mercoledì 28 settembre 2022

"Fate. The Winx Saga" (Seconda Stagione)

 


TITOLO: Fate. The Winx Saga.

SERIE: Fate. The Winx Saga #2

GENERE: Fantasy, Teen Drama

STAGIONE: 2

EPISODI: 7

ANNO: 2022

REGIA: Lisa James Larsson, Hannah Queen, Hannah Quinn, Stephen Woolfenden

CAST; Abigail Cowen, Hannah van der Westhuisen, Precious Mustapha, Eliot Salt, Elisha Applebaum, Paulina Chávez, Danny Griffin, Sadie Soverall, Freddie Thorp, Eva Birthistle, Robert James-Collier, Eve Best, Miranda Richardson, Theo Graham, Jacob Dudman, Ken Duken, Brandon Grace, Éanna Hardwickle

PAESE DI PRODUZIONE: Regno Unito, Italia

DISTRIBUZIONE: Netflix



TRAMA



La scuola è ricominciata sotto l'occhio severo della nuova preside di Alfea, Rosalind. I Bruciati non ci sono più, la Dowling è "scomparsa" e Silva è stato imprigionato per tradimento: rispetto all'anno precedente Alfea ha più magia, più amori e più volti nuovi. Quando però le fate cominciano a sparire nel cuore della notte, Bloom e le sue compagne scoprono una pericolosa minaccia in agguato nelle tenebre. Dovranno fermarla a tutti i costi prima che sconvolga l'Oltre Mondo.



RECENSIONE



È ciò che fai a definirti, è ciò che sei.



In questi giorni più che mai fa bene tornare bambini per un po', e sono felice che a contribuire a ciò sia il ritorno delle Winx in carne e ossa, nella seconda stagione che molti attendevano con trepidazione, inclusa la sottoscritta. Ad Alfea sono ricominciate le lezioni, avvolte in un'aria di grandi cambiamenti: la preside Farah Dowling è svanita senza lasciare traccia, e il suo posto è stato preso dalla spietata Rosalind, che guida la scuola con estrema severità e non esita a punire chiunque non la pensi come lei, arrivando anche a far chiudere la biblioteca perché "fautrice di propaganda". Come se non bastasse, qualcuno comincia a rapire le fate e a privarle della loro magia, e le Winx, a cui si aggiunge Flora, la cugina di Terra appena arrivata ad Alfea, decidono di indagare per sventare la minaccia e smascherare la preside. E mentre i pericoli aumentano, nuovi amori sbocciano e capire di chi fidarsi diventa molto pù complicato, Bloom, sempre affiancata dall'amato Sky e dalle sue amiche, scopre verità sconvolgenti su se stessa e sul suo passato, e si rende conto che toccherà proprio a lei salvare Oltre Mondo dalla catastrofe.

Esistono due tipi di serie televisive al mondo: quelle che col passare delle stagioni peggiorano e quelle che invece migliorano. E io sono molto felice di affermare che Fate - The Winx Saga appartiene alla seconda categoria, perché questa nuova stagione è stata di gran lunga più bella e appassionate della prima. Fin dall'inizio si evincono i grandi progressi fatti nella scrittura dagli autori, che hanno aderito a una maggior fedeltà alla serie animata per la gioia degli appassionati, mantenendo allo stesso tempo un'atmosfera cupa e misteriosa e aggiungendo molti elementi innovativi. Nonostante i pochi episodi a disposizione, alcuni degli archi narrativi sacrificati nella prima stagione sono stati approfonditi, mostrando pienamente l'evoluzione dei personaggi, specialmente per quanto riguarda Musa, Bloom, Stella, Terra e l'ambigua Beatrix. Inoltre si evince il grande affiatamento che unisce il cast, al quale sono stati apportati alcuni piccoli cambiamenti e delle aggiunte molto interessanti. Tra le novità spiccano la bravissima Miranda Richardson, che ha sostituito Lesley Sharp nel ruolo della perfida Rosalind, e Paulina Chávez, che ha dato un'ottima prova di recitazione nei panni di Flora, la fata dei fiori che molti fan chiedevano a gran voce.







Non diamo per scontato il fatto di crescere sapendo cosa siamo.



Oltre a mostarci un worldbuilding ben fatto e destinato a espandersi e ad approfondire i temi legati alla magia, alla ricerca della propria identità, al desiderio di proteggere le persone care e alla tematica LGBTQIA+ (non posso fare spoiler, ma vi dico che sono andata in brodo di giuggiole), questa seconda stagione parla dell'importanza di non reprimere le emozioni e affronta la questione del dolore e dei traumi, spingendo ad accrescere un forte senso di empatia nei confronti dei giovani protagonisti, costretti a fare i conti con qualcosa di più grande di loro, con grandi sofferenze e con terrori indicibili. Ma in mezzo a tutto questo ci sono alcuni elementi gioiosi che ti fanno sorridere e sognare, quali la colonna sonora strepitosa, le ambientazioni come sempre spettacolari, l'amicizia fortissima e indissolubile che unisce sempre più le Winx e le vicende sentimentali. Per quanto concerne quest'ultimo aspetto, in particolare, ho trovato bellissime le premessee delle nuove nuove relazioni, e soprattutto ho trovato davvero magnifica la storia d'amore di Bloom e Sky, che unisce due ragazzi che gestiscono i propri demoni e sono un porto sicuro l'una per l'altro. Aggiungiamoci il fatto che i loro interpreti, Abigail Cowen e Danny Griffin, sono innamorati anche nella realtà, e che in una delle scene più belle galoppano su un cavallo bianco tra i prati irlandesi con Wildest Dreams di Taylor Swift in sottofondo, e capirete perfettamente quanto questi due mi abbiano resa felice.

Nonostante alcuni piccoli difetti e l'uscita di scena (struggente e da lacrimoni) di alcuni personaggi, ho davvero amato questa seconda stagione di Fate - The Winx Saga, con i suoi momenti intensi ed emozionanti, le sue rivelazioni, i suoi colpi di scena improvvisi e il suo finale da cardiopalma dotato di maledetto cliff-hanger. Mi auguro con tutto il cuore che la serie venga rinnovata il più presto possibile, perché si prospettano meraviglie, e sogno di veder emergere tutta la verità sul passato di Bloom e assistere alla nascita di nuove coppie e al papabilissimo arrivo di altri personaggi iconici della serie animata.



Non pensare a salvare il mondo. Pensa a salvare il tuo mondo. Le persone a cui tieni, le persone che ami. Se userai il tuo potere per loro, non potrai mai sbagliare.



VOTO: 4,5/5












lunedì 26 settembre 2022

L'immensità

 

TITOLO ORIGINALE: L'immensità

GENERE: drammatico

ANNO DI PRODUZIONE: 2022

PAESE DI PRODUZIONE: Italia, Francia

REGIA: Emanuele Crialese

CAST: Penelope Cruz, Luana Giuliani, Vincenzo Amato, Elena Arvigo, Maria Chiara Goretti, Patrizio Francioni, Carlo Gallo, Penelope Nieto Conti, Laura Nardi, Valentina Cenni, Alvia Reale, Aurora Quattrocchi, India Santiella, Filippo Pucillo, Francesco Casisa.

DURATA: 97 minuti 

 

TRAMA

L'immensità si svolge a Roma, negli anni 70, in un mondo sospeso tra quartieri in costruzione e varietà ancora in bianco e nero, conquiste sociali e modelli di famiglia ormai superati. Clara e Felice si sono appena trasferiti in un nuovo appartamento. Il loro matrimonio è ormai finito: non si amano più, ma non riescono a lasciarsi. A tenerli uniti ci sono solamente i figli, su cui Clara riversa tutto il proprio desiderio di libertà. Adriana, la più grande, ha da poco compiuto dodici anni, ed è testimone degli stati d'animo di Clara e delle tensioni che ci sono tra i suoi genitori. Adriana, rifiuta la sua identità, il suo nome e vuole convincere tutti che è un maschio e questa sua ostinazione porta il già fragile equilibrio famigliare ad una definitiva rottura. Mentre i bambini attendono un segnale che li guidi, che sia una voce dall'alto o una canzone in televisione, tutto intorno e dentro di loro cambia.

 

RECENSIONE

 Di solito quando ti trucchi o esci o hai pianto.

In un momento storico nel quale numerosi registi affermati decidono di raccontare le proprie personali vicende biografiche, per trovare delle storie da narrare, Emanuele Crialese decide di farlo con il suo nuovo film, L'Immensità, che è stato da poco presentato in concorso all'ultima edizione del festival del cinema di Venezia. Il racconto ci trasporta dentro una  tipica famiglia anni 70, dove ci vengono mostrati l'amore, la gioia e le tante difficoltà presenti all'interno del nucleo.

Clara, la madre protagonista della pellicola, sembra un personaggio uscito da un film di Pedro Almodovar. Infatti, non casualmente, Crialese per interpretarla ha scelto la musa prediletta da Almodovar, ovvero la grande diva spagnola premio Oscar Penelope Cruz, che ci regala una delle migliori prove recitative della sua carriera. Attraverso i dubbi di Adriana, la primogenita di Clara e Felice, sulla propria identità di genere, le liti famigliari e la cultura televisiva, Crialese non racconta solo se stesso ma anche uno spaccato dell'Italia dell'epoca.

 

Tu e papà mi avete creata male. Io non sono Adriana.

 Molteplici sono i riferimenti alla cultura televisiva, e in particolar modo a Raffaella Carrà, che doveva anche prendere parte alla pellicola ma è venuta a mancare prima di incominciare le riprese. Il regista ha deciso di omaggiare la Carrà ugualmente, inserendo alcune scene di ballo oniriche dove, Penelope Cruz, è travestita da Raffaella Carrà. E' molto difficile non rimanere conquistati dai personaggi di Clara e Adriana, che presentano un magnifico rapporto madre figlia nel quale Clara riesce a trovare un sostegno nei momenti più bui.

Il film di Emanuele Crialese  racconta molto bene i drammi personali dei personaggi, descrivendoli in modo che lo spettatore si possa identificare con essi. L'immensità è una pellicola che lascia spazio al dominio dalle emozioni, facendo così venire a galla il lato più intimo dei drammi famigliari.

Io vengo da un'altra galassia e tu non hai i poteri per aggiustarmi.

Voto: 4/5

  





  

   

 

martedì 20 settembre 2022

"Aristotle e Dante si immergono nelle Acque del Mondo", di Benjamin Alire Sáenz (Hispanic Heritage Month)

 


TITOLO: Aristotle e Dante si immergono nelle Acque del Mondo

TITOLO ORIGINALE: Aristotle and Dante dive into the Waters of the World

SAGA: Aristotle and Dante #2

AUTORE: Benjamin Alire Sáenz

CASA EDITRICE: Oscar Mondadori Vault, collana Oscar Fabula

GENERE: Narrativa LGBTQIA+ storica young adult con romance MM

PAGINE: 576

DATA DI PUBBLICAZIONE: 6 settembre 2022

PREZZO EBOOK: € 9,99

PREZZO CARTACEO: € 22,00



TRAMA



Aristotle Mendoza ha passato gli anni del liceo a nascondersi, a restare sempre in silenzio, a rendersi invisibile. E si aspettava che anche l'ultimo anno sarebbe stato come gli altri. Da quando si è innamorato di Dante Quintana, però, dentro di lui qualcosa si è spalancato. All'improvviso, Ari stringe nuove amicizie, si ribella ai bulli, fa sentire la sua voce. Sempre, accanto a lui, c'è Dante - il sognatore, lo spiritoso Dante - che riesce nello stesso tempo a dargli sui nervi e ad accenderlo di desiderio.I due ragazzi sono ben determinati a trovare la loro strada in un mondo che non li comprende. Fino a quando Ari non si troverà ad affrontare una perdita sconvolgente. E dovrà lottare con tutte le sue forze per creare una vita che sia profondamente, gioiosamente sua.



RECENSIONE



Agli altri ragazzi vengono dati gli strumenti per scrivere; e quando vanno a scuola, imparano a usarli. Ma ai ragazzi come me e Dante non danno né matite né penne né bombolette per scrivere sui muri. Vogliono farci leggere, ma non vogliono lasciarci scrivere. Con cosa scriveremo i nostri nomi? E dove troveremo uno spazio in cui scriverli sulla mappa di questo mondo?



Da pochi giorni è ufficialmente iniziato l'Hispanic Heritage Month, il mese che celebra le storie, le culture e i contenuti dei cittadini americani i cui antenati provengono da Spagna, Messico, Caraibi, America Centrale e Sud America. Non poteva esserci quindi miglior occasione per presentarvi il secondo capitolo delle avventure di Ari e Dante, che aspettavo da tanto, tantissimo tempo come una bimba che aspetta il giorno di Natale. Avevamo lasciato i nostri eroi a baciarsi sotto le stelle dopo essersi dichiarati, e la storia riprende esattamente da quel punto. Ora i due ragazzi sono una coppia, e si apprestano a vivere insieme quel che resta dell'estate prima di iniziare l'ultimo anno di liceo, per la prima volta nella stessa città anche se in due scuole diverse. Scoprire la propria natura e accettare i sentimenti che prova per Dante è stato solo l'inizio del viaggio di Ari, che si trova ad affrontare la parte più difficile: creare un suo posto nel mondo e proteggere il suo amore dalle tempeste alimentate da menti arretrate e dall'insorgere di una devastante pandemia che semina morte ovunque. Per fortuna può contare sulla sua famiglia e sull'amato Dante, grazie al quale riesce a trovare il coraggio di far sentire la propria voce contro le ingiustizie e ad aprirsi a nuove amicizie. Ma non sospetta neanche lontanamente che un dolore improvviso renderà il suo viaggio molto più difficile.

Con il cuore ancora gonfio di emozioni e a corto di parole degne da raccontare tutta la bellezza che ho trovato, sono lietissima di annunciarvi che per me Aristotle e Dante si immergono nelle Acque del Mondo è uno dei libri più belli del 2022 senza se e senza ma, una storia meravigliosa destinata a rimanere impressa nell'anima. Fin dalle prime pagine ho avuto come la sensazione di ritrovare dei vecchi amici dopo una lunghissima separazione, e mi sono resa conto di quanto inconsciamente ne sentissi la mancanza. Come sempre accade quando avviene un ricongiungimento, ho avuto modo di constatare dei cambiamenti: il libro infatti è cresciuto insieme ai suoi lettori, diventando molto più maturo, toccante e profondo del suo predecessore, che non era certo pizza e fichi. Anche stavolta la narrazione è filata che era un piacere, sebbene in diversi momenti abbia dovuto interrompere la lettura per annotarmi frasi stupende o tirare fuori il pacco di fazzoletti, e anche stavolta i protagonisti sono stati caratterizzati magistralmente, in modo che ciascuno di loro potesse prendersi il suo spazio e splendere. Saltano subito agli occhi i grandi progressi fatti da Ari, che da ragazzino insicuro, taciturno e sempre chiuso in se stesso si è trasformato in un giovane uomo che non ha paura ad aprire la bocca per far sentire la propria voce contro i prepotenti, che si apre ancora di più agli altri e desidera più di un'altra cosa disegnare la mappa di un nuovo mondo in cui lui e il ragazzo che ama possano essere se stessi, liberi e felici.  È un giovane uomo diversamente fragile che non si nasconde più dal dolore, ma lo abbraccia, sostenuto dall'amore delle persone che lo circondano, un amore che non respinge più. Naturalmente mi sono affezionata ancora di più non solo a lui, ma anche a Dante, il suo angelo custode perfettamente imperfetto, e anche ai loro genitori e alle loro amiche, tutti pronti a sostenereli a qualsiasi costo. C'è così tanto amore in queste pagine, in ogni forma possibile, e tutto questo mi commuove.







Vieni a nuotare con me. Immergiamoci insieme in tutte le acque del mondo.



Se dovessi paragonare questo meraviglioso romanzo a un album, sceglierei La Geografia del Buio di Michele Bravi, e ci aggiungerei anche il brano Inverno dei fiori. Questo non solo perché in diversi momenti compaiono alcuni concetti ribaditi dal mio artista preferito, ma anche perché l'autore, come Michele, ci prende per mano e ci porta con sé in un vero e proprio viaggio nel dolore, che assume molteplici forme ma parla sempre la stessa lingua. C'è il dolore della perdita delle persone care che ti fa temere possa accadere da un momento all'altro, c'è il dolore per il razzismo subito nei contesti in cui teoricamente dovresti sentirti più al sicuro, c'è il dolore di chi desidera disperatamente essere se stesso, vivere il proprio amore alla luce del sole e scrivere la Storia e teme di non essere mai accettato così com'è dal mondo, e soprattutto c'è il dolore provocato dall'insorgere della pandemia di AIDS che ha causato milioni di morti, una pandemia troppo spesso ignorata dai governi, che vedevano solo numeri e non persone e facevano finta che non stesse avvenendo per davvero.

È inutile negarlo: mi si è spezzato il cuore diverse volte durante la lettura, ma per fortuna l'autore è riuscito comunque a ricomporlo ogni volta dipingendo le cicatrici d'oro. Mi ha ricordato infatti che tutti noi siamo un Paese circondato da mura create da noi stessi per proteggerci, e che per vivere pienamente  ed essere felici dobbiamo concedere dei visti alle persone giuste, quelle capaci di amare tutte le ricchezze che abbiamo da offrire e di custodire le nostre fragilità. Ed ecco dunque che in mezzo a tanto dolore si erge, ancora una volta, l'amore. Quello parentale donato delle famiglie Mendoza e Quintana, quello amicale donato da Gina, Susie e Cassandra, e soprattutto il meraviglioso amore romantico che lega Ari e Dante, un amore fortissimo e indissolubile in grado di sfidare le tempeste, un amore che ti commuove e ti fa sorridere e sognare, quel tipo di amore che, se avessi la fortuna di trovarlo, potrebbe spingermi ad andare fino in capo al mondo per la mia persona.

Fate un regalo al vostro cuore: leggete Aristotle e Dante si immergono nelle Acque del Mondo, e ne sarete arricchiti. Magari ci saranno dei momenti in cui le cascate del Niagara sgorgheranno dai vostri occhi e avrete voglia di inseguire l'autore con i forconi, visto che a questo giro è stato particolarmente sadico, ma non abbiate timore: troverete ad attendervi un finale dolcissimo che vi incanterà. Ora non ci resta che attendere notizie sul film tratto dal primo romanzo della saga (è già uscito un piccolo video in anteprima e sono già innamorata). Nel frattempo, vi do qualche consiglio: non smettete di raccontare queste storie meravigliose e di far sentire le loro voci, diventate cartografi e disegnate la mappa di un nuovo mondo. Ora vi saluto, e un abbraccio fortissimo ad Ari e Dante, che rimarranno sempre dentro di me.



L'odio è una pandemia emotiva per cui non abbiamo ancora trovato una cura.



VOTO: 5/5











lunedì 19 settembre 2022

Pinocchio

 

 

TITOLO: Pinocchio

TITOLO ORIGINALE: Pinocchio

GENERE: Fantastico, avventura, commedia, musicale, drammatico

PAESE DI PRODUZIONE: USA

CASA DI DISTRIBUZIONE: Disney +

REGIA: Robert Zemeckis

CAST: Tom Hanks, Benjamin Evan Ainsworty, Joseph Gordon Levitt, Cyntia Erivo, Luke Evans, Giuseppe Battiston, Lorraine Bracco, Lewin Lyold,  Kyanne Lamaya, Sheila Atim, Jaime Demetriou, Keeygan- Micheal Kay

DURATA: 105 minuti     

 

TRAMA

In un piccolo villaggio toscano la fata Turchina da vita al burattino di legno Pinocchio, che affronta molteplici avventure prima di diventare un autentico bambino. Infatti la sua vita viene stravolta quando Pinocchio decide di lasciare la casa di suo padre Geppetto per seguire il circo del terribile Mangiafuoco.

 

RECENSIONE

Signori e signore, vi presenterò l'ottava meraviglia del mondo. Il solo e grande Pinocchio.

In casa Disney continua la moda dei rifacimenti con attori reali dei classici Disney,  e questa volta è toccato al capolavoro letterario collodiano Pinocchio. A differenza di altri rifacimenti, Pinocchio non è stato distribuito nelle sale cinematografiche ma sulla piattaforma Disney+. La stessa identica sorte era toccata alla versione con attori di Lilly e il vagabondo. Questa volta dietro la macchina da presa c'è Robert Zemeckis, ma nonostante la presenza di uno dei massimi esponenti del cinema americano la nuova versione di Pinocchio è una completa delusione.

Il lato emotivo del film viene completamente massacrato dall'eccessivo utilizzo della computer grafica che, nonostante Zemeckis sia uno dei più grandi fautori e maestri di questa specifica tecnica come ha dimostrato nei film d'animazione Polar Express e La leggenda di Beowulf, ha qui una presenza troppo invasiva, che non aiuta a far uscire il lato più intimo della storia. Pinocchio si concentra troppo nell' omaggiare il classico del 1940 e così facendo non riesce a distaccarsi dal cartone. 

 

Geppetto - Pinocchiooooooooo.

Inoltre la maggior parte dei nuovi personaggi inseriti è inutile e noiosa, e certe scelte sono totalmente dettate dal politicamente corretto, il che rende il film  ancora più scontato. Una delle poche note positive è il grande Tom Hanks, che come sempre regala al pubblico una buona interpretazione.  

Con l'uscita di Pinocchio la Disney ha voluto precedere il lancio del Pinocchio di Guillermo Del Toro, su Netflix a dicembre. Le aspettative sulla pellicola di Zemeckis non erano alte e ora se ne ha la conferma. Pinocchio è un film che cancella qualsiasi fascino presente nel libro di Collodi e  si configura come una  pedestre citazione del classico del 1940, senza avvicinarsi per nulla ad esso.

Non sarai più un semplice burattino. Te lo garantisco.

Voto: 1/5



 

 

giovedì 15 settembre 2022

Vampire in the Garden


TITOLO: Vampire in the Garden

TITOLO ORIGINALE: Vanpaya in za Gaaden

TITOLO IN KANJI: ヴァンパイヤ・イン・ザ・ガーデン

CATEGORIA: Yuri

GENERE: azione, avventura, sci-fi

ANNO: 2022

REGIA: Ryōtarō Makihara

PAESE: Giappone

DURATA: 5 episodi (completo)

PRODUZIONE: Wit Studio

DISPONIBILITÀ: Netflix

TRAMA

In un freddo inverno l’umanità perse la propria battaglia contro i vampiri e la maggior parte della vecchia civiltà andò distrutta. I pochi che riuscirono a sopravvivere crearono un muro di luce in una piccola città per cercare di rimanere protetti e vivere in pace. Tra le opprimenti mura di questa comunità, la giovane Momo sogna invece una pacifica convivenza con i vampiri mentre, dall'altra parte, Fine, la regina dei vampiri, un tempo innamorata di un umano, ha deciso di abbandonare il campo di battaglia. Viste come traditrice dalla loro stessa specie, le due hanno un fatidico incontro durante l'ennesima battaglia selvaggia. Insieme iniziano un viaggio alla ricerca dell'"Eden", un utopico giardino di pace di cui sussurrano vecchie storie, ma che nessuno ha mai visto...

RECENSIONE

Per paura del loro finissimo udito,
la musica e ogni altra attività
collegata ad essa furono bandite
per sempre, dal nostro mondo,
condannandoci al silenzio più assoluto.

Vampirismo, avventura, amicizia e amore si presentano in questo contesto fantascientifico, dove le vicende ruotano attorno alle due protagoniste che, oppresse dai loro obblighi sociali, decidono d'intraprendere il proprio viaggio verso la libertà e alla ricerca della felicità. Nel corso degli eventi, Momo e Fine sviluppano un'amicizia profonda, che sfiora l'amore, e insieme si danno forza e coraggio per costruire una realtà in cui potranno vivere in pace, oltre la loro differenza di specie.

Fin dal primo episodio, e dai primi minuti, la trama suscita la curiosità della visione. Gli eventi fanno sì che lo spettatore sia invogliato a conoscere la storia e che si chieda come essi si evolveranno e si concluderanno. Il character design è piuttosto semplice. Responsabile di esso è Tetsuya Nishio, character designer dell'anime di Naruto, possiamo infatti ben riconoscere la sua mano in specie nell'aspetto dei vampiri, i cui occhi ricordano quelli di Hinata Hyuuga. Eppure, malgrado gli attori siano disegnati in maniera non molto sofisticata, la ricchezza della trama compensa il tratto poco dettagliato dei personaggi, insieme ad un ottima espressività delle emozioni e analisi degli stessi personaggi. Anche le tecniche di animazione sono ad un buon livello, le scene d'azione, soprattutto, sono ben curate e non manca anche la qualità degli sfondi e la minuziosità nella rappresentazione anche degli oggetti.
In verità i personaggi maggiormente approfonditi sono le protagoniste e, in piccola parte, anche il fratello di Fine, però, poiché la narrazione è ottimale, il livello della serie non scende oltre una bassa soglia. Anche se l'anime dura solo cinque episodi, tuttavia le vicende sono così intense che le puntate intrattengono la visione, invogliando a seguirla tutta in un colpo solo.
Nella trama è presente il cliché secondo il quale due personaggi appartenenti a fronti diversi creano un legame, però tale cliché viene usato e sviluppato bene, dandoci momenti di affetto fra Momo e Fine, momenti che scuotono le emozioni e in cui traspare la forza del loro rapporto, senza che sia del tutto scontato come si possa concludere la storia delle due amiche. È anche la loro ambigua amicizia che dà forza alla storia, poiché in essa sono presenti sfumature che accentuano la sua profondità e muovono la curiosità, poiché inducono a chiedere se questo legame si evolverà in amore, o se esso possa chiamarsi anche amore. È, insomma, un'amicizia intrigante.

Tranquilla, adrà tutto bene.
Sono certa che il nostro Eden
si trovi là fuori.

Altro tema importante è quello della libertà, il fine ultimo del viaggio di questa storia, che viene trattato in modo tale che ci si ponga le domande: Che cos'è veramente la libertà? Qual è il prezzo per ottenerla? Cosa bisogna fare per costruirla?
Vampire in the Garden è senza dubbio la storia di questa forte amicizia, ma è anche una storia di crescita, la quale viene rappresentata nel viaggio delle protagoniste, un viaggio che le condurrà alla scoperta del mondo, scoprendo i lati oscuri anche della realtà che sognano, finché non iniziano a costruirsi un proprio cammino. Il loro viaggio è metafora del viaggio della vita, in particolare della fase della ribellione giovanile, durante cui i giovani decidono di seguire una strada diversa da quella che i grandi gli hanno indicato, finché giungono alla fase adulta, la fase in cui si comprende che la realtà ideale e la propria libertà bisogna costruirsela da soli, senza cercarla altrove, senza cercarla in mondi utopici.
Alcuni aspetti che mancano alla serie sono, per esempio, la precisazione del contesto in cui si svolgono le vicende: viene fatto intendere che sia iniziata una guerra tra umani e vampiri, ma non si comprende quando sia iniziata, se si tratti di un post-apocalittico oppure di un alternative universe, o forse ancora un contesto storico alternativo. Nemmeno viene rivelato come si sono diffusi i vampiri e che cosa abbia scatenato questa guerra.
Vampire in the Garden non è tanto una storia incentrata sul vampirismo, quanto piuttosto una storia di amicizia e di reciproca comprensione fra due persone che hanno origini diverse, ma che riescono ad andare oltre le barriere dettate dalla disparità delle loro specie. L'elemento del vampirismo e della guerra è solo semplice contorno. Ciò non vuol dire che gli episodi non emozionino, fra le battaglie e i momenti di sentimentalismo. Anche questi sono elementi che compensano.
Questa miniserie è dunque un'opera che racconta in maniera profonda e coinvolgente temi importanti, non si può dire che sia ottima, però la trama, la forza delle emozioni e l'adrenalina dei combattimenti tengono incollati allo schermo.

Mi dispiace... Era impossibile...

Voto: 4/5



martedì 13 settembre 2022

"Legendborn", di Tracy Deonn

 


TITOLO: Legendborn

TITOLO ORIGINALE: Legendborn

SAGA: Legendborn #1

AUTORE: Tracy Deonn

CASA EDITRICE: Fazi Editore

GENERE: Urban Fantasy contemporaneo young adult con romance FM ed elementi queer

PAGINE: 576

DATA DI PUBBLICAZIONE: 12 luglio 2022

PREZZO EBOOK: € 9,99

PREZZO CARTACEO: € 18,00



TRAMA



Dopo che sua madre ha perso la vita in un incidente, la sedicenne Bree Matthews vuole lasciarsi tutto alle spalle. Il programma per liceali promettenti organizzato dall’Università della Carolina del Nord sembra l’occasione perfetta. Proprio durante la sua prima festa al campus, però, Bree nota delle misteriose presenze soprannaturali che seminano caos e violenza fra gli studenti per nutrirsi della loro energia. Un ragazzo tenebroso e affascinante di nome Selwyn Kane interviene per cancellare nei testimoni qualsiasi memoria dell’attacco, ma la sua magia non ha effetto su Bree che, anzi, ricorda di colpo molti particolari riguardo alle circostanze in cui è scomparsa la madre: possibile che la sua morte nasconda dei segreti magici? L’occasione per approfondire il mistero arriva grazie a Nick, il ragazzo più popolare dell’università, che le confessa l’esistenza della società segreta dei Leggendari. Quando questi si rivelano essere i discendenti dei cavalieri di re Artù e annunciano che una guerra magica sta per scoppiare, Bree deve decidere fino a che punto spingersi per scoprire la verità: userà la sua magia per abbattere la società, o si unirà alla battaglia?



RECENSIONE


Le leggende sono pericolose. Non sottovalutarle.



Leggende arturiane, amore, magia. Questi sono gli ingredienti che mi hanno invogliata a tuffarmi nel romanzo d'esordio di Tracy Deonn, primo capitolo di una nuova saga fantasy che ha già conquistato il cuore di migliaia di lettori e ha vinto numerosi premi. La protagonista è Bree Matthews, una sedicenne afroamericana che, da poco diventata orfana di madre, lascia la sua cittadina natale insieme alla sua migliore amica per iscriversi ai corsi preuniversitarti della UNC-Chapel Hill. La prima sera, mentre si trova a una festa clandestina fuori dal campus, assiste senza volerlo all'attacco di un demone e un ragazzo affascinante e misterioso di nome Selwyn Kane cancella la memoria a tutti i presenti tranne lei, che per qualche strana ragione rìesce a resistere all'incantesimo. Resasi conto che alcuni ricordi sulla morte di sua madre stanno tornando a galla e sono legati alla magia, la ragazza decide di indagare. Per fortuna, le viene offerta l'occasione su un piatto d'argento quando il bellissimo Nick Davis, il tutor assegnatole dal preside per punizione, le rivela l'esistenza dell'Ordine della Tavola Rotonda, una società segreta i cui membri più importanti, i Leggendari, sono discendenti diretti dei cavalieri di Re Artù. Per trovare le risposte che desidera, Bree decide quindi di candidarsi come paggio di Nick e di partecipare alle selezioni estremamente competitive per diventare uno scudiero. Ancora non sa che questa decisione aprirà le porte del suo cuore e la porterà a scoprire molto più di quanto avrebbe mai immaginato sulla sua famiglia e su se stessa.

Dentro di me sapevo già che lo avrei amato, ma Legendborn è riuscito a superare qualsiasi aspettativa, rivelandosi un esordio col botto e un inizio di saga davvero appassionante e coinvolgente. L'autrice, a cui faccio i miei più sinceri complimenti, ha infuso in ogni singola pagina tutto l'amore che come me nutre per le leggende arturiane, mescolandolo magistralmente con alcuni frammenti della sua storia di vita e con alcune tradizioni dell'Africa Occidentale legate al rispetto e alla comunione degli antenati, all'utilizzo di materiali organici, alla guarigione e alla protezione. Ha saputo costruire un worldbuilding praticamente perfetto sotto ogni aspetto, collocando nella reale UNC-Chapel Hill, teatro di cultura e società segrete, un Ordine leggendario composto da tante stirpi, ognuna con il suo colore, il suo simbolo, le sue caratteristiche, le sue armi e persino le sue abilità magiche a seconda del cavaliere da cui ha origine. Un Ordine ben lungi dall'impeccabilità che mostra all'esterno, e che nonostante alcuni progressi è per certi versi ancora troppo radicato in antichi pregiudizi nei confronti di chi non è un uomo bianco etero e cisgender. Ed è in quest'Ordine che si intrufola la nostra Bree Matthews, che a oggi è la mia papabilissima vincitrice del premio Miglior Personaggio Femminile del 2022. La amo perché è una ragazza forte che ha il coraggio di far sentire la propria voce senza accontentarsi di fare buon viso a cattivo gioco, una ragazza costretta a fare i conti con assurdi pregiudizi dovuti al colore della sua pelle e con un dolore troppo grande per esssere espresso a parole, una ragazza che poco a poco trova la forza di ricominciare e di aprirsi agli altri, cercando allo stesso tempo di capire e onorare sua madre. Intorno a lei ruotano altri personaggi fantastici, molti dei quali appartenenti alla comunità LGBTQIA+. Ce n'è per tutti i gusti, da quelli che meritano solo cazzotti a quelli che meritano di essere abbracciati forte e protetti a qualsiasi costo, passando da quelli che in un primo momento si odiano, ma poi conoscendoli meglio finiscono per trovare un posto speciale nel tuo cuore (dico bene, caro il mio Magoreale Selwyn Kane?).





Non dedicare la tua vita alla perdita. Dedicala all'amore che ti ha dato.


Sarebbe troppo riduttivo definire questo romanzo un semplice fantasy con storia d'amore. D'accordo, ci sono ragazzi che discendono dai cavalieri della Tavola Rotonda, combattono con armi leggendarie e affrontano diversi tipi di battaglie (alcune con sequenze decisamente crude e violente). C'è anche l'amore, e qui faccio una piccola parentesi, perché nel corso della storia comincia a delinearsi il miglior triangolo amoroso in cui mi sia mai imbattuta: Nick e Sel sono due ragazzi meravigliosi, diversi come il giorno e la notte pur avendo entrambi un passato doloroso, e hanno un legame stretto, profondo e fortissimo non solo con Bree, ma anche tra di loro, il che è stupendo (vi dirò: se l'autrice invece di far trionfare una coppia sull'altra volesse creare una relazione poliamorosa ne sarei più che felice.)
Ma questo è soprattutto un libro che parla di una persona desiderosa di scoprire che ruolo ha la morte nella sua vita e le radici che la legano a sua madre e alle sue antenate. È un libro dedicato al dolore e al trauma (specialmente negli aspetti legati al disturbo post traumatico da stress e al disturbo del lutto persistente complicato), che ci mostra gli effetti vissuti in prima persona dall'autrice e ricorda a chiunque ne soffra che non è solo e che non deve aver paura di chiedere aiuto a uno specialista e seguire una terapia. È un libro che ci ricorda di non dimenticare la storia e fa sentire le voci degli schiavi e dei loro discendenti facendo aprire gli occhi a un'infinità di persone. Ed è un libro che ci invita a lottare per il cambiamento ed esalta la resilienza.
Insomma Legendborn è un libro magico e meraviglioso che fa riflettere e tiene col fiato sospeso fino alla fine, arricchendo la nostra anima. Non vedo l'ora di leggere il sequel Bloodmarked, e di scoprire di più su questo mondo fantastico, che può conquistare il cuore di chi ama le leggende arturiane e non solo. E se siete curiosi, andate sul sito di Fazi Editore e fate il test per scoprire qual è la vostra stirpe. A me è uscita la stirpe di Re Artù, e ne vado fiera. 


Credo con tutto il cuore che, se lo vorrai, potrai cambiare il mondo. Quando arriverà il momento, se arriverà, non avere paura. Combatti. Corri dei rischi. Segui il tuo cuore. E vai avanti.



VOTO: 5/5











lunedì 12 settembre 2022

Il signore delle formiche

  

TITOLO: Il signore delle formiche

 GENERE: Drammatico, storico

ANNO DI PRODUZIONE: 2022

CASA DI DISTRIBUZIONE: 01 Distribution

REGIA: Gianni Amelio

CAST: Luigi Lo Cascio, Elio Germano, Leonardo Maltese, Sara Serraiocco, Anna Caterina Antonacci

DURATA: 130 minuti   

 

TRAMA

La storia di Aldo Braibanti: l'omossesualità a processo nell'Italia degli anni sessanta. Aldo è uno scrittore che nel 1968 viene accusato e condannato per plagio. Ma l'uomo non aveva "plagiato" nessuno,  l'imputazione  serviva in verità ad attaccare la sua omosessualità.


 RECENSIONE

Io non sono come loro. Ma sono anche come loro.

Gianni Amelio riporta alla ribalta una storia per tanti versi ormai dimenticata, ovvero quella del processo per plagio, legge del regime fascista ancora vigente all'epoca in Italia, che è stata abrogata nel 1981 e per la quale Braibanti è stato l'unico ad essere condannato.  Il processo si svolse nel 1968, anno della nascita dei movimenti di protesta studenteschi.

Gianni Amelio fa una rappresentazione che non si concentra tanto sul raccontare il personaggio di Aldo Braibanti ma più sul raffigurare un certo tipo di cultura retriva che era dominante a quei tempi nel nostro paese. La rappresentazione che ci da nel Signore delle formiche non è però strettamente ideologica, poiché ci viene spesso fatto notare  come anche una parte della sinistra dell'epoca avesse dei preconcetti culturali verso l'omosessualità.

  

Io non voglio essere un martire. Non voglio essere né un mostro e né un martire.

Il film di Amelio è un film ricco è complesso che invita a ragionare su diversi aspetti della cultura tradizionale-cattolica che predominava in Italia in quei tempi. Si confermano  molto valide le interpretazioni di Luigi Lo Cascio nella parte di Aldo Braibanti e quella di Elio Germano nella parte dell'amico giornalista dell'Unità che aiuta Braibanti con i suoi articoli. Ancora una volta hanno dimostrato di essere tra i migliori attori del panorama italiano attuale.

Il signore delle formiche è una pellicola estremamente onesta che fa un racconto coerente dell'Italia dell'epoca. Attraverso il caso Braibanti Amelio riesce a far rivivere con efficacia un'epoca dove stava per affermarsi il cosiddetto sessantotto, ma ciò nonostante dominava ancora una cultura molto conservatrice.

 Quelli come lui li mandavano al confino e facevano bene.

Voto: 4/5




      

mercoledì 7 settembre 2022

"In the Labyrinth", di H. Joking

 


TITOLO: In The Labyrinth

AUTORE: H. Joking

CASA EDITRICE: Triskell Edizioni

GENERE: Romanzo d'avventura contemporaneo young adult con romance FM ed elementi fantasy

PAGINE: 332

DATA DI PUBBLICAZIONE: 3 agosto 2020

PREZZO EBOOK: € 2,99 (Gratis con Kindle Unlimited)

PREZZO CARTACEO: € 13,00



TRAMA



Da sempre, una ragazza cresce con l’illusione di poter trovare il proprio principe azzurro e di realizzare così il lieto fine di cui tanto si sente parlare. Anche Muluc è alle prese con la stessa ricerca e i suoi pensieri sono costantemente rivolti a Jason, il ragazzo più carino della scuola, persino quando, durante una gita scolastica al sito archeologico di Palenque, la guida scorta il suo gruppo all’interno del famoso Tempio delle Iscrizioni, dove è custodita la tomba del grande re del passato Pacal. Costretta ad attardarsi più del dovuto in quel luogo, la ragazza spalanca inavvertitamente un passaggio nascosto tra le pietre dell’antica piramide Maya, in cui lei, Jason e un piccolo gruppo di amici si trovano presto intrappolati. Innanzi a loro si apre un’unica strada ed enigmatici indizi sembrano rivelare che soltanto percorrendola fino alla fine sarà possibile ritrovare l’uscita. Presto però il gruppo si rende conto di essere prigioniero di un immenso labirinto, sconosciuto in superficie e pieno di trabocchetti azionati da occulti meccanismi ancora funzionanti. Nel frattempo, i sentimenti di Muluc diventano confusi innanzi all’ardore nel proteggerla dimostrato dal compagno di scuola Ryan, del quale fino ad allora si era a malapena accorta. Le tenebrose mura del labirinto però custodiscono altri sconvolgenti segreti, che sembrano riguardare addirittura il passato della ragazza. Riusciranno Muluc e i suoi amici a tornare in superficie e come potrà la giovane fare chiarezza nel suo cuore?



RECENSIONE



Tu che stai per entrare nella dimora di Kukulkán sappi che una sola via hai di salvezza. Ma lungo la strada presta attenzione: la dimora di un dio non è fatta per l'uomo. Ora varca l'ingresso e prega che il suo ospite ti conceda di uscirne.



Prendete i Goonies, aggiungete un pizzico di Labyrinth e un pizzico di Apocalypto, mischiate per bene il tutto ed ecco a voi il secondo romanzo di Harriette Joking, la scrittrice emiliana che, dopo averci fatto sognare con i misteri dell'Antico Egitto e dei faraoni, ci prende per mano conducendoci alla scoperta dei Maya. La protagonista è Muluc, una sedicenne appassionata di storia e in cerca del suo principe azzurro che, in occasione di una gita scolastica in Messico, ha modo di visitare il leggendario sito archeologico di Palenque. Mentre si attarda nel Tempio delle Iscrizioni a causa di un litigio tra Jason, il bello della scuola per cui ha una cotta segreta, e Alyssa, la reginetta che lo ha appena lasciato, apre senza volerlo una botola che fa precipitare lei, i due contendenti, la sua riservata migliore amica Emily, l'amico nerd Thomas e il suo conoscente Ryan. Il gruppo finisce così all'interno di un labirinto sotterraneo pieno di trabocchetti, e si rende presto conto che l'unico modo per tornare in superficie è percorrerlo fino all'uscita. E mentre affronta mille pericoli, Muluc non può certo sospettare della confusione che s'impossesserà di lei quando comincerà ad accorgersi di Ryan, che la salverà in più di un'occasione e la accetterà così com'è, né tantomeno che sotto l'antica piramide troverà addirittura gli ultimi descendenti dei Maya e incredibili rivelazioni sul suo passato.

In the Labyrinth è un romanzo bello e avvincente che conferma il talento di Harriette Joking e contiene tutti quei perfetti ingredienti capaci di stuzzicare il palato di chi ama i romanzi e i film d'avventura. Anche in questo caso fin dal primo capitolo si evince il grande lavoro di ricerca svolto dall'autrice per riportare in vita l'antica civiltà Maya, attraverso interessantissime nozioni legate alla cultura, alla storia, alle leggende e alla vita di tutti i giorni, il tutto accompagnato da uno stile fresco e raffinato allo stesso tempo. Anche le ambientazioni sono state descritte in modo splendido, dando ai lettori l'impressione di essere davvero lì, a passeggiare tra le piramidi di Palenque, a farsi strada nell'imponente labirinto tra pericoli mortali, fiumi di lava e addirittura foreste popolate da animali curiosi (alcuni splendidi, altri spaventosi), a lottare per proteggere un intero regno sotterraneo dalla furia del temibile dio Kukulkán insieme ai giovani protagonisti, finiti laggiù senza volerlo e destinati a passarne di tutti i colori (poveri!). Ognuno di loro, nel bene e nel male, ha una bella caratterizzazione, e attraverso le insidie del labirinto intraprende una sorta di rito di iniziazione che segna il passaggio dall'adolescenza all'età adulta. I miei preferiti sono stati Ryan, il ragazzo della porta accanto, Thomas, che sembra vivere in un mondo tutto suo, e Muluc, una ragazza romantica che ama la storia e che teme di essere considerata stramba per questa sua passione. Ben riusciti anche i discendenti dei Maya, che dalla loro entrata in scena danno il via a un intenso crescendo di emozioni e avventure che tiene col fiato sospeso fino alla fine.







Io sono qui con te. Nemmeno tutte le prove del labirinto potrebbero separarci.



Anche in questo caso azione, mistero e romanticismo sono mischiati sapientemente. Inoltre l'ambientazione già da sola vale tutto il romanzo, ragion per cui mi sarebbe piaciuto dare un voto più alto, se non fosse stato per alcune pecche che mi hanno lasciato un po' con l'amaro in bocca. Ho trovato un po' troppo stereotipato il modo in cui alcuni dei Maya comunicano con i protagonisti, e per quanto sia dolce e pregna di momenti meravigliosi, ho trovato la parte sentimentale un po' meno riuscita rispetto alla storia d'amore tra Daphne e Reshef ne Una mummia nell'armadio. Questo perché in diversi momenti i ragazzi si sono comportati come galli in un pollaio e Muluc, pur essendo uno dei miei personaggi preferiti, ha compiuto diverse decisioni che non mi sono piaciute e che l'hanno fatta sembrare un tantino volubile e immatura. 

Nonostante questi piccoli difetti, In the Labyrinth rimane un romanzo bello, dolce e avvincente, che parla di amicizia e amore, di perdita e di resilienza, di speranza e rinascita. È perfetto per chi ama l'avventura, le antiche civiltà e ha un'indole romantica, e credo che meriterebbe di diventare un film. Effetti collaterali: potrebbe spingervi a desiderare di rimanere intrappolati in un'antica piramide insieme alla persona dei vostri sogni e a farvi venire una paura folle e irrazionale dei serpenti. Per il resto, spero che Harriette Joking pubblichi al più presto altri libri.



Ricorda sempre chi sei e chi ti ha preceduta. In questo modo, saprai qual è la strada giusta, e nessun labirinto, per quanto contorto e carico di insidie, potrà più intimidirti.



VOTO: 4/5