lunedì 30 novembre 2020

"UN ANGELO PER SEMPRE", di Federica Bosco

 


TITOLO: Un Angelo per sempre

SAGA: Il mio Angelo segreto #4

AUTORE: Federica Bosco

CASA EDITRICE: Newton Compton Editori

GENERE: Romance FM contemporaneo, Paranormal

PAGINE: 352

DATA DI PUBBLICAZIONE: 5 ottobre 2020

PREZZO EBOOK: € 1,99

PREZZO CARTACEO: € 9,90


TRAMA


Mia ha ventiquattro anni, balla con l’American Ballet Theatre di New York e vive con Adam. Ma il loro iniziale idillio pare essersi trasformato in ben altro: si vedono poco, quando sono insieme spesso litigano, le reciproche carriere li hanno messi di fronte a molte difficoltà. Adam non è riuscito a sfondare davvero, mentre Mia, che ha lavorato duramente, è prossima a un traguardo. Ecco però che quando l’obiettivo sembra a portata di mano, un imprevisto ferma i suoi piani e la getta nello sconforto più nero. Ma a volte la vita offre inattese opportunità e apre porte che non si credeva esistessero: quella che sembrava una battuta d’arresto può trasformarsi in un’occasione per pensare, per allentare la tensione che la stritola, per riflettere sulla strada che ha scelto di percorrere e magari per riscrivere il futuro. Tanto più se il destino ha deciso di riservarle un incontro molto speciale. Con qualcuno che le ricorda in tutto e per tutto una persona che appartiene a un passato lontano, molto lontano…


RECENSIONE


La nostra storia era stata breve e intensa come un passo a due, ed era così che amavo ricordarlo: io e lui che ballavamo su un palcoscenico, illuminati da un unico riflettore che ci accompagnava fino all'uscita di scena, dove ci guardavamo negli occhi e ci promettevamo amore eterno.


 Sono passati nove anni da quando è uscito Innamorata di un angelo, il primo capitolo della storia d'amore tra la ballerina Mia e il suo adorato Patrick, diventato un angelo custode dopo la sua morte prematura. Una commovente fiaba moderna sui sentimenti e la magia a cui si sono aggiunti un secondo e un terzo capitolo (Il mio Angelo segreto e Un Amore di Angelo) e che ha conquistato il cuore di oltre 500.000 lettori. Sembrava che la storia fosse ormai conclusa, ma quest'anno Federica Bosco ha voluto fare un regalo straordinario a tutti i suoi fan pubblicando a sorpresa il quarto ed ultimo capitolo della saga.

Qui, Mia ha ormai ventiquattro anni e vive a New York insieme al suo compagno Adam, con il quale, però, le cose vanno malissimo dopo i primi anni di felicità. Fortunatamente c'è la danza: dopo aver lavorato sodo, balla con l'American Ballet Theatre ed è a un passo dalla sospirata promozione a solista. Ma una sera, mentre torna a casa dalle prove, rimane coinvolta in un incidente stradale e si ritrova con le costole incrinate, il cuore spezzato e la carriera rovinata. In preda allo sconforto, si rende conto che è arrivato il fermarsi a riflettere sul suo percorso, capire che genere di futuro vuole e, perché no, ritrovare i suoi cari rimasti oltreoceano. Poi un bel giorno il destino le riserva una grande sorpresa: conosce infatti Nathan, il ragazzo che le ha salvato la vita, che assomiglia in tutto e per tutto all'amato Patrick.

Un angelo per sempre è un libro romantico e commovente, dolce ed emozionante, che consacra ancora una volta Federica Bosco come una delle più brave scrittrici italiane degli ultimi anni. Col suo stile schietto e raffinato riesce a toccare le corde più profonde dell'anima dei lettori, dando la sensazione di ritorno a casa. I personaggi sono sempre caratterizzati in modo eccellente, coi loro pregi e i loro difetti, e in modo particolare ho apprezzato l'evoluzione di Mia. Non è più l'adolescente ribelle e arrabbiata del primo romanzo, ma una giovane donna forte che nella vita ha conosciuto tante cose che non avrebbe mai dovuto conoscere, ma ha saputo sempre rialzarsi, come una vera combattente, diventando un esempio e un aiuto per gli altri. In un certo senso, noi giovani lettori della prima ora siamo cresciuti insieme a lei, ed è bellissimo.

Con lei tornano praticamente tutti i personaggi più amati, sebbene alcuni sotto una luce completamente diversa, il che è anche normale, visto che nella vita si cambia, nel bene e nel male, e spesso le persone che sembrano più forti si rivelano come le più deboli, e viceversa. A loro si aggiungono tanti nuovi personaggi a cui è molto facile affezionarsi fin dal primo momento.

Come sempre la storia è impregnata di romanticismo e ironia, ma anche di quel pizzico di magia e mistero che contraddistingue la penna dell'autrice, e la cui interpretazione viene affidata all'immaginazione dei lettori. Tanti anche i momenti commoventi e strazianti, capaci di scatenare fiumi di lacrime nei soggetti più sensibili ed emotivi.




Fai quello di cui hai più paura, Mia, promettimelo. Appena trovi l'idea che te la fa fare sotto più di tutte, buttatici anima e corpo, perché è quella giusta.


Come nei capitoli precedenti, l'amore è il motore principale, ma ci sono anche i sogni, la famiglia, l'amicizia, le luci e le ombre del mondo della danza, la dipendenza e lo stalking. Ciò che mi ha colpito maggiormente è il messaggio che l'autrice vuole trasmettere, e cioè che bisogna prendere tutti gli imprevisti e i momenti difficili che ci capitano non come punizioni, ma come occasioni per fermarsi a ripensare alla propria vita e lanciarsi in nuovi progetti che ci permettano di realizzare i nostri sogni più grandi, senza lasciarci influenzare dal passato, per scrivere un nuovo capitolo del nostro diario. E che l'amore è più forte di qualsiasi cosa, persino della morte.

Sono arrivata alla fine della lettura con gli occhi lucidi e un sorriso pieno di speranza, e desidero ringraziare di cuore Federica Bosco, per aver regalato una bellissima chiusura del cerchio con il finale perfetto.


Sentivo di essere io quella che doveva proteggerlo adesso, e fino a quel momento non lo avevo fatto: fino a quel momento avevo amato il riflesso di Patrick in lui, ma adesso amavo lui, chiunque fosse. Perché l'amore era questo, l'amore era il qui e ora.


VOTO: 5/5 







sabato 28 novembre 2020

JINGLE JANGLE- UN'AVVENTURA NATALIZIA

 


TITOLO: Jingle Jangle- Un'avventura natalizia

TITOLO ORIGINALE: Jingle Jangle- A Christmas Journey

GENERE: Commedia, Fantasy, Musical

ANNO: 2020

REGIA: David E. Talbert

CAST:  Forest Whitaker, Justin Cornwell, Madalen Mills, Phylicia Rashad, Keegan-Michael Key, Hugh Bonneville, Anika Noni Rose, Diaana Babnicova, Ricky Martin, Lisa Davina Phillip, Kieron L. Dyer, Sharon Jones, Abraham Popoola, Tobias Poppe.

PAESE DI PRODUZIONE: USA

DURATA: 122 Minuti.

DISTRIBUZIONE: Netflix


TRAMA

Nell'esuberante cittadina di Cobbleton vive un abilissimo giocattolaio di nome Jeronicus Jangle. Decenni prima è stato tradito dal suo fidato apprendista, che gli ha sottratto la sua creazione più preziosa e l'ha precipitato in uno stato di delusione e infelicità. Oppresso dai debiti, Jeronicus ritrova la speranza grazie a una nipotina brillante e di buon cuore e a un'invenzione ormai dimenticata. Non sarà però come bere un bicchiere d'acqua, perché occorrerà superare non poche difficoltà.


RECENSIONE


C'era una volta, molti molti anni fa, l'inventore più prodigioso del mondo: Jeronicus Jangle.


Prendete un film natalizio, aggiungete un pizzico di steampunk, trasformate il tutto in un musical e otterrete la vera essenza di Jingle Jangle, il nuovo prodotto per famiglie targato Netflix, in cui, contrariamente alle altre pellicole a tema, Babbo Natale non fa nemmeno una comparsata, e non ci sono renne, presepi o panettoni. Protagonista assoluto è Jeronicus Jangle, uno straordinario inventore che vive a Cobbleton, deliziosa cittadina in stile vittoriano. Ha uno strepitoso negozio di giocattoli, una moglie e una figlia che lo adorano ed è a un passo dal creare l'invenzione che cambierà la sua vita per sempre. Ma quando il vanitoso torero meccanico che ha appena creato si allea col suo giovane apprendista Gustafson istigandolo a rubargli il libro delle invenzioni, Jeronicus cade in preda alla sconforto. Come se non bastasse, ben presto sua moglie muore prematuramente, e lui, dopo aver trasformato il negozio in un banco dei pegni, finisce per allontanare sua figlia a causa dei muri che ha costruito intorno a sé. Ma trent'anni dopo viene a trovarlo la nipote Journey, una ragazzina speciale appassionata di invenzioni, che con l'aiuto di un robottino di nome Buddy, un' invenzione che aveva ormai dimenticato, lo aiuta a ritrovare la gioia di vivere. Ma Gustafson, ora celebre giocattolaio, ha finito tutti i progetti contenuti nel libro che ha rubato, ed è disposto a tutto pur di impossessarsi di Buddy.

Jingle Jangle è un film delizioso, tenero e scoppiettante che incoraggia a non perdere mai la fiducia in noi stessi anche quando non sembra esserci una via d'uscita, esalta il potere dei sogni e dell'immaginazione, capaci di trasformare in realtà anche ciò che sembra impossibile, e ci ricorda di non rimanere ancorati ai rimpianti del passato, ma di fare ciò che possiamo con quello che ancora possediamo.  Il cast è eccezionale, a partire dal premio oscar Forest Whitaker, che ci regala una performance intensa e commovente, interpretando alla perfezione un uomo che ha bisogno di ritrovare la speranza, la fiducia, la voglia di inventare e l'amore delle persone care. Molto brave anche la giovanissima e dolcissima Madalen Mills, al suo debutto sullo schermo, e Lisa Davina Phillip, che ha regalato momenti di irresistibile comicità, ma anche spunti riflessivi che danno speranza.



So cosa significa perdere qualcosa, ma la magia non è solo in quello che hai perso, ma in quello che ancora possiedi.


Un altro elemento positivo è senza dubbio la componente steampunk, che ha favorito l'utilizzo di effetti speciali davvero ben riusciti e ci ha permesso di incontrare splendidi giocattoli meccanici, tra cui Don Juan Diego, il cattivo torero doppiato da uno strepitoso Ricky Martin, e il tenero robottino Buddy, che strizza l'occhio al Wall-E di casa Pixar. Inoltre la storia è davvero dolce e piena di ottimismo, sebbene presenti un po' troppe sottotrame.

Ma il maggior punto di forza è senza dubbio la colonna sonora prodotta nientemeno che da John Legend e comprende canzoni belle e coinvolgente che spaziano tra vari generi, una delle quali, This day, è cantata nei titoli di coda da Usher e Kiana Ledé.

Jingle Jangle è un film che fa sognare, l'ideale per cominciare a tuffarsi nell'atmosfera natalizia e ritrovare un po' di ottimismo in questo momento così difficile.


Ovunque sia stata mi sono sentita fuori posto. Questo è l'unico posto dove sono stata in cui mi sento finalmente a casa.


VOTO: 4,5/5




giovedì 26 novembre 2020

Jojo Rabbit


  

TITOLO: Jojo Rabbit

TITOLO ORIGINALE: Jojo Rabbit

REGIA: Taika Waititi

CAST:  Roman Griffin Davis, Scarlett Johansson, Taika Waititi, Sam Rockwell, Rebel Wilson, Thomasin McKenzie, Alfie Allen, Archie  Yates. 

ANNO: 2020

DURATA: 119 minuti

PAESE: Nuova Zelanda,Stati uniti, Repubblica Ceca.

PRODUZIONE20th Centyry Fox(Walt Disney studios pictures).

 

TRAMA

Jojo ha dieci anni e un amico immaginario dispotico: adolf hitler. Nazista fanatico, col padre 'al fronte' a boicottare il regime e madre a casa 'a fare quello che può' contro il regime, è integrato nella gioventù hitleriana. Tra un'esercitazione e un lancio di granata, jojo scopre che la madre nasconde in casa elsa, una ragazzina ebrea che ama il disegno, le poesie di rilke e il fidanzato partigiano. Nemici dichiarati, elsa e jojo sono costretti a convivere, lei per restare in vita, lui per proteggere sua madre che ama più di ogni altra cosa al mondo. Ma il 'condizionamento' del ragazzo svanirà progressivamente con l'amore e un'amicizia più forte dell'odio razziale.


RECENSIONE

 

 "Non sei un nazista, Jojo. Sei un bambino di dieci anni a cui piace indossare una buffa uniforme e che vuole fare parte di un gruppo.”

Jojo Betzler detto Rabbit è un dolcissimo e timido bambino che vive nella Germania nazista del 1944, suo padre si trova al fronte in Italia e sua madre si occupa di lui da quando le è morta un'altra figlia. Jojo fa parte della Gioventù hitleriana ed è a tutti gli effetti un bambino nazista che però viene deriso dagli altri bambini. Ma Jojo ha un amico immaginario, ovvero Adolf Hitler. Jojo pur non avendo mai conosciuto un ebreo detesta gli ebrei, ma la sua visione cambierà quando scopre che sua madre nasconde una ragazza ebrea in casa a sua insaputa.

Jojo Rabbit è un film che vuole affrontare con leggerezza un tema importante e storico come il nazismo. Il tutto ci viene fatto vedere con gli occhi di un bambino che in quanto bambino subisce un fortissimo condizionamento in una dittatura. Taika Waititi ci mostra attraverso Jojo come è facile condizionare la mente di un bambino e soprattutto ci fa vedere la follia di quello che è successo in Germania durante il nazismo.

Molto divertenti sono le scene dove vediamo Jojo relazionarsi con il suo amico immaginario Adolf Hilter, interpretato dallo stesso Taika Waititi, che ci da' una rappresentazione di Hitler originale e ironica.

"Elsa : lo sai che cosa sono ? Dillo! Jojo: Un'ebrea".

Con questo film Taika Waititi si afferma definitivamente nel panorama del cinema internazionale mostrandoci le sue capacità di sceneggiatore e attoriali, realizzando anche un film molto personale essendo di origini ebraiche. Jojo Rabbit vuole farci vedere in  maniera ironica come certi temi siano ancora molto attuali. Nel film è molto importante il rapporto che Jojo ha con sua madre, che ha una visione della vita molto diversa da quella di Jojo, essendo una dissidente politica, e vorrebbe che lui, ancora bambino, rimanesse estraneo alla guerra. Ma Jojo non l'ascolta e capisce ciò che sua madre gli voleva comunicare solamente in seguito ad un tragico evento . In quel momento Jojo si rende conto che la guerra non è un gioco e che è invece cosa  seria e terribile e grazie al rapporto che instaura con Elsa, si accorge di non essere un nazista ma solamente un bambino in cerca di un'identità.

Taika Waititi ha saputo mostrarci la tragedia che il nazismo ha rappresentato attraverso gli occhi innocenti e ingenui di un bambino, raccontandoci una storia che non tutti sarebbero stati capaci di narrare in una maniera così profonda è originale.  Jojo Rabbit è stato presentato fuori concorso al Torino film festival 2019 e Taika Waititi è stato meritatamente premiato con l'Oscar per la migliore sceneggiatura non originale.  Il film è liberamente tratto dal romanzo  Il cielo in gabbia  di Christine Leunens.


Voto: 4/5


 

mercoledì 25 novembre 2020

Il Convento dei Dannati


TITOLO: Il Convento dei Dannati

TITOLO ORIGINALE: Hengoku no Schwester

CATEGORIA: Seinen

GENERE: Storico

ANNO: 2015

STORIA: Minoru Takeyoshi

DISEGNI: Minoru Takeyoshi

PAESE: Giappone

CASA EDITRICE: Shogakugan

DISPONIBILITA': JPOP

VOLUMI: 6 (completo)

VOLUMI IN ITALIA: 6 (completo)

PREZZO: 6,50 euro (per volume) 

TRAMA

Sedicesimo secolo. Sacro Romano Impero. Un'era in cui donne innocenti, con l'unica colpa di essere colte, venivano chiamate streghe. Rinchiusa nel convento delle figlie delle streghe gestito dal potente e atroce ordine di Claustrum, la giovane Ella arde di una rabbia inestinguibile nei confronti della misteriosa rettrice, contro cui ha giurato vendetta.

La storia di una ragazza schiava della vendetta e di un oscuro convento! 

RECENSIONE

Non ho intenzione di espiare le mie colpe. 
Anche se lo facessi, la mamma non tornerebbe indietro...
E nemmeno si cancellerebbe il dolore che ho provato. 
Per questo, io... Li ucciderò.

Ella, dopo essere stata venduta dalla famiglia, che la considera un mostro, viene trovata da una giovane donna che la adotta come figlia, dandole tutto l'amore e la felicità che le sono stati negati. Ma, un giorno, l'ordine Claustrum, irrompe nella casa di Angelika, la madre, accusandola di essere una strega e condannandola al rogo, portando così il buio e il rancore nel cuore di Ella. 

Storia avvincente e intrigata, a tinte horror e con una grafica fantastica. Le vicende tengono col fiato sul collo, tra tutti gli ostacoli e le trappole che la protagonista deve affrontare per adempiere al proprio obbiettivo, trappole per cui Ella rischia di perdere di vista la sua meta, o di cadere preda di terribili torture. La ragazza si dovrà tenere sempre stretta la sua rabbia, che diverse volte minaccia di affievolirsi, quando le vengono aperte porte che le promettono la felicità, a patto che lei dimentichi tutto il male che le hanno inflitto. Una storia di vendetta coinvolgente. Ad attrarre noi occidentali è il contesto, che ci è molto vicino, in cui si presenta il tema dell'integralismo religioso che si scontra con la libertà di pensiero, due fronti i cui due poli sono incarnati dalla rettrice e dalla protagonista.

Quel giorno...furono due le persone che si videro imprimere quel fulmine nella retina.
I loro occhi e i loro destini si incontrarono come due correnti impetuose. 

Questo scontro, andando avanti nella lettura, porta a conoscere i punti di vista di entrambe, che sono egualmente guidate da una ferrea convinzione in quello che credono, e, sebbene chi legge possa essere, a un primo approccio, dalla parte di Ella, per le ingiustizie che ha subito, tuttavia si può arrivare a chiedersi se non ci sia del giusto anche nelle ragioni della rettrice. E' un manga di alto livello, di durata breve ma denso di avvenimenti che appassionano il lettore.

Promisi che avrei usato questa forza per guidare il mondo. 
E che...se avessi sbagliato strada...
Dio avrebbe potuto...fulminarmi immediatamente e uccidermi! 

Voto: 5/5


 

 

domenica 22 novembre 2020

 

 

 

 

 

 

TITOLO: JFK -  Un caso ancora aperto

TITOLO ORIGINALE: JFK

REGISTA: Oliver Stone

ANNO: 1991

                                                           CAST: Kevin Costner, Kevin Bacon, Gary Oldman, Sissy Spacek, Joe Pesci, Tommy Lee Jones, Donald Sutherland, Jack Lemmon, Laurie Metclaffie, John Candy, Whalter Mathau, Vincent D'onofrio, Tomas Milian, Beata Pozniak, Jim Garrison, Micheal Roorker, Jay O.Sanders, Brian Doyle Murray, Edward Asner, John Larroquete, Gary Grubs, Wayne Knight, Jo Anderson, Pruirr Taylor Vince.

PAESE: USA

DURATA: 190 minuti

DISTRIBUZIONE Studio canal,  Recency Enterpricess, Alcor Films.

 

TRAMA

Oliver Stone dirige JFK, uno dei film più ambiziosi dei nostri tempi, sull'omicidio che ha fatto il giro del mondo e sul mistero che tuttora lo avvolge. Nominato a otto premi Oscar, tra cui miglior film, miglior regia e miglior attore non protagonista (Tommy Lee Jones), JFK ci mostra le complesse indagini condotte da Jim Garrison (Kevin Costner) sull'assassinio del presidente John Fitzgerlad Kennedy.

RECENSIONE

    "Ci sono uomini che quando piove, riescono a passare tra una goccia e l'altra"

 


L'avvocato, e procuratore distrettuale di New Orleans, Jim Garrison, decide di investigare sull'omicidio del presidente americano John Fitzgerald Kennedy, mettendo così in discussione il lavoro fatto dalla commissione parlamentare Warren e tentando di scoprire la verità.

Oliver Stone ci racconta uno dei fatti storici più importanti del novecento in una maniera provocatoria, realizzando un film d'indagine e mettendo in discussione l'intero sistema politico statunitense che secondo il regista è responsabile dell'omicidio Kennedy. Il cinema di Oliver Stone, come si vede anche in film come "Platoon" e "Nato il quattro luglio" è un cinema che ha una forte venatura politica.

JFK - Un caso ancora aperto, è tratto dal libro di Jim  Marrs "Fuoco incrociato: Il complotto che ha ucciso Kennedy" che racconta la storia dell'indagine condotta da Jim Garrison. Il film ci mostra quanto possano essere controversi e complessi certi meccanismi della politica e del potere, offrendo più domande che risposte.

"La guerra è il più grosso affare dell'America: un'affare da ottanta miliardi di dollari all'anno"

La tesi sostenuta è che dietro all'omicidio Kennedy ci sarebbe stato un gruppo di anti-castristi capitanato dall'agente segreto Clay Shaw, furenti nei confronti di Kennedy perché dopo il fallimento dell'invasione della baia dei Porci, il presidente aveva rinunciato ad invadere Cuba e anche perché probabilmente stava pensando ad un ritiro delle truppe statunitensi dal Vietnam. Secondo il film, questo complotto si sarebbe realizzato per mettere al potere il vice presidente di Kennedy, Lyndon Johnson. Questa teoria spinge così a pensare che non ci sarebbe soltanto la singola azione di  Lee Harvey Oswald, autore materiale dell'omicidio, che per Stone è solo una comparsa in questa vicenda.

Ottime le interpretazioni degli attori, soprattutto quelle di Tommy Lee Jones che interpreta Clay Shaw e di Gary Oldman che interpreta Lee Harvey Oswald e a tratti sembra di vedere il vero Lee Harvey Oswald, talmente tanto Gary Oldman si è calato nel personaggio.

Stone racconta utilizzando spesso  un montaggio alternato con le vere immagini di repertorio dell'omicidio di Dallas, che colpiscono molto, ma soprattutto ci racconta le indagini sull' omicidio di Kennedy con un tono provocatorio e in maniera non convenzionale, a volte rischiando di sconfinare nel complottismo. L'aspetto più interessante  del film è lo spirito che anima Jim Garrison, ovvero la ricerca della verità malgrado quanto sia difficile spesso arrivare ad essa.


VOTO : 4/5