è una potente spezia, un pizzico ti sveglia il cervello, troppa ti ottunde i sensi.



Voto: 2,5/5



 

 

 

  

 

venerdì 30 luglio 2021

Yasuke

 

TITOLO: Yasuke

TITOLO ORIGINALE: Yasuke

TITOLO IN KANJI: 弥助

GENERE: animazione, fantasy storico, samurai, sci-fi

ANNO: 2021

REGIA: LeSean Thomas

PAESE: Giappone, Stati Uniti

DURATA: 6 episodi

PRODUZIONE: MAPPA

DISPONIBILITA': Netflix

TRAMA

Un pacifico barcaiolo un tempo noto come il Samurai Nero è riportato in conflitto quando prende una bambina con poteri misteriosi sotto la sua ala protettrice.

RECENSIONE

 Tu non sei uno di noi, eppure lui ti considera tale.
I servi saranno sempre servi, questa è la nostra maniera.
La vecchia maniera.

Siamo nel periodo Azuchi-Momoyama (1573-1603). Gli eventi della storia di questa serie raccontano le vicende di Yasuke, il cosidetto Samurai Nero, uno schiavo africano di mercanti portoghesi, realmente esistito, giunto nel Sol Levante, raccolto ed elevato al rango di samurai da Oda Nobunaga, iniziatore dell'unificazione del Giappone. La linea temporale segue la sua storia dopo essere degradato al rango di Ronin, in seguito alla morte del suo signore, in alternanza con alcuni flashback dove lo spettatore vive i ricordi del guerriero dal momento in cui sbarcò nel Paese dei Giunchi.

Tralasciando la precisione e la coerenza storica, poiché gli episodi mostrano una storia trasposta e narrata in maniera fantasiosa e mistificata, c'è tuttavia da dire che un aspetto deludente è il fatto che l'anacronismo si spinge troppo oltre. Si presentano, infatti, già nei primi minuti, elementi che vanno troppo al di fuori del contesto del Giappone feudale: compaiono addirittura dei robot, intelligenze artificiali che, all'epoca, non esistevano neanche in Occidente. Facendo comparire i robot proprio all'inizio, viene subito abbassata la qualità della serie e fa perdere l'interesse, se ciò che ci si aspetta è una rappresentazione più fedele al folklore nipponico. Altri aspetti molto al di fuori del contesto storico non solo del Giappone, ma del contesto storico in senso generico, è la comparsa di personaggi caratterizzati con costumi dallo stile avanzato.

 

 C'è un'antica profezia, secondo cui, un giorno,
arriverà un guerriero nero e salverà il popolo. 

Il protagonista rende bene la filosofia del samurai. Ha una grande forza, sia fisica che d'animo, che da sempre contraddistingue i guerrieri giapponesi, che vengono dipinti, anche nell'immaginario collettivo, come persone dal grande rigore morale e combattivo. Questa base, insieme a quella dell'ispirazione storica, sono buone, ma la serie non lascia nulla di particolare nella mente dello spettatore, non c'è molto da dire sul messaggio che lascia. Racconta la storia di Yasuke che, dopo la caduta del suo padrone, ha perso la propria strada e, col susseguirsi degli eventi, la ritrova, ma non viene dato molto peso a questo percorso che lui segue per ridare un senso alla propria esistenza. Molti elementi sono presenti in questa storia, come anche il percorso che deve seguira la ragazzina protetta da Yasuke che deve scoprire sé stessa, e la caratterizzazione dei personaggi in generale, ma non vengono approfonditi più del necessario. I fatti si concludono senza aver lasciato molte emozioni, gli stessi personaggi non presentano tanto tali emozioni e appaiono quasi piatti.

Un vero guerriero prega, prima di tutto, per la pace.

Voto: 2,5/5


mercoledì 28 luglio 2021

"Circe", di Madeline Miller

 


TITOLO: Circe

TITOLO ORIGINALE: Circe

AUTORE: Madeline Miller

CASA EDITRICE: Marsilio

GENERE: Fantasy storico mitologico

PAGINE: 416

DATA DI PUBBLICAZIONE: 14 gennaio 2021

PREZZO EBOOK: € 3,99

PREZZO CARTACEO: € 11,40



TRAMA



Ci sembra di sapere tutto della storia di Circe, la maga raccontata da Omero, che ama Odisseo e trasforma i suoi compagni in maiali. Eppure esistono un prima e un dopo nella vita di questa figura, che ne fanno uno dei personaggi femminili più fascinosi e complessi della tradizione classica. Circe è figlia di Elios, dio del sole, e della ninfa Perseide, ma è tanto diversa dai genitori e dai fratelli divini: ha un aspetto fosco, un carattere difficile, un temperamento indipendente; è perfino sensibile al dolore del mondo e preferisce la compagnia dei mortali a quella degli dèi. Quando, a causa di queste sue eccentricità, finisce esiliata sull'isola di Eea, non si perde d'animo, studia le virtù delle piante, impara a addomesticare le bestie selvatiche, affina le arti magiche. Ma Circe è soprattutto una donna di passioni: amore, amicizia, rivalità, paura, rabbia, nostalgia accompagnano gli incontri che le riserva il destino – con l'ingegnoso Dedalo, con il mostruoso Minotauro, con la feroce Scilla, con la tragica Medea, con l'astuto Odisseo, naturalmente, e infine con la misteriosa Penelope. Finché – non più solo maga, ma anche amante e madre – dovrà armarsi contro le ostilità dell'Olimpo e scegliere, una volta per tutte, se appartenere al mondo degli dèi, dov'è nata, o a quello dei mortali, che ha imparato ad amare.



RECENSIONE



Nacqui quando ancora non esisteva nome per ciò che ero.


Lo scorso aprile, quando ho saputo della promozione su alcuni libri del catalogo Feltrinelli, mi sono precipitata subito a comprare il secondo bestseller della bravissima Madeline Miller, che puntavo da tempo, decidendo, data l'ambientazione, di tenermelo da parte per l'estate. E finalmente, qualche giorno fa, mi sono tuffata nel mondo di una delle maghe più famose della mitologia, scoprendo pagina dopo pagina la storia della sua vita, dall'infanzia fino agli anni successivi all'incontro con Odisseo. È stato un viaggio emozionante che ha confermato il talento dell'autrice, la quale ha saputo ricreare l'atmosfera e la magia dei poemi omerici contando sulla sua solida conoscenza delle fonti e sulla comprensione dello spirito greco. Circe, da sempre associata alla pazzia e alla crudeltà che la spinge a trasformare gli uomini in maiali, ottiene un riscatto di forte impatto che la rende una figura più umana in cui potersi identificare. Il suo è il ritratto di una ragazzina che da sempre si è sentita un'estranea persino nella propria famiglia, e che piano piano si trasforma in una donna complessa, coraggiosa, dotata di una forte empatia e capace di amare appassionatamente, spingendosi dove nessuno ha mai osato. Nel corso della sua vita ha modo di incontrare tanti personaggi indimenticabili, come Prometeo, Dedalo, il Minotauro, Medea, Odisseo, Penelope e molti altri. E ognuno di loro si rivela molto più di ciò che appare, ognuno di loro in qualche modo riesce a segnare una svolta nella vita della protagonista, nel bene e nel male. È stato bello conoscerli, o in alcuni casi incontrarli per la seconda volta, e ho molto apprezzato il fatto che ci siano riferimenti anche ai personaggi del precedente romanzo, in particolare Achille e Patroclo.






Celato sotto il dolce volto familiare delle cose, ce n'è un altro in attesa di spaccare in due il mondo.


Il romanzo affronta temi come la violenza, il pregiudizio, la maternità, l'amicizia, l'amore e il ruolo delle donne. Essendo ambientato in gran parte sull'isola di Eea, è caratterizzato da una profonda introspezione che permette di comprendere al meglio  la personalità della protagonista. E nonostante nella parte finale il ritmo tenda a rallentare riempiendosi di prolissità e trovi che il romanzo sia un gradino al di sotto di La canzone di Achille, a oggi uno dei miei preferiti, ritengo che la lettura valga davvero la pena. Circe è la voce delle donne che lottano per difendere le proprie idee, i propri sogni e la propria identità contro l'oppressione degli uomini, delle donne disposte a qualunque cosa pur di proteggere le persone che amano dai pericoli che le minacciano. Una voce che dovrebbe essere ascoltata ancora di più.

In conclusione, Circe è il libro perfetto per chi ama la mitologia greca e le storie di formazione e rinascita.


Siamo qui. È questo che vuol dire nuotare nella corrente, camminare sulla terra e sentirne il tocco sotto i piedi. È questo che significa essere vivi.


VOTO: 4,5/5






domenica 25 luglio 2021

Luca

 


TITOLO: Luca

TITOLO ORIGINALE: Luca

GENERE: Film d'animazione fantasy per famiglie

ANNO: 2021

REGIA: Enrico Casarosa

PAESE DI PRODUZIONE: USA

DURATA: 95 Minuti

DISTRIBUZIONE: The Walt Disney Company Italia



TRAMA


In una splendida città di mare della Riviera Ligure, un giovane ragazzo vive un'esperienza di crescita personale durante un'indimenticabile estate contornata da gelati, pasta e infinite corse in scooter. Luca condivide queste avventure con Alberto, il suo nuovo migliore amico, ma tutto il divertimento è minacciato da un segreto profondo: sono mostri marini di un altro mondo situato appena sotto la superficie dell'acqua.



RECENSIONE



Luca, ma ci pensi? Ogni giorno visiteremo un posto nuovo, e ogni notte dormiremo sotto i pesciolini. Nessuno che ci dica cosa fare, saremo tu ed io là fuori. Liberi.


A livello artistico e sportivo questo è decisamente un anno d'oro per il nostro paese, perciò non poteva che essere questa la cornice ideale per l'uscita del primo film Disney Pixar ambientato in Italia e diretto da un italiano, il genovese Enrico Casarosa. La storia si svolge tra gli anni '50 e '60, e segue le avventure del piccolo Luca Paguro, un mostro marino preadolescente che vive nel Mar Ligure, nei pressi delle Cinque Terre, e trascorre le sue giornate come pastore di triglie. Poi un bel giorno conosce Alberto Scorfano, un suo scatenatissimo coetaneo che lo conduce a scoprire le meraviglie della superficie. Con lui instaura un'amicizia indissolubile e inizia ad accarezzare il desiderio di possedere una Vespa con cui viaggiare per il mondo in piena libertà. Ma quando i signori Paguro li scoprono e minacciano di dividerli, i due ragazzini assumono sembianze umane e fuggono alla volta di Portorosso, dove, insieme alla piccola emarginata Giulia Marcovaldo, si iscrivono a una gara sportiva nella speranza di vincere la Vespa dei loro sogni. Ma in quella pittoresca cittadina la gente ha paura dei mostri marini, e come se non bastasse un terribile bullo rischia di far scoprire a tutti il segreto di Luca e Alberto.

Sono felice di poter affermare che Luca ha superato di gran lungo le mie aspettative, rivelandosi un film davvero delizioso. Uno dei suoi maggiori punti di forza è senza dubbio la semplicità, che sacrificando intrecci complessi e colpi di scena continui permette di concentrarsi maggiormente sulle dinamiche dei piccoli e adorabili protagonisti. Il motore che li lega è l'amicizia, quell'amicizia indissolubile fatta di alti e bassi che aiuta a crescere e cambia in meglio, accompagnandoci per tutta la vita. Casarosa, prendendo spunto dalla sua infanzia, ha saputo rappresentare questo legame alla perfezione, creando un forte senso di empatia. E la cura per i dettagli risulta evidente anche nel modo poetico in cui ha riprodotto la sua terra. Ci sono i caruggi in tutta la loro bellezza, ci sono le allegre comari di paese (doppiate nell'adattamento italiano da nientemeno che Orietta Berti e Luciana Littizzetto), ci sono le corse in motorino, i gelati, le tradizionali trenette al pesto. Tutto, dai sassolini che ricoprono la spiaggia alle casette colorate illuminate dal tramonto, è perfetto, reso ancora più ricco da una strepitosa colonna sonora, che include brani iconici come Il gatto e la volpe, Andavo a cento all'ora e la struggente Città vuota





Silenzio, Bruno!



Coco a oggi resta il mio film Pixar in assoluto, ma devo dire che Luca ha un grandissimo pregio, indispensabile per l'epoca che stiamo vivendo: costituisce un inno all'amicizia, alla fiducia in se stessi, alla diversità e all'inclusione. Luca e Alberto sono mostri marini che si ritrovano in un paese dove la losro stessa natura, se scoperta, sarebbe oggetto di paura, pregiudizio e violenza, ma per fortuna riescono a entrare in contatto con persone che, poco a poco, imparano ad accettarli e ad apprezzarli per quello che sono, ed è bellissimo. Le avventure di questi due ragazzini sono all'insegna del divertimento e dell' allegria. Poi all'improvviso, arriva quel finale struggente e dolcissimo che rivela il senso più profondo del film, e in un attimo si aprono le cateratte. È davvero un peccato non aver potuto vederlo al cinema, ma sono sicura che riuscirà ad arrivare al cuore di tantissime persone, e che una sua molto probabile candidatura agli Oscar darà parecchio filo da torcere. Perciò, lasciatevi scaldare il cuore dalle avventure di Luca e dei suoi amici, vi assicuro che non ve ne pentirete. Per concludere, ci tengo a precisare che per questa recensione nessun Bruno è stato maltrattato, e vi auguro una buona visione. 


Alcune persone non lo accetteranno mai. Ma altre sì, e sembra che lui sappia riconoscere quelle giuste.



VOTO: 5/5








sabato 24 luglio 2021

Marx può aspettare

 

TITOLO: Marx può aspettare

ANNO DI PRODUZIONE: 2021

GENERE: Documentario

PAESE DI PRODUZIONE: Italia

CASA DI DISTRIBUZIONE: 01 Distribution

REGIA: Marco Bellocchio

DURATA: 96 Minuti

   TRAMA

Marx può aspettare, film diretto da Marco Bellocchio, è un documentario sulla famiglia del regista, che si sofferma in particolare su Camillo, il gemello di Marco, morto il 27 dicembre 1968. Camillo muore in un anno iconico, il '68, quello della rivoluzione giovanile, che però non lo ha mai interessato.


RECENSIONE

Carissimo Marco, è quasi un anno che non ci vediamo.

Marco Bellocchio, attraverso la sua famiglia, fa rivivere la storia di suo fratello, senza filtri e pudori, quasi un'indagine, che ricostruisce un'epoca storica che rappresenta il filo rosso di tanto suo cinema.

Il documentario diretto da Bellocchio incomincia con una cena di famiglia del 2016, tra i fratelli e i nipoti di Bellocchio. Da quel momento il regista impiegherà altri cinque anni per terminare il documentario  e raccogliere tutte le interviste dei propri famigliari sul tragico suicidio di Camillo, in cui ognuno di loro parla delle proprie responsabilità e delle mancanze avute nei confronti di Camillo.

Il ritratto di Bellocchio  è molto intimistico. Il suicidio di suo fratello gemello è stato un fatto che  ha condizionato la sua vita, sia personale che artistica. Marx può aspettare ricostruisce un'epoca come quella del '68 attraverso il rapporto che Bellocchio aveva con suo fratello, raccontando la grande passione politica che Bellocchio nutriva per il comunismo e di come invece a Camillo di tutto ciò non importasse nulla.

  

Sai poi ti dici e se telo avesse detto. E' che cosa gli succedeva?

Il film di Bellocchio si distacca dai documentari classici e vuol essere piuttosto una messa in discussione di se stesso da parte del regista, che non è riuscito a fare realmente i conti con la morte di suo fratello. Ognuno dei fratelli che viene intervistato racconta dei dettagli o delle impressioni differenti sulla storia della famiglia e della tragedia di Camillo.

Marx può aspettare è stato presentato all'ultima edizione del festival di Cannes dove tra l'altro Bellocchio è stato giustamente premiato con la Palma d'Oro alla carriera. La pellicola  riesce a raccontare il dramma di una famiglia in una maniera distaccata, senza farsi travolgere dal sentimentalismo, riuscendo così a farci comprendere con più chiarezza. 

E' stata una cosa che chi se lo aspettava? E chi se lo aspettava?

Voto: 4/5


 

 

giovedì 22 luglio 2021

"Guida ai vizi e alle virtù per giovani gentiluomini", di Mackenzi Lee

 



TITOLO: Guida ai Vizi e alle Virtù per Giovani Gentiluomini

TITOLO ORIGINALE: The Gentleman's Guide to Vice and Virtue

SAGA: Montague siblings #1

AUTORE: Mackenzi Lee

CASA EDITRICE: Mondadori Oscar Vault, collana Oscar Fantastica

GENERE: Romanzo storico d'avventura Young Adult con romance MM

PAGINE: 864 (numero complessivo della Siblings Edition)

DATA DI PUBBLICAZIONE: 29 settembre 2020

PREZZO EBOOK: € 12,99

PREZZO CARTACEO: € 28,00



TRAMA



Henry "Monty" Montague è nato per essere un gentiluomo, ma né i college più esclusivi d'Inghilterra né la disapprovazione del padre sono riusciti a imbrigliare le sue passioni: il gioco, il buon vino e l'amore di una donna. O di un uomo. Monty si è infatti innamorato perdutamente del suo migliore amico, Percy, con il quale parte per il Grand Tour: un ultimo anno di fuga e di follie edonistiche prima di assumersi le sue responsabilità di lord. Ma un'incauta decisione trasformerà quel viaggio in una caccia all'uomo attraverso l'Europa, mettendo in discussione tutto il mondo di Monty.



RECENSIONE



-In primo luogo vorrei farvi notare che non sono un contrabbandiere.

-Monty...

-Inoltre, vorrei che entrambi teneste presente che mi adorate e quanto sarebbe noiosa la vostra vita se  io non ne facessi parte.

-Cos'hai combinato?


In queste lunghe giornate estive la voglia di viaggiare aumenta a dismisura, quindi quali giorni migliori per immergersi nella lettura del primo capitolo sulle avventure dei fratelli Montague scritto dalla bravissima Mackenzi Lee. All'inizio della storia, ambientata nel 1700, il diciottenne Monty, visconte bisessuale, si appresta a partire per il Grand Tour. È il suo ultimo anno di libertà prima di abbracciare di doveri di lord, ma soprattutto è l'ultima occasione per stare in compagnia del suo migliore amico, Percy, un ragazzo di etnia mista originario di Barbados del quale è segretamente innamorato. E sarebbe tutto perfetto, se non fosse costretto a portarsi appresso anche la sorella quindicenne Felicity e un pomposo precettore. Come se non bastasse, in occasione di un ballo a Versailles, Monty finisce per mettersi nei pasticci, sottraendo al duca di Borbone una scatola misteriosa. Inseguiti dai banditi, i tre ragazzi sono così costretti a separarsi dal loro precettore, e il Grand Tour si trasforma in una fuga disperata attraverso l'Europa. Nel frattempo, Monty e Percy si ritrovano a combattere con i propri demoni interiori e a cercare di capire come gestire il profondo sentimento che li lega.

Guida ai vizi e alle virtù per giovani gentiluomini è un romanzo meraviglioso che ha tutti gli ingredienti che potessi desiderare: luoghi affascinanti, grandi avventure, misteri e una dolcissima storia d'amore. Con uno stile diretto e raffinato allo stesso tempo, l'autrice ha intessuto una storia avvincente che parte piano piano per poi trasformarsi in uno scoppiettante fuoco d'artificio che tiene col fiato sospeso fino alla fine. Una storia popolata da personaggi straordinari di cui è molto facile innamorarsi: sono rimasta molto colpita dalla pungente ironia di Monty, dalla dolcezza di Percy e dalla tenacia di Felicity. Ognuno di loro è intrappolato in un'esistenza indesiderata e compie un viaggio letterale e metaforico al termine del quale si ritrova un po' più grande e con il cuore pronto ad abbracciare la vera felicità. Ho amato i continui punzecchiamenti dei due fratelli Montague, ma soprattutto la dolcissima storia d'amore tra Monty e Percy. Una relazione romantica multirazziale e omosessuale che sfida le convenzioni dell'epoca e riesce a domare anche le tempeste più temibili. Naturalmente l'autrice è consapevole che nel diciottesimo due gentiluomini inglesi non avrebbero potuto vivere apertamente il loro amore, ma il suo innato ottimismo, che condivido pienamente, la porta a credere che il nostro non sia il primo periodo della storia umana in cui le persone queer possono condurre una vita sessuale e sentimentale appagante insieme a chi amano.





Il mondo che ci circonda potrebbe essere una fitta nebbia bianca e io sarei ugualmente pieno di felicità perché sono con lui.



Olre all'amore, all'amicizia, alle questioni politiche e all'alchimia, questo libro dedica molto spazio a uno dei tanti argomenti di cui ancora si parla troppo poco: l'epilessia. Percy infatti è epilettico, il che per l'epoca è considerato un pretesto per la stigmatizzazione sociale, basato sul pregiudizio che si tratti di un disturbo spirituale, o meglio di una possessione demoniaca. Ma nonostante tutte le difficoltà, conserva intatta la capacità di godersi tutte le cose belle che la vita gli offre. Attraverso i suoi occhi e quelli di Monty, apprendiamo il messaggio più profondo che la storia vuole trasmettere: non si può scappare dal dolore o cercare di contrastarlo con la forza o la magia. Bisogna imparare a conviverci, perché è parte di noi, ci rende ciò che siamo, e può persino apparire meraviglioso, se lasciamo che le nostre cicatrici si ricoprano d'oro.

Guida ai vizi e alle virtù non solo è il perfetto per le anime romantiche e avventurose di ogni età, ma fa anche un gran bene al cuore, e non posso fare altro che promuoverlo a pieni voti. 



Non siamo cose rotte, né lui né io. Siamo ceramica crepata e riparata con lacca e foglia d'oro; siamo interi così come siamo, completi l'uno per l'altro. Completi, preziosi, e tanto, tanto amati.



VOTO: 5/5





domenica 18 luglio 2021

"Crudelia De Mon. La mia vera storia". di Serena Valentino

 


TITOLO: Crudelia De Mon. La mia vera storia

TITOLO ORIGINALE: Evil Thing

SERIE: Disney Villains

AUTORE: Serena Valentino

CASA EDITRICE: Giunti

GENERE: Narrativa Young Adult

PAGINE: 304

DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 maggio 2021

PREZZO EBOOK: € 8,99

PREZZO CARTACEO: € 14,00



TRAMA



Potreste pensare di conoscere già la storia: una giovane coppia innamorata, due cani fedeli, una cucciolata di dalmata. E poi una creatura malvagia determinata a trasformare quelle tenere bestiole in una bella pelliccia a macchie. Ma chi era veramente quella brutta persona, quel mostro, quella rovina famiglie? Forse una donna con una storia alle spalle? Forse prima del rovinoso incidente che mise fine alla sua carriera di rapitrice le era capitato qualcosa? Forse anche lei aveva amici, affetti e sogni da realizzare che poi si sono infranti? Dopotutto, le cose non sono sempre e solo bianche o nere...



RECENSIONE



Di certo conoscerete la faccenda dei cuccioli, quei miserabili dalmata, e dei loro insulsi padroni, Anita e Rudy. Sono sicura che allora avrete perfino fatto il tifo per loro, sperando che mi sfuggissero. Sfuggire a me, il mostro, il diavolo in pelliccia. Ma non credete che anch'io debba avere l'opportunità di raccontare la mia versione?



Finalmente anche in Italia è approdata Disney Villains di Serena Valentino, una serie di romanzi incentrata sui più famosi cattivi dei classici d'animazione. Naturalmente non poteva che essere il libri su Crudelia De Mon il primo a essere tradotto, in concomitanza con l'uscita del live action Crudelia recensito dal nostro Vincent Vega. A seguito della sconfitta, la super cattiva si trova agli arresti domiciliari nel suo famoso Antro Infernale, in preda a un incommensurabile delirio. Nel tentativo di placarla, la sua vecchia domestica decide di permetterle di raccontare come sono andate davvero le cose, contattando una famosa scrittrice affinché riporti fedelmente tutta la sua storia, dall'infanzia fino allo spaventoso incidente in cui è rimasta coinvolta mentre inseguiva i 101 dalmata.

Crudelia De Mon. La mia vera storia è un libro che si legge tutto d'un fiato e regala una manciata d'ore di evasione. Il fatto che sia narrato in prima persona è uno dei suoi maggiori punti di forza, perché permette ai lettori, più volte chiamati direttamente in causa dalla protagonista, di provare un maggior senso di coinvolgimento e in alcuni casi di empatia. Crudelia è una figura piuttosto complessa, e pagina dopo pagina, assistendo al suo lento e inesorabile declino, affiorano quelle mille sfaccettature che la rendono umana. Viene fuori il ritratto di una donna che si batte con coraggio per difendere le sue idee e le persone a lei care, che vuole conoscere il mondo, e soprattutto che, persino quando scivola negli abissi della follia, del dolore e della disperazione, desidera una cosa soltanto: convincere qualcuno a volerle bene, a provare orgoglio nei suoi confronti. E c'è di più: si viene a conoscenza di succosi dettagli sul suo passato, come il rapporto che la lega alla dolce Anita e il motivo per cui porta sempre con sé la pelliccia con le code di volpe, l'abitino nero, l'anello e gli orecchini di giada, e dulcis in fundo, perché i suoi capelli sono bicolori. Tutti dettagli che ho molto apprezzato.





Un antico proverbio dice che è proprio quando voli più in alto che, cadendo, rischi di farti più male. E io purtroppo mi sarei fatta male più di quanto avessi mai potuto immaginare.



Gran parte del libro è incentrato sul passato di Crudelia, mentre la parte legata al film d'animazione si concentra soltanto negli ultimi tre capitoli. Avrei tanto voluto che ci fossero delle pagine in più con maggiori dettagli e retroscena, un po' come nei romanzi della serie Twisted Tales scritti da Liz Braswell, Jen Calonita ed Elizabeth Lim. Ma la cosa che proprio non mi è andata a genio è il fatto che la protagonista, contrariamente al live action in cui c'è tutta una storia dietro, si chiami Crudelia fin dall'inizio. Cioè, andiamo, quanto bisogna essere spietati per prendere in braccio una neonata, guardarla dritto negli occhi e chiamarla così? I suoi genitori discendevano da Frollo di Notre-Dame de Paris ? Scherzi a parte, questo romanzo è perfetto per chi ama La carica dei 101 e Crudelia De Mon, e riesce a trasmettere un messaggio ovvio ma sempre valido: un cattivo è una vittima la cui storia non è mai stata raccontata.



In fin dei conti, la vita non è tutta bianca e nera come il manto di un cucciolo di dalmata. E dunque non può esserlo nemmeno una creatura malvagia come Crudelia De Mon.



VOTO: 4/5






sabato 17 luglio 2021

Il Divin Codino

 

TITOLO: Il Divin Codino

ANNO DI PRODUZIONE: 2021

PAESE DI PRODUZIONE:  Italia

GENERE: Biografico, drammatico, sportivo, sentimentale

CASA DI DISTRIBUZIONE: Netflix

REGIA: Letizia Lamartire

CAST: Andrea Arcangeli,Valentina Bellè, Andrea Pennacchi, Anna Ferruzzo, Thomas Trabacchi, Antonio Zavatteri, Martufello, Simone Colombari

DURATA: 92 Minuti

 

TRAMA 

La storia della vita di Roberto Baggio, storico giocatore italiano e dirigente sportivo. Un uomo che ha ispirato intere generazioni a giocare a calcio.

 RECENSIONE

Te li vinco io i mondiali col Brasile, promesso.

Il Divin Codino celebra l'uomo oltre il mito, con un film che segue la carriera calcistica di Roberto Baggio partendo dagli esordi nelle fila del Lanerossi Vicenza e passando per il controverso rigore della finale di Coppa del Mondo tra Italia e Brasile nei mondiali USA del 1994. Il film ripercorre la vita di Baggio, dal suo difficile debutto fino all'addio ai campi. Una carriera lunga 22 anni, attraverso gli infortuni, il rapporto di amore-odio con i tifosi, le incomprensioni con alcuni allenatori e il rapporto con la sua famiglia.

Il Divin Codino si concentra volutamente su raccontare la personalità di Baggio piuttosto che lo sportivo, tralasciando così varie parti della sua carriera calcistica, come il trasferimento dalla Fiorentina alla Juventus e la vittoria di prestigiosi trofei internazionali come La Coppa Uefa e il Pallone D'oro.

La pellicola prodotta da Netflix narra vari eventi  della vita del grande campione raccontando com'è nata la sua fede Buddista e soprattutto il complesso rapporto con il padre, che l'ha condizionato fortemente per tutta la sua vita. 

Il Divin Codino - Trailer del film su Roberto Baggio, dal 26 maggio su  Netflix 

Se mi vuoi bene, ammazzami.

Il film di Letizia Lamartire si fa carico del difficile compito di raccontare la storia di una delle figure calcistiche italiane più amate dalla cultura nazional-popolare italiana ma purtroppo ci riesce solamente in parte. La pellicola si sofferma troppo sul narrare la vita privata di Roberto Baggio, mentre invece avrebbe dovuto inserire alcuni eventi fondamentali della carriera sportiva del Divin Codino. Il ritratto che ne esce è così incompleto.

Il Divin Codino poteva essere uno dei migliori film sportivi realizzati negli ultimi anni ma così non è stato, nonostante il film abbia dei lati interessanti, raccontandoci una figura davvero originale in un ambiente come quello calcistico. La storia di Baggio viene raccontata in una maniera romantica che potrà sicuramente affascinare gli appassionati di calcio che lo hanno ammirato.

Finalmente posso dirtelo che sei stato bravo.

Voto: 3/5